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Salviamo Barbie

download (1)Era diventata il simbolo delle donne che lottano contro lo stereotipo eccessivamente magro imposto dalle riviste. In “Hungry”, la sua autobiografia, aveva raccontato l’incubo dei disordini alimentari. Una volta guarita, però, era riuscita ad imporre alla grandi griffe la sua nuova taglia 50, diventando la modella oversize più corteggiata dagli stlisti. Stiamo parlando di Crystal Renn una delle modelle “curvy” più famosa al mondo. Eppure in un recente servizio fotografico appare visibilmente dimagrita, lei stessa ha ammesso di aver perso due taglie. La sua nuova linea ha provocato le furie degli ammiratori, che la accusano di aver ceduto nuovamente alle pressioni del mondo della moda. Polemiche anche per la scelta della modella che interpreta la collezione “Marni” for H&M, Aymeline Valade: la sua magrezza sta facendo fioccare accuse pesanti nei confronti del colosso svedese, in merito a una presunta istigazione all’anoressia e a una diffusione distorta dell’immagine femminile.

Si riapre il vaso di Pandora: Modelli sbagliati, immagini non aderenti alla realtà che spingono le ragazzine ad assumere comportamenti alimentari a rischio. Dopo ogni fashion week su blog, giornali, riviste e tv proliferano le rivendicazioni delle “donne vere” che non “subiscono la pressione degli altri per cambiare il mio modo di essere”, delle donne che amano i loro chiletti di troppo perchè “i pali di scopa non piacciono a nessuno”. Era il 2010 quando le Curvy Can, Aija Barzdina, Elisa D’Ospina, Mjriam Bon, Marina Ferrari e la modenese Valentina Fogliani, top-model “curvy” o “plus-size” che dir si voglia, fra le più affermate a livello internazionale, sono state protagoniste di uno scatto shock senza veli volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei disturbi alimentari. Ora le Curvy Can tornano con una nuova campagna shock, ‘Love yourself’, un messaggio chiaro e diretto, ‘amare se stessi’. La nuova campagna volta a sensibilizzare sul tema dei disturbi alimentari ha preso il via proprio l’8 marzo, giorno della festa della donna.

Aymeline-Valade-by-Anthony-Maule8Ricapitoliamo: ci sono filiformi modelle e ballerine che giurano di mangiare tanto, ma proprio tanto. C’è poi il fashion system che esalta le “curvy” ( e poi decide che “curvy” è la taglia 44…). Pare che il mondo si divida in “anoressiche” e “rotonde”, e la normalità? ..scompare. Ora, io credo che alla base di tutto ciò ci sia un enorme malinteso. Un errore iniziale che ci fa deviare tutto il percorso. Aymeline Valade è innegabilmente molto magra, le foto parlano chiaramente ed è inutile girarci intorno. Ma una modella deve essere magra. Deve essere magra non perche Magro= Bello, molte modelle hanno lineamenti del viso sgradevoli, fronti altissime, nasi importanti. Una modella si dice non sia che una stampella. Il mondo della moda impone canoni ben precisi e spesso questa magrezza è voluta e cercata perché i vestiti cadono meglio se c’è assenza di curve. Ma Rosie Huntington, Gisele Bundchen non sono top solo perchè sono magre. E’ troppo facile attribuire solo al mondo della moda la colpa di una malattia grave come l’anoressia che necessita di una lettura molto più profonda.

Donne non dobbiamo essere ghettizzate dentro taglie. Siamo noi le consumatrici che entrano nei negozi e aprono il portafogli, e ci sentiamo in colpa se chiediamo taglia 44. Si sprecano gli aggettivi che ci descrivono morbide, skinny, curvy, oversize, magre, in forma. La moda non è per le modelle è per noi. Donne small, medium o large. E se sei una taglia 40 e rinunci al dolce va bene così come se sei una 46 e ami i Krapfen e le pagnottelle. Per una Sophie Dahl che perde 3 taglie con il tea verde e si sente rinata, per una Renée Zellweger che ingrassa a pagamento per il sequel di “Bridget Jones” – e poi viene superstipendiata dalla Weight Watcher che la ingaggia come testimonial – c’è stato il successo di alcune bellissime modelle curvy tra le quali Lizzie Miller, Tara Lynn e Marquita Pring. Sembrerà banale ma l’ unica verità tra mille luoghi comuni è che l’ importante è stare bene con se stessi, “curvy” o “skinny” che sia. L’importante e’ essere sane, la extralarge non fa bene al nostro fegato prima che al nostro look. E allora lasciamo stare Barbie con le sue gambine esili, in fondo anche lei ha i polpaccetti un pò grossi e gli stivali non le stanno poi cosi’ bene.

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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