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Angelo Masieri architetto innamorato

[Ogni tanto mi si chiede (come se lo sapessi!) dello scopo di Polinice. Siamo evidentemente abituati a ragionare definendo in partenza un profitto quantificabile per ogni nostra iniziativa. Ancor più siamo convinti che ogni iniziativa debba portare con se bandiere ed orpelli per potersi così collocare ideologicamente nel panorama contemporaneo. Ebbene Polinice non si presta a tutto questo, non per partito preso o per una chissà quale presunzione da intellettuale, nemmeno per nascoste velleità di tipo anarchico-insurrezionali o snobiste salottiere. Semplicemente perché non ne è alla ricerca. Polinice offre uno spazio. Uno spazio con delle norme aprioristiche, che ne consentono la sua stessa presenza e che definiscono chiaramente il territorio dove tutto poi sarà possibile. Personalmente ritengo questa zona franca un privilegio impagabile che nessuna strategia di marketing potrebbe sovvertire. Il mio “bottino” il finesettimana è contemplare l’operato offerto pianificando contemporaneamente il prossimo. Questo è in definitiva il nostro profitto-scopo.]
Voglio condividere una felice scoperta con Polinice.
Angelo Masieri, architetto friulano classe 1921, ha legato indissolubilmente il suo nome a quello del maestro statunitense Frank Lloyd Wright. Forse, alle cronache, più di quanto non fece con il suo vero maestro di sempre Carlo Scarpa. Ciò non è accaduto a causa di una lunga collaborazione professionale, come invece avvenne con Scarpa, ma per una profonda ammirazione del Masieri nei confronti del massimo rappresentante dell’architettura  cosiddetta organica. Tanto profonda da portare Masieri a visitare personalmente la sperduta cittadina di Taliesin West, Arizona, dove Wright oltre ad aver costruito la propria abitazione ebbe l’intuizione di istituire una scuola -assai costosa-, presso la quale si formarono decine e decine di numerosi giovani architetti americani e non solo, che consacrarono ulteriormente ai posteri la figura  del loro illustre insegnante. Masieri non giunse negli Stati uniti solo per omaggiare Wright e per conoscerne di persona l’operato, bensì per commissionargli un prestigioso lavoro, poi rivelatosi tra i più controversi nella carriera dell’architetto americano. Propose infatti al maestro di progettare la propria nuova abitazione in un lotto di famiglia in ‘volta di Canal’ sul Canal Grande a Venezia. 
Masieri si presentò per la prima volta a Wright nel 1951, quando quest’ultimo giunse in laguna per ricevere la laurea ad honorem conferitagli dalla scuola di Venezia. “Aveva potuto avvicinare Wright in una saletta del Caffè Quadri nel corso di una cena in suo onore. Era stato l’architetto Bruno Morassutti, che aveva frequentato Taliesin, a presentare Angelo al maestro americano”[1]. Probabilmente già in quella occasione gli presentò la propria idea. 
Ma la vita di Masieri rimase, e rimane tuttora, indissolubilmente legata a quella del maestro di Taliesin poiché da quel viaggio nel 1952 egli non fece mai ritorno: vittima di un incidente automobilistico sulle strade americane, il giovane architetto si spense poco più che trentenne.
Le vicende legate al famoso progetto cominciarono così a passare da semplici note a margine di una insolita biografia a vere e proprie pagine di storia, quella con la ‘S’ maiuscola. “Dalla tragica vicenda, nel dicembre 1952, nacque la proposta fatta da Savina Rizzi Masieri, moglie di Angelo, per la sistemazione della casa in palazzetto, denominato Memorial Masieri e destinato ad ospitare studenti di architettura meritevoli”[2]. Ma come nel caso del mancato ritorno, qui a scrivere la storia ci penserà un mancato progetto, e Venezia come sappiamo di questo è maestra (si ricordino su tutti l’ospedale a Cannaregio di LC ed il palazzo dei congressi di Kahn) . Infatti il palazzetto wrightiano non vedrà mai la luce. 
Ora non starò ad annoiarvi raccontandovi i pretesti avanzati dalla sovraintendenza per bloccare la realizzazione dell’edificio[3], per altro legittimi a norma di legge (certo risulta alquanto singolare come oggi per la discutibilissima ristrutturazione de il Fondaco dei Tedeschi, progetto di OMA per Benetton, non si stiano facendo le medesime ostruzioni..), poiché questo brano vuole limitarsi ad essere un laico omaggio ad un architetto innamorato del proprio lavoro come Angelo Masieri, ad un disegno, quello di Frank Lloyd Wright per il Memorial, un disegno d’altri tempi, un disegno degno di ritenersi tale, ed a  un direttore, o meglio ad un altro architetto. E’ già, perché non avrei scoperto questa tragica e memorabile vicenda se non fosse stato per Ernesto Nathan Rogers (cofondatore dello studio BBPR), uno degli architetti ed intellettuali europei più importanti del secolo scorso. Rogers infatti, anch’egli innamorato del suo lavoro, diresse dal 1953 al 1965 la rivista Casabella, rinominandola ‘Casabella Continuità’. Proprio come direttore scriverà nel 1954,   l’articolo “Polemica per una polemica”[4], in cui si schiererà tra le fila dei sostenitori del progetto di Wright, pur dichiarandosi “non affatto entusiasta” del suddetto, invocando un immediato start per i lavori. Anche in questo caso non voglio affrontare criticamente l’intervento di Rogers, ma voglio porre l’accento sulla qualità prodotta in quegli anni, sia a livello architettonico che critico-editoriale. Consiglio vivamente a qualsiasi studente di architettura (e non) di studiare quei tomi, solitamente foderati in verde, pesanti e scomodi, all’interno dei quali sono stati rilegati due o tre anni della rivista, e con loro una storia/memoria fondamentale e di assoluto valore.      
Ecco quindi il mio incontro con un architetto, con un disegno e con un direttore, nulla di speciale se solo oggi fosse facile rintracciarne di altrettanto validi. E visto che il mio amico Giulio ha “sdoganato” le immagini su Polinice (cosa per cui dovrà riferire al Gran ConsiglioΑΩ!), regaliamo questo scatto rubato in biblioteca dal numero 201 di Casabella.
Jacopo Costanzo. 


[1] Massimo Bortolotti, “Carlo Scarpa e Angelo Masieri”, Quaderni dell’Accademia,  Accademia Udinese di Scienze, Lettere e Arti, n°16, (Gennaio-Dicembre 2008), p.15.
[2] Ivi, p.15.
[3]Per la vicenda del Memorial Masieri cfr. Massimo Bortolotti, Il Memorial Masieri di Frank Llyod Wright. Cronaca di un progetto, in MASSIMO BORTOLOTTI (a cura di ) Angelo Masieri architetto 1921-1952, op. cit. pp.52-70. Cfr. inoltre Rafael Moneo, Frank Llyod Wright. Memorial Masieri, Venecia 1953, Arquitecturas ausentes del siglo XX, Ministerrio de Vivenda, Madrid 2004 con ampia bibliografia.Un regesto completo degli articoli d’epoca sul dibattito suscitato dal progetto wrightiano si trova in, TROY MICHAEL AINSWORTH, Modernism contested: Frank Llyod Wright in Venice and the Masieri Memorial debate , dissertation in land –use planning, mangement and design,Teax University, 2005.
 
[4] E. N. Rogers, Polemica per polemica, in “Casabella-Continuita”, n. 201, maggio-giugno 1964, pp.1-4.

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Jacopo Costanzo
Cofondatore di Polinice e del Warehouse of Architecture and Research_ warehousearchitecture.org

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