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Calcio ed Europa un binomio vincente

Saranno gli esami, il caldo che non ti da tregua eppure c’è un qualcosa di incomprensibile a mia madre ovvero l’immenso stato di noia e frustrazione che mi prende alla fine del campionato e delle coppe europee. Per fortuna ogni due anni si alternano Europei e Coppa del Mondo e ritorna un po’ di sorriso nelle torride serate romane. Quest’anno sarà il turno degli Europei di calcio UEFA e come spesso accade sono parte di quel grande business che è il calcio europeo.

La manifestazione sopracitata fa parte dell’organizzazione UEFA (Union of European Football Associations) che è l’organo amministrativo e di controllo del calcio Europeo. Ad essa appartengono tutte le federazioni calcistiche Europee più quelle appartenenti all’ex blocco sovietico per contiguità con la Russia e Israele per ragioni politiche. L’organizzazione fondata Basilea nel 1954 gestisce nove competizioni per nazionali e cinque per club di calcio che da sole rappresentano il triplo di tutti gli altri sport in termini di introiti e spettatori. Unici rivali nella stagione estiva sembrano essere il tennis (Wimbledon, Roland Garros ed i tornei di Roma e Madrid) ed il ciclismo con Tour de France e Giro d’Italia a far da padroni.

Tra pochi giorni partirà la quattordicesima edizione degli Europei di calcio in Polonia ed Ucraina, rinominata anche Coppa Henri-Delaunay dal nome del suo ideatore, che fu il Presidente tra gli anni cinquanta e sessanta della Uefa. Gli ex paesi della cortina di ferro stanno vivendo un periodo di forte transazione sociale ed economica, con la Repubblica Polacca che da un biennio è la locomotiva d’Europa vista una crescita del Prodotto Interno Lordo che varia dal 3% al 4,1% del 2011/2012. Differente la questione dell’Ucraina la quale messa sotto la lente dell’ingrandimento da parte della stampa occidentale ed in particolar modo della Cancelliera tedesca Angela Merkel per via della carcerazione dell’ex premier Timoschenko, è il punto di contatto per l’Unione Europea per accingere all’immensa disponibilità di risorse energetiche russe. A non conoscere crisi sono l’economica ed interesse per “lo sport più bello del mondo”, ciò è confermato dalla ventunesima edizione dell’Annual Football Finance 2012 di Deloitte.

Il rapporto annuale sullo stato dell’economia del calcio dell’istituto fondato più di centocinquanta anni fa, ha evidenziato come dove c’è calcio vi è ricchezza. Insomma, una vera e propria sconfessione alle richieste del Premier italiano Mario Monti, che sembra aver dimenticato il contributo dato dal calcio al Pil Nazionale con una quota superiore al 3%. Vi ricordate la finale di maggio della Uefa Champions League? Bene, in quella finale si sono ritrovate le compagini di Londra e Monaco, un po’ come è accaduto nei ricavi.

L’analisi dell’Annual Football Finance del 2012 ha messo in evidenza lo strapotere della Premier League. La Premier League è il campionato che al mondo produce il maggior numero di ricavi pari a 2,5 miliardi di Euro, una crescita pari al 12% nella sola stagione 2010/2011. Il successo della Premier è dovuto a una politica manageriale impostata su stadi di proprietà e marketing aggressivo, ove sono state valorizzate immagine e patrimonio dei club, anche se squadre blasonate come il Manchester United iniziano ad essere impegnate in difficili operazioni di ristrutturazione del debito. Nella finale di Monaco non vi è stato lo strapotere inglese sul campo, a differenza che nel business, ma il risultato è rimasto lo stesso.

Un dato inequivocabile è la forza del calcio inglese e il divario con la seconda lega più ricca ovvero la Bundesliga si è ampliato notevolmente anche per via del cambio euro/sterlina. Ma la Bundesliga rimane l’esempio migliore da riproporre a tutte le leghe europee per quel che concerne la programmazione finanziaria e la valorizzazione dei vivai giovanili. Questi due elementi uniti al sentirsi meno della cosiddetta “crisi finanziaria” hanno reso la lega tedesca un modello. Allo stesso tempo la Bundesliga si è confermata come campionato più redditizio incrementando i profitti operativi, questo la porta a essere la prossima possibile primatista tra le leghe non appena verrà applicato in toto il fair play finanziario Terza Lega più florida si è rivelata la Liga Spagnola che ha visto concretizzarsi con 1,72 miliardi di euro un aumento del fatturato di un 5%. Qui a segnare il trend positivo non è il “sistema” Liga nel suo complesso, bensì le regine del calcio europeo: Barcellona e Real Madrid. Questo dato riscontrabile dalle decisioni della Giustizia iberica che ha posto in amministrazione controllata sette società appartenenti alla Liga durante la stagione appena conclusasi.

La Serie A raggiunge la quarta piazza, registrando un aumento dei ricavi per l’1%, che ha portato il valore annuo a 1,5 miliardi di euro. I problemi della lega italiana sono ben noti ai calciofili nostrani principalmente essi sono riassumibili in tre campi: il grande costo del rapporto tra tesserati/ricavi, l’indisponibilità di stadi di proprietà riconducibile ai singoli club e la presenza di strumenti che rendono difficoltoso l’accesso ai prodotti offerti. L’Italia è stato il paese che ha riscontrato una forte flessione nelle presenze allo stadio e una sempre maggiore dipendenza dei club nei confronti delle pay-tv. Sul primo punto restano ancora forti gli interrogativi sull’utilità di strumenti quali la “Tessera del tifoso”, che nonostante incongruenze sul piano giurisprudenziale, si sono rivelati anche vani escamotage economici.

Ora che avete ben presenti i dati economici delle leghe che compongono la Uefa potrete magari comprende meglio le ragioni che determinano il successo di un club rispetto ad un altro, della fortuna di talune nazionali e del bombardamento mediatico a cui pur non volenti siete costretti a sottostare. Il mio consiglio è comunque quello di riassaporarvi il calcio più autentico, quello dei seggiolini dello stadio messi al posto del divano, della passione di ogni tifoso che si contrappone al consumatore fidelizzato.

About Antonio Maria Napoli

Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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