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Chi non muore si rivede

Come l’adatto topolino sopravvissuto all’estinzione dei grandi rettili, la commedia romantica è l’unico dei generi hollywoodiani classici ad essersi conservato, pressochè immutato, attraverso i decenni. Si può individuare un momento di impasse nell’interregno tra Billy Wilder e Woody Allen, e probabilmente la parte romantica ha un peso maggiore oggi rispetto ai tempi di Cary Grant, ma, forse protetto e quasi cristallizzato da un generale disdegno critico, il genere continua a produrre ogni anno titoli su titoli, spesso e volentieri anche di buon successo.
Un importante motivo della persistenza commerciale di questo tipo di pellicole è il suo sempre più pronunciato indirizzamento (dal punto di vista del marketing) verso un pubblico femminile, cosa alquanto curiosa considerando che da sempre si tratta di un genere subdolamente ma profondamente sessista, in cui spesso le donne sono relegate in posizioni di passività e subalternità rispetto ai bramati principi azzurri. Questi film, pensati per un pubblico femminile, finiscono con lo svilire il ruolo della donna anche più dei vecchi film noir e dei western, la cui aperta misoginia ci ha a volte regalato personaggi dall’aura quasi titanica.
Da avido consumatore di romcoms quale sono e da femminista praticante quale cerco di essere, posso dire di aver sempre trovato alquanto solleticante questo paradosso. Siamo portati a considerare le commedie romantiche estranee all’orizzonte del maschio eterosessuale, quando in effetti spesso e volentieri rappresentano una forma di pornografia “emotiva” in cui la perfetta dentatura di Hugh Grant si sostituisce al batacchio di Rocco, e le donne sono caratterialmente idealizzate nella stessa maniera in cui la chirurgia plastica e Photoshop hanno plasmato la pubblica concezione del corpo femminile, dentro e fuori i confini dell’industria pornografica.
E’ forse però anche grazie a queste tendenze non certo encomiabili che il genere continua a mantenere vivo un collegamento con lo spirito atavico del cinema d’evasione hollywoodiano, spirito che nel bene e nel male ha determinato il successo e la persistenza del cinema tutto, che non sarebbe l’universo sterminato e multiforme che è oggi senza il contributo storico e artistico del suo indiscutibile motore economico a stelle e strisce.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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