Home / Internazionale / Scenari dell’Europa "classica" senza UE

Scenari dell’Europa "classica" senza UE

Ormai è sempre più evidente che l’Europa, o almeno una parte di essa, stia attraversando un momento di crisi economica molto grave. E se, da un lato, il ritorno alla dracma da parte della Grecia è un’ipotesi che diviene via via più concreta, dall’altra parte è necessario fare chiarezza su quello che potrebbe essere un ipotetico recesso dall’euro anche da parte dell’Italia. Molte sono le domande che ci facciamo in relazione a un possibile ritorno alla lira, molte domande ma nessuna risposta tangibile.

Sarebbe davvero così disastroso, per l’Italia, uscire dall’euro?

Per capirne di più, cerchiamo di fare un’analisi obiettiva su quest’ultimo atto della crisi greca. Se la Grecia uscisse dall’euro noi subiremmo conseguenze? “In realtà le conseguenze le stiamo già subendo” dichiara il professor Claudio Borghi, economista docente all’Università Cattolica di Milano, nonchè editorialista ed ex managing director di Deutsche Bank. “Le tasse, la disoccupazione e la recessione hanno tutti una matrice comune e stanno già da tempo incenerendo ricchezza.”

A ciò si aggiunge che i mercati finanziari e gli investitori hanno iniziato, da tempo, a vendere in massa i titoli dei paesi deboli, dando origine al famoso “spread”. Questa dinamica ha ridotto il valore dei risparmi e costringe il bilancio del nostro stato al pagamento di tassi passivi elevati. Di conseguenza gli effetti si fanno già sentire tramite la stretta al credito e con i mutui a tassi particolarmente alti.

Inoltre, nel caso del ritorno alla dracma, la Grecia dovrebbe rinunciare sia agli aiuti finanziari della U.E. che subire un pesante aumento dei prezzi dei prodotti di importazione non facilmente sostituibili con la produzione interna. Per tutti questi motivi, a fronte del suo scarso potere commerciale, la Grecia si è trovata costretta a sottostare alle imposizioni dell’Europa.

Arriviamo ora a gettare lo sguardo sulla situazione del nostro paese: per quanto concerne il mercato, l’Italia compensa quasi del tutto le esportazioni con le importazioni, costituite per lo più da energia e da altri prodotti che però sarebbero facilmente compensabili con la produzione interna del paese come, ad esempio, il mercato dell’automobile. Aumenterebbe il costo del petrolio che però, essendo fiscalizzato, potrebbe essere recuperato da una diminuzione delle accise.

Dal momento che gran parte della ricchezza nazionale è costituita da beni, come ad esempio gli immobili, il cui valore non cambia a seconda della moneta vigente, un ipotetico ritorno alla lira si rivelerebbe, con grande sorpresa, meno traumatico di quanto si possa credere poichè, come abbiamo visto dall’analisi finora presa in considerazione, favorirebbe un rilancio dei consumi e dei mercati interni.

Nonostante la crisi sia un evento amaro di sconfitta che potrebbe provocare, come accadde in Argentina, la cosiddetta “corsa agli sportelli”, in tal caso sarebbe sufficiente che le banche, anzichè chiudere le agenzie per non consentire l’accesso dei clienti finalizzato al ritiro del denaro depositato, garantissero l’opportunità di mantenere i depositi in euro parallelamente al normale conto in valuta per evitare disordini e stati d’ansia collettiva.

Per converso non dobbiamo nemmeno tralasciare l’idea che la situazione appena descritta ricorderebbe i casi della “dollarizzazione” di Messico e Argentina. Tutto questo unito alla possibile ascesa di governi poco credibili dopo l’epoca Monti potrebbe portare all’aumento dell’offerta monetaria della Lira quindi, di conseguenza, all’aumento dell’inflazione e alla nascita di mercati illegali dove l’Euro sarebbe la valuta di scambio. In tal caso, una situazione del tutto alienante e negativa per il futuro dell’economia del nostro paese.

Gioia Cherubini – AltriPoli

About Polinice

Polinice

Check Also

Sleeping Through The War alla Galleria Varsi

Sleeping Through The War – Mostra personale di Sepe Galleria Varsi – Via di Grotta Pinta ...