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Un po’ porno


Molti anni orsono, quando eravamo (io e lo Spirito) giovani ed avvenenti studenti dell’università di Bel’, commettemmo il grandissimo errore di invitare una signorina ad una mostra allestita con gli autori classici dell’Azionismo Viennese.
Non avevamo la minima idea di cosa mai fosse l’Azionismo Viennese, ma ci piaceva l’azionee ci piaceva Vienna; così, in modo genetico (nel senso della Genesi veterotestamentaria), arrivammo alla conclusione che “ciò era buono”.
Inutile dire che quando ammirammo ( io, lo Spirito e la signorina) cacche, budella, viscere animali, copulanti, peni infilzati ed altri mirabilia -degni della raccolta anatomopatologica Dupuytren di Parigi- rimanemmo interdetti alquanto.
Provai (io senza Spirito) allora a trasformare alchemicamente con l’unica arma a mia disposizione, la dialettica hegeliana,il conato da vomito -che la psicosomatica della signorina manifestava sempre più palesemente- in desiderio di coito, sostenendo una tesi che poi a distanza di molto tempo sarebbe diventato un personale credo estetico.
Le dissi che di certo la visione di tutto quel dionisiaco era conturbante per la nostra contemplazione oggettuale da pseudo-illuminismo democratico, ma anche che avrei di buon grado partecipato in carne ed ossa a quei meravigliosi Baccanali sviscerando, copulando, infilzando e quant’altro.
In più aggiunsi che, per cavare qualsiasi dubbio circa i miei sinceri propositi e le mie sincere valutazioni artistiche, avremmo potuto (io e la signorina) provare le tout ènsemble la sera stessa.
Inutile dire che, una volta concluso il tourmuseale non ho mai più rivisto la signorina in questione e non mi ha mai più risposto al telefono, ma è stata una manna dal cielo in quanto realizzai per la prima volta quanto segue: l’esperienza estetica nell’atto creativo è la vera esperienza estetica; la fruizione dell’oggetto artistico è invece un’esperienza estetica ormai non più al passo con le forme d’espressione e di produzione artistica contemporanee.
Dal cranio del Wiener Aktionismus, dal suo stile ma soprattutto dalla sua inconscia filosofia (priorità della dinamica esperienza creatrice sulla teologica contemplazione ed iconica adorazione dell’oggetto creato), nasce, novella Atena, la pornoestetica.
La pornoestetica, oltre ad essere un pretesto per masturbarsi dal piacevole retrogusto colto e non larvale, è una forma di produzione artistica che seppur utilizzando media non precipuamente pittorici e postmoderni (quali il video e la fotografia digitali, anche se a dire il vero prende le mosse dalla novella erotica e gran parte della produzione consiste in performance dal vivo à là Hermann Nitsch) si può a ragione considerare anche figlia della Transavanguardia italiana.
Pur tuttavia  condivide con l’Avanguardia, quella dura e pura e in contrasto la Trans-, un immenso ed implicito potenziale di eversione politica.
In sintesi: priorità all’artista o agli artisti nella produzione (individualismo collettivistico) e non all’oggetto prodotto come l’Azionismo; un’avversione transavanguardistica a qualsiasi tipo di concettualismo in nome di un ritorno radicale alla materia (esiste una materia più materia del corpo degli individui?); un grande potenziale eversivo politico -vedi Avanguardia pura.
Al nobile pedigree della pornoestetica è proporzionale la sua carica teoretica.
Gli “scopritori” della pornoesteticasono, evviva!, due italiani; Mariatinka Iniotakis e Nicola Serra, che però, in una nuova ed inseparabile identità, acquistano il nome di Rosario Gallardo ; si può e si deve quindi a ragione parlare, come loro sostengono, di un solo artista.
Due corpi in un’anima e non più due anime in un corpo.
I cardini del Manifesto pornoesteticosono; il considerare la vera negazione della sacralità umana l’omissione sociale della sessualità (compresa quella ad opera del capitalismo e del sesso come mercato) proponendone un recupero liturgico mediante il gesto produttivo artistico ed il propugnare un nuovo principium individuationis dove collettività e massima individuazione (ecceitas) non siano più poli in contrasto, ma compresenti e reciprocamente caratterizzanti.
Non più un individuo-atomico astratto né un individuo-massa consumista; ma un individuo storico-naturale nella sua storia, che è la serie delle sue relazioni materiali e carnali con altri conspecifici, e nella sua natura, che è sempre una natura nei confronti della quale l’uomo ha la capacità di agire retroattivamente modificandola nell’interazione (anche sessuale) con gli altri individui.  
Insomma; la dimensione sessuale (in senso ampio di relazioni materiali con altri) come la dimensione grazie alla quale noi stessi diventiamo noi stessi.
Alzi la mano, a questo punto ed in tutta onestà, chi non ritiene ancora la pornoestetica una forma espressiva estremamente artistica.
Còrar Radlov
Per saperne di più:
http://www.pornoguerrilla.com/p/chi-e-rosario-gallardo-per-i-meno.html

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