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Ilconcertodelprimomaggio


Di questi tempi celebrare la festa dei lavoratori suona quanto mai “comico”, ovviamente in modo amaro. La prima cosa che viene da dire è “beato chi può festeggiare”, beato chi può vedere la giornata di domani come giorno di festa e non come l’ennesimo giorno di riposo forzato.  Per noi romani (e non solo) questo giorno però significa anche un’altra cosa. Il Primo Maggio è il giorno dell’amato/odiato “concertone”, mastodontico evento organizzato sin dal 1990 dai tre principali sindacati italiani (cigil/cisl/uil). Il concertodelprimomaggio è da tempo un interminabile potpourri di gruppi e pseudo-comizi, che raccolgono tutti le migliori banalità della sinistra e che spesso sono scaduti in momenti di scarso (e forse non voluto) populismo. Lungi da me, tuttavia, fare tirate anti-sindacali (di questi tempi inquietantemente di moda), qui si parla soltanto del concerto.

Ora qualcuno potrà forse ribattere, dire che “no, il concerto è un bel momento di partecipazione popolare alla politica e che, oltretutto, ha portato grandi nomi della musica a suonare gratuitamente”. Al primo punto è molto semplice rispondere. All’interno della calata dei barbari che si ripete annualmente (scusate i toni, ma chi prende i mezzi pubblici sa di cosa parlo) c’è gente di ogni credo e colore (politico) e anche possibili ed eventuali cittadini attivi politicamente sono ben lungi dall’interessarsi alle ragioni politiche espresse dal palco. Il tutto si risolve in qualche slogan seguito da un boato. Per quanto concerne la musica, beh c’è da divertirsi! Innanzi tutto, a qualche anno di distanza dai miei primi concerti sono arrivato alla conclusione che i grandi eventi all’aperto, eccezion fatta di quelli con degli impianti adeguati (in Italia quasi nessuno) non si possono davvero sentire. Detto questo passiamo ai gruppi. Come tutti sanno, l’evento clou del concertodelprimomaggio è L’OSPITE STRANIERO! Suonino le trombe, rullo di tamburi, si stendano tappeti purpurei: è arrivato l’OSPITE STRANIERO! Non che io abbia nulla contro i gruppi stranieri (anzi!), ma negli ultimi anni sono state fatte delle scelte quanto meno discutibili. Su tutte, quella di chiamare Chuck Berry nel 2007, la cui esibizione ricordo come uno dei momenti più tristi e deprimenti dell’intera storia della musica rock. Vedere il padre del rock ‘n’ roll, a 81 anni, annaspare in diretta televisiva senza la minima verve suonando i suoi classici è stato uno scempio. Immagino che il caro Berry si sia prestato per un lauto compenso economico, cosa che getta ancora più dubbi sulla presunta qualità di questo evento. Non nego che sul palco che viene eretto ogni anno presso piazza San Giovanni  siano saliti artisti validi o di livello, ma, salvo gli abitué Marlene Kuntz e Afterhours (che poi “a una certa” che palle! Sempre gli stessi!) e talvolta la PFM, si riduce tutto a un’inutile, noiosa, incomprensibile caciara.

Con questo non vorrei dare adito ai mai domi spiriti revisionisti del nostro (caro?) sindaco. Il concerto è una di quelle cose che è giusto tutelare e promuovere nel migliore dei modi. Tuttavia sembra giusto aspirare ad un evento che, a maggior ragione poiché non è a fini di lucro, punti ad essere ogni anno sempre meno superficiale e sempre più un evento da farsi invidiare.

Luigi Costanzo

About Luigi Costanzo

Luigi Costanzo
Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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