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Yankee Hotel Foxtrot

Nella storia del rock ogni decennio ha le sue peculiarità e la sua importanza storica per l’evoluzione del genere; dagli anni ’50 del rock n’roll e del surf ai ’90 del brit, del grunge e della prima affermazione del mercato indipendente, passando per gli ispiratissimi anni ’60, i magmatici anni ’70 e i contraddittori eighties ogni decennio ha in qualche modo lasciato un marchio indelebile.

Un po’ per vicinanza storica, un po’ per colpa di una serie di critici disattenti e reazionari, si è sempre parlato molto poco dei dischi rock del decennio appena passato. Tuttavia, ‘Yankee Hotel Foxtrot’ degli americani Wilco è una piccola eccezione alla regola. Nati dalle ceneri degli Uncle Tupelo, i Wilco, guidati da Jeff Tweedy, sono riusciti, partendo dall’alternative country degli esordi, ad arrivare a rivestire un ruolo centrale nel panorama musicale odierno.

‘Yankee Hotel Foxtrot’, quarto album della band di Chigaco, condivide la sorte che ebbero (e forse continueranno ad avere) tantissimi album epocali per la storia del rock; la Reprise Records, storica etichetta fondata da Frank Sinatra e ora parte della Warner, si rifiutò di pubblicare il disco, poiché ritenuto troppo sperimentale e definito dai capi dell’etichetta un “career-ender”. Tweedy e soci non fecero una piega, lasciarono la casa discografica, acquistarono i diritti del disco per 50000 dollari e lo misero in streaming sul loro sito ufficiale nel Settembre del 2001 (inoltre, il disco girò informalmente sul web per diverso tempo). Fu la Nonesuch Records, un’altra etichetta legata alla Warner, a comprendere le potenzialità del disco e a mettere immediatamente sotto contratto i Wilco, facendo uscire Yankee Hotel Foxtrot nell’aprile dell’anno successivo.


Queste incredibili peripezie crearono un alone leggendario attorno a questo disco. Il nome ‘Yankee Hotel Foxtrot’, per altro, riprende il Conet Project, set di cd pubblicato dalla Irdial-Discsche presenterebbe le registrazioni di stazioni radio che i governi avrebbero utilizzato per comunicare con le spie in missione. La Irdialfece anche causa al gruppo perché nel pezzo “Poor Places” utilizzò senza consenso le registrazioni in cui venivano ripetute le parole “Yankee Hotel Foxtrot”.

“Yankee Hotel Foxtot” si inserisce nel solco del precedete “Summerteeth”, che si allontanava dall’alternative country, inserendo elementi pop-rock provenienti da band come Beach Boys e Velvet Underground, ma aggiunge pad elettronici di sfondo, orchestrazioni, e una consapevolezza fuori dal comune nell’uso dei rumori e degli spazi musicali – anche grazie all’aiuto di Jim O’Rourke, guru della scena indipendente di Chicago. L’incontro fra il genio sperimentale di O’Rourke e la sensibilità autoriale di Tweedy crea un connubio che batte una nuova strada per il rock-pop di stampo autoriale, cesellando un capolavoro di songrwriting e di arrangiamenti. Detto informalmente, “ci sono le canzoni e suonano pure bene”. 

Luigi Costanzo

About Luigi Costanzo

Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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