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"Se avrò fortuna un giorno dipingerò i tuoi occhi"

Molti artisti colpiscono a prima vista, pochi rimangono veramente impressi, ma uno solo è in grado di sconvolgere i sensi e di rapire l’attenzione dell’osservatore. Amedeo Modigliani.
Vissuto, tra la fine del 1800 e i primi venti anni del 1900, è passato alla storia come “il pittore maledetto”, un appellativo che spiega molte cose della sua coscienza artistica. Ogni suo dipinto è figlio della sua sofferenza. Fin da ragazzo la sua vita è stata segnata dalla tubercolosi, malattia che lo ha tormentato fino alla fine della sua breve vita, vita passata tra fiumi di alcool, droghe, locali malfamati, passioni sfrenate con donne che impazzivano per lui, alla continua ricerca di distrazioni ed eccessi senza limite, in grado di placare la sua rabbia, la malinconia,la depressione,tutte quelle ferite interiori che da sempre hanno sfregiato la sua anima e che non si sono mai rimarginate fino alla sua fine.
I quadri di Modigliani, esprimono tutto questo. Si potrebbero impiegare anni di studi per capire a quale pittore associarlo, a quale movimento artistico appartiene, senza mai arrivare ad una conclusione definitiva. Certamente possiamo affermare che i suoi dipinti si ispirano alla perfezione dei ritratti del rinascimento toscano, ma anche all’impetuosità e alla tragicità di Van Gogh, all’eleganza delle sculture di Brancusi, all’arte egizia, bizantina, etrusca per quanto riguarda la raffinatezza e la particolarità dei visi delle donne che ritrae. Toulouse-Lautrec e Cézanne sicuramente  hanno influenzato molto il suo stile, così come è stato influenzato dalla pittura di Francisco Goya, ma collocarlo in una corrente artistica è impossibile.  Il punto è proprio questo, Modigliani non è classificabile, è un artista totalmente indipendente e impossibile da imitare anche per i pittori più abili. Si può copiare un quadro di Modigliani, ma non si può riprodurre l’intensità, la  sensualità, la passione che emana un ritratto eseguito da Modigliani.  Questo artista riprende mille stili diversi ma da tutti e mille si distacca, lo stile artistico è unico, imprevedibile, impetuoso, indelineabile, come difficile da delineare era il suo carattere. Alternava momenti in cui appariva calmo,timido, tranquillo, ad altri in cui era chiassoso, rissoso, aggressivo. Ma cio’ che lo ha contraddistinto per tutta la vita e che ha influenzato maggiormente la sua pittura è stata la costante malinconia, una malinconia che nei suoi dipinti si unisce ad una sensualità senza pari, ad un erotismo irresistibile che cattura chi osserva il dipinto e lo trascina in un vortice di sensazioni. Il risultato è intensità, passione, sensualità.
Le donne nude ritratte da Modigliani, sono rappresentate con linee sinuose, morbide, di un’eleganza unica. I colori sono caldi, accesi e contrastano con la calma della fanciulla ritratta, sicura e conscia della propria bellezza. I tratti somatici sono inconfondibili, espressi sulla tela con visi affusolati, braccia sottili, forme irresistibilmente sensuali, il collo è spesso allungato,la pelle è chiara e contrasta il rosso acceso dello sfondo, gli occhi hanno caratteristiche orientali, lo sguardo è enigmatico. E’ proprio lo sguardo che colpisce enormemente, in quanto è difficile da definire. A tratti gli occhi della ragazza  appaiono vuoti e malinconici, a tratti invece appaiono ardenti e passionali. A tratti lo sguardo sembra dolce, a tratti crudele e perfido. Le fanciulle ritratte, sembrano percepire lo sguardo dell’osservatore, è come se sapessero di essere ammirate, è come se sapessero di suscitare il desiderio di chi guarda il quadro, e, nella maggior parte dei ritratti, languidamente accennano il sorriso malizioso di chi sa di essere desiderata ma di non poter essere mai raggiunta.
Una giovane modella dell’epoca ha dichiarato nei suoi diari “Farsi ritrarre da Modigliani era come farsi spogliare l’anima”.  L’irrequieta passione prende il posto della razionalità, Modigliani dipingeva senza seguire schemi prestabiliti, senza fermarsi mai, spesso impiegava un solo giorno o una sola notte per completare un quadro.
Dal continuo tormento interiore di questo straordinario artista, sono nate tele, e alcune sculture, uniche e inimitabili nel panorama della pittura mondiale, proprio per la capacità di questo artista, di riunire in un’opera sola il modello di bellezza neoclassica, visibile ad esempio nelle sculture di Canova, che ritrae una donna stilisticamente elegante e dall’aspetto innocente, con la visione moderna della donna consapevole della propria sensualità, e che non esita ad esprimerla.
Una persona molto importante,  la più importante nella vita di questo artista, è stata sua moglie Jeanne Hébuterne che l’ha seguito e sostenuto fino alla fine nelle sofferenze della sua vita,nei deliri sempre più frequenti, nella malattia che lo distruggeva lentamente . Modigliani ripeteva spesso a sua moglie “se avrò fortuna un giorno dipingerò i tuoi occhi. Devo conoscere la tua anima per dipingerli. “
Il film “I colori dell’anima” (2004) che racconta la vita di Modigliani, inizia con queste parole pronunciate da Jeanne: ‘’Sapete cos’è l’amore? Quello vero? Avete mai amato così profondamente da condannare voi stessi all’inferno per l’eternità? Io l’ho fatto’’.
Giovanni Alfonso Chiariello

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