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Da Grace Kelly a Audrey Hepburn. L’invasione dei replicanti

Grace-Kelly-Nicole-Kidman_main_image_objectNicole Kidman potrebbe interpretare Grace Kelly nel biopic Grace of Monaco. Ma volto raffinato, lineamenti regolari, occhi cerulei, labbra sottili, fronte spaziosa e naso piccolo, non sarebbero bastati alla Kidman per prevalere sull’ impressionante serbatoio di “sosia-figuranti-e-affini”.
L’Hollywood Reporter trova addirittura 28 volti che potrebbero essere assimilati a quello di Grace Kelly, fra cui Amanda Seyfried, Cate Blanchett, Diane Kruger, Charlize Theron, e naturalmente Carla Bruni, quest’ultima probabilmente per ragioni biografiche…
Nicole l’ha spuntata perchè è forse l’unica fra le tante interpreti che potrebbero somigliare alla principessa di Monaco. ad avere quello stesso magnetismo, quell’algida sensualità della musa di Hitchcock.

L’aver lasciato un impronta nel mondo della moda è vanto di poche, pochissime donne.
L’aver tentato di imitarle, di ripercorrere quelle orme fino a segarsi i piedi pur di rientrarci, è cosa da molte, moltissime donne.
Paragoni più o meno riusciti, più o meno forzati più o meno vantati.
Laura Chiatti ha dichiarato:

“Sono la vostra Bardot ma volevo fare l’estetista […] Non me ne frega niente. Io sono semplice, normale. E non vedo perché dovrei darmi un tono solo per il fatto di fare l’attrice. Alle mie radici sono legata”.

imageTutto ciò mentre era seduta in posa plastica fasciata in un tubino con capelli cotonati e occhi cerchiati di nero. Ora..innanzitutto “vostra” di chi!? Secondo poi, sei sempre in tempo a fare l’estetista se proprio fai questa vitaccia… Che dire delle aspiranti Audrey? Basta un tubino e Katie Holmes, Anne Hathaway, Audrey Tatou e Keira Knightley sono già con il cornetto in mano davanti alla vetrina di Tiffany.

Sono passati decenni eppure Brigitte Bardot, Jacqueline Kennedy, Audrey Hepburn, Grace Kelly sono tuttora considerate delle icone di stile. Elegante come Audrey, impeccabile come Grace, sofisticata come Greta. È quasi un ossessione. Eppure nessuno ricorda con certezza di chi fossero i loro abiti. Si sa di Oleg Cassini, Givenchy, Chanel, ma in modo generico, sfumato nella memoria. Ciò che rimane è l’immagine raffinata di queste donne, non quella dei loro ornamenti. Oggi le star, da Nicole Kidman a Madonna, si sono fatte testimonial degli stilisti. Hanno appaltato la classe al cachet. E’ il mondo che cambia. Niente di male.

La conseguenza dell’inflazione della moda è la scarsità dello stile: la classe si inabissa per proteggersi dal look eterodiretto e riemerge a sorpresa nella regina di Giordania piuttosto che in quella bella ragazza della porta accanto, perché la classe è innata come un’idea platonica, e non dipende dal rango sociale.Le creazioni degli stilisti vanno bene. Perfino il total look può diventare accettabile, se sai di camminare in quel modo unico che tutti riconoscono. Ma la regola per far rivivere la lezione delle icone del passato in ciascuna di noi è il coraggio di osare la contaminazione, di aggiungere a Prada un pizzico di Zara, quel qualcosa che la rivista o la tv non possono consigliare: ben sapendo che less is more. Vanity Fair ha pubblicato qualche mese fa un pezzo intitolato “ragazze non fate le pecore”. Solo così piegheremo gli stilisti allo stile.

È della pecora nera che tutti si ricordano..

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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