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Apple: chi ci guadagna e chi ci perde (di sicuro te)

L’insegnante del Ginnasio per aiutarci a comprendere la tecnica delle traduzioni dal greco/latino per un biennio insistette nel ripeterci che un testo lo si capisce dal titolo. Ecco, ora leggendo il titolo starete guardando il vostro iPhone oppure la tastiera del vostro MacBook riflettendo se la tecnica del vostro apparecchio sia competitiva e all’avanguardia. Qualsiasi sia il vostro pensiero avete comunque perso! Sì, perché a guadagnarci con l’azienda di Cupertino sono stati coloro che hanno comprato azioni Apple e, a meno che non siate tra di essi, il vostro investimento (seppur vi ha aiutato a migliorare la pianificazione della vostra vita) è andato male. La risposta risiede nel fatto che il 19 marzo 2012 l’ad Tim Cook ha annunciato che sarebbero stati ridistribuiti agli azionisti di Apple ben 45 miliardi di dollari. La rivista economica Financial Times ha di recente pubblicato un grafico nel quale si dimostra che se al posto di spendere 399$ nel 2001 per il primo iPod li si fosse investiti in borsa il guadagno derivato da essi oggi sarebbe pari a 26.000$. E’ il classico, ma imprevedibile, schema della finanza: c’è chi ne è vittima e chi ne è carnefice. La morte di Steve Jobs lo scorso ottobre aveva elettrizzato la stampa finanziaria su quali sarebbero potuti essere gli scenari futuri per la Apple.

La risposta è stata data dalla continua crescita delle vendite di prodotti Apple e dall’incredibile incremento del valore dei titoli pari al 60%. Un valore del genere corrisponde al doppio della capitalizzazione dell’indice Ftse Mib, ovvero i primi 40 titoli italiani valgono meno della metà di Apple, confermando il trend che ha portato dal 2009 ad oggi a sestuplicare il valore dell’azienda che fu di Steve Jobs. Di fatto torniamo al discorso vincitori/perdenti, carnefici/vittime del mercato dove i primi hanno visto un incremento delle proprie finanze e patrimonio, oltre ad un anticipo dei dividendi, grazie a coloro che hanno acquisito prodotti Apple nei primi mesi del 2012.

Il titolo Apple quotato nel listino Nasdaq ha per la prima volta toccato nel martedì dopo Pasqua una capitalizzazione pari a 600 miliardi di dollari, a dimostrazione di un successo che per ora non conosce intoppi. Intoppi che analisti e consumatori non vedono a breve in quanto l’azienda di Cupertino continua ad investire nella ricerca e sfrutta il proprio bacino di consumatori come egli fosse un rappresentante della stessa presso gli altri. La maggior parte dei timori per Apple oggi derivano dal mercato reale e non da quello finanziario poiché la Samsung l’ha recentemente superata nei volumi di vendita di tablet e smartphone, e Android di Google inizia a contendere il trono di sistema operativo più utilizzato al mondo. Segnali che a Cupertino sembrano nuvole nere, nonostante gli analisti preannuncino prossime capitalizzazione da 1.000 mld di $. Se un tempo c’era Microsoft come regina, il domani è sempre incerto.

D’altro canto gli analisti e molti trader sono presi dalla nuova entrata in borsa di Facebook, che seppur accolta da un valore di partenza di 100 mld di $, con l’acquisizione di una società di 13 dipendenti quale Instangram per 1mld di $, ha scatenato la sindrome di una nuova bolla finanziaria dovuta al mercato tecnologico. Ad ogni modo sembrano lontani i tempi della filosofia “Think Different”, quando a toccare capitalizzazioni da 600 mld di $ era la Microsoft. Ora la massa di clienti della mela è conformista e nella maggior parte dei casi non conosce la differenza tra hardware e software. Di certo la stessa massa si sente gratificata dal sistema che la porta a comprare prodotti che la rendono vanamente felice e convinta di aver raggiunto un obiettivo, mentre nella realtà arricchisce solo ed esclusivamente la finanza.

Antonio Maria Napoli – AltriPoli

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Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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