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Tony Wilson: la rivoluzione di Mr. Manchester

Gli abitanti di una città, di un paese, di una nazione amo dividerli in due grandi macrocategorie: chi rimane e chi se ne va. I secondi in genere vengono apprezzati per il loro coraggio, l’intraprendenza, la loro fame di scoprire cosa c’è oltre il loro microcosmo. Chi rimane in genere è un timoroso abitante di un mondo che non sa come sfruttare, una persona legata in modo troppo forte a quello che già possiede. Tuttavia fra questi ultimi c’è chi riesce in una delle imprese più nobilitanti in assoluto: migliorare il luogo in cui si vive. Tony Wilson è fra questi. Wilson, soprannominato  Mr. Manchester dai suoi conterranei, a cavallo fra gli anni ‘70 e ’80 è riuscito a trasformare la grigia Manchester in uno dei luoghi più vivaci e interessanti del panorama musicale mondiale, epicentro di cambiamenti che tuttora influenzano la cultura pop europea.

Tutto cominciò con il programma “So it Goes”, trasmissione televisiva che andava in onda sulla locale Granada Television.  Il programma ha il merito di lanciare, attraverso numerose apparizioni live, il nascente movimento punk. Fra i momenti più memorabili della trasmissione ricordiamo la prima apparizione televisiva dei Sex Pistols, e una delirante esibizione di Iggy Pop all’Apollo Theatre di Manchester che portò alla chiusura della trasmissione.


Abbandonate le velleità televisive Mr.Manchester decide di fare sul serio. E’ il gennaio del 1978 quando insieme ad Alan Erasmus, attore di scarso successo, decide di fondare il Factory Club per promuovere le emergenti band di Manchester. Le serate del Factory vedono le esibizioni degli sconosciuti Durutti Column, Cabaret Voltaire e Joy Division. Le serate  riscontrano un primo inaspettato successo per la coppia Wilson-Erasmus a cui si è unito il brillante grafico Peter Saville, autore di tutti i poster e le copertine del progetto Factory. La prima uscita discografica “A Factory Sample” è una diretta conseguenza di questo dirompente successo. E’ nata la Factory Records e con lei nasce la collaborazione con il geniale produttore Martin Hannett, uno dei personaggi più influenti della storia della musica indipendente. Esce il seminale e dirompente “Unknown Pleasures” dei Joy Division, l’esordio dei Derutti Columns, ma il suicidio di Ian Curtis cambia tutto

Improvvisamente gli anni ’70 sono finiti. Ecco che l’infaticabile Wilson fonda l’Haçienda, locale che vedrà l’ascesa dei sopravvissuti Joy Division diventati New Order e l’esplosione degli irriverenti Happy Mondays, che inaugureranno la scena che diverrà famosa con il nome ‘MADCHESTER’. L’acid house e la techno cominciano a spopolare, l’ecstasy è la droga del momento, nasce la figura del dj-musicista, prende piede la cultura rave. In questo turbinio di musiche e droghe Wilson e soci vengono sommersi dai debiti, la morte di Hannett è un duro colpo per la Factory Company. La crisi culminerà con l’inevitabile bancarotta nel 1992. La parabola di Wilson è magistralmente riassunta dal divertente film “24 Hour Party People”, un magnifico spaccato della cultura pop inglese di quegli anni.


Discografia essenziale:

Joy Division – Unknown Pleasures (1979)
Durutti Column – The Return of the Durutti Column (1980)
Joy Division – Closer (1980)
New Order – Power, Corruption & Lies (1983)
New Order – Low Life (1985)
Happy Mondays – Bummed (1988)
Joy Division – Substance 1977-1980 (1988)
New Order- Technique (1989)
Happy Mondays – Pils n Thrills and Bellyaches (1990) 
Northside – Chicken Rhythms (1991)

Filmografia consigliata:

24 Hour Party People (2002)
Control (2007)



Luigi Costanzo

About Luigi Costanzo

Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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