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Frozen eyes stare deep in your mind as you die

Quello dei documentari sulle brutture e le contraddizioni della società americana è un filone piuttosto prolifico, a partire da quelli di Michael Moore. Sono film che però spesso sfondano porte aperte e che mettono il “punto” davanti alla realizzazione filmica, con risultati vacillanti tra l’inoffensivo, lo scontato e il comicamente ingenuo.

Nonostante affronti un tema che potremmo definire classico (la pena di morte), l’ultimo film di Werner Herzog riesce tuttavia ad emanciparsi dagli stilemi del documentario militante grazie al proverbiale amor fati del regista tedesco, ormai trasferitosi in pianta stabile in California.

Into the Abyss, questo il titolo del film, ripercorre la storia di tre omicidi commessi una decina di anni orsono a Conroe, Texas, cercando di delineare cause ed effetti di quelle azioni tramite le testimonianze di diverse persone coinvolte a vario titolo, compresi i due ragazzi condannati, uno dei quali avrebbe ricevuto l’iniezione letale una settiman dopo l’intervista rilasciata per il film. Herzog non si sforza di articolare la sua posizione sulla materia, punto che viene liquidato semplicemente con un’affermazione en passant della contrarietà del regista alla pena capitale, ma cerca piuttosto di cogliere la natura assurda e grottesca della vicenda con uno sguardo probabilmente più ironico di quanto lo stesso Herzog non ammetterebbe pubblicamente.
Senza scendere in troppi dettagli, posso dire che la lista di sfighe subite e di stronzate commesse da pressochè tutti i vari personaggi intervistati ha del fantozziano nonostante la tragicità delle situazioni, e che, per quanto in punta di piedi, è da quel serbatoio che il regista va ad attingere, nello spirito di fascinazione per l’aberrante che ha sempre contraddistinto la sua opera.

Il risultato è un film genuinamente agghiacciante proprio per la mancanza di spiegazioni o di soluzioni proposte, freddissimo ed analitico ma non meccanico o eccessivamente stilizzato e caratterizzato meglio di qualsiasi altro dalla voce familiare e terrificante del regista; in definitiva un’altra pregevole aggiunta al lungo catalogo di documentari di Herzog, da non perdere per fan di più o meno lunga data.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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