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Luxottica: quando passione e sacrificio diventano leggenda

Molto probabilmente questo articolo lo starete leggendo per via di un link proveniente da Facebook ove la vostra amichetta si è appena messa in bella mostra sfoggiando il proprio paio di Ray-Ban in stile vintage. Molto probabilmente la stessa non sa che dietro quel paio di occhiali c’è una passione e un sacrificio che solo le italiche terre possono raccontare. Quando un popolo perde la speranza in se stesso, allora sì che si perde la bussola di ciò che è giusto fare e di cosa non lo è. Se vi domandate quale esempio vi sia da seguire nel lavoro, non siete per forza costretti ad arrivare fino a Cupertino in California oppure a seguire grandi creativi della city londinese, spesso la risposta è più vicino di quel che si pensa. Un possibile esempio risiede ad Agordo, in Provincia di Belluno.

La storia che vi presenterò è fatta di quel meltin pot che costituisce il successo del Veneto e dell’Italia nel mondo: sudore, sacrifici ed innovazione. Il protagonista di questa storia è Leonardo Del Vecchio, presidente e fondatore di Luxottica. Originario della Puglia, trasferitosi a Milano rimase fin da subito orfano e trascorse l’infanzia nel collegio dei Martinitt. In tale collegio verranno cresciuti anche altri grandi dell’imprenditoria ed editoria come Arrigo Rizzoli ed Edoardo Bianchi. Fin da subito Leonardo Del Vecchio riconosce la speciale capacità nell’incisione e nella montatura di occhiali e così nel 1958 compie il passo che gli cambierà la vita ovvero l’apertura di una bottega in un piccolo centro del bellunese chiamato Agordo. Dopo solo tre anni la piccola bottega del giovane Del Vecchio prende il nome di Luxottica, la quale come si specifica nel sito all’inizio si occupa di “minuteria metallica per le occhialerie”. Tra gli anni sessanta e settanta l’azienda si espanderà producendo come d’origine per terzi e presentando al mercato nazionale propri pezzi da commercializzare.

L’occasione per il grande salto si presenta alla I Mostra Internazionale dell’occhiale di Milano – Mido quando grazie agli investimenti nell’innovazione e la ricerca nei particolari e dettagli, cosa abbastanza facile per chi da tempo si era specializzato nell’assemblaggio e nella produzione di piccoli parti, portò al successo Luxottica e Leonardo Del Vecchio. A seguire negli anni ottanta, quando l’Italia era ancora ancorata al dilemma incentivi e scioperi per l’industria delle autovetture, Luxottica prima di tanti comprese che l’internazionalizzazione e lo sviluppo in nuovi paesi legata allo sviluppo di brand per terzi la portarono a essere la più grande azienda del settore ottico.Poi verrà nel 1999 l’acquisizione più importante almeno dal punto di vista del marketing: la Ray-Ban. L’acquisizione del marchio Ray-Ban, simbolo dell’Aviazione degli Stati Uniti d’America e di film come “The Blues Brothers”, daBausch & Lomb ha consacrato Luxottica nell’olimpo delle società più conosciute ed importanti al mondo. La sua grandezza è possibile quantificarla dalla presenza in centotrenta paesi e da più di sessantunomila punti vendita direttamente controllati. Un azienda che dopo aver delocalizzato negli ultimi anni ha concentrato in controtendenza rispetto ai tempi la totalità degli stabilimenti in Italia, contribuendo in gran parte al PIL nazionale con un utile netto nel 2010 di 466 milioni di Euro. Euro che ha parzialmente indebolito, come del resto molta dell’industria italiana, l’azienda di Agordo dato il cambio sfavorevole per le esportazioni con gli Stati Uniti.

Luxottica oltre ad essere quotata presso il FTSE MIB di Milano è dapprima presente nel listino della Borsa di New York Stock Exchange ovvero nel listino con la maggiore liquidità al mondo, da qui la forza di immagazzinare i cosiddetti “input” dal reinvestire nelle acquisizioni e nell’innovazione. Luxottica non è solo capitalismo aggressivo, ma anche sociale. Tramite la Fondazione OneSight essa propaga il bene nel modo più autentico possibile. Senza clamori mediatici e con alla basa le competenze dei propri dipendenti Luxottica ha avviato missioni da oltre vent’anni allo scopo di offrire servizi per la cura delle malattie della vista e nella ricerca di soluzioni ad esse nei paesi più poveri della terra.

Quindi ora che magari starete leggendo questo articolo e vi chiederete dove sono finiti i vostri occhiali sappiate che sono Italiani e dietro ad essi c’è una storia ed una passione che si scrive Luxottica e che si legge Leonardo Del Vecchio. Come a dire non scappate come vorrebbe Celli della Luiss, ma lottate come quel Martinitt di Agordo.

About Antonio Maria Napoli

Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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