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Nokia al bivio tra rivincita e fallimento

E’ un caldo pomeriggio d’inizio estate e nel luogo dove hai trascorso da sempre le vacanze noti con un pizzico di nostalgia e un po’ di gioia tredicenni che sotto il sole delle due giocano e parlano con i loro Iphone o Galaxy. Dieci anni fa, quel tredicenne eri tu, che non condividevi foto e localizzazioni bensì facevi a gara a Snake sul telefonino da tutti più invidiato e ricercato di inizio anni duemila ovvero il 3310 Nokia.

Ripensi a quei momenti e quell’oggetto di culto dell’epoca e pensi che ormai nell’olimpo della telefonia la società fondata ad Helsinki nel 1885 sta via via scomparendo. La Nokia che rappresenta un quinto del mercato mondiale della telefonia, preceduta solamente dalla Samsung, è da anni protagonista di una crisi apparentemente inarrestabile. La causa di questo declino è dovuta al non posizionamento sul mercato, in risposta ad Apple e Samsung, di smartphone competitivi un lustro fa. Eppure, la società di telecomunicazioni di Helsinki ha da due anni recuperato il gap tecnico con le case sopracitate con nuovi software all’interno dei singoli apparecchi telefonici, ma ha perso quella fetta di mercato che segue più i trend della moda che la qualità del prodotto. E’ di questa settimana la scelta della Borsa di Helsinki di sanzionare il gruppo finlandese per aver comunicato prima della pubblicazione ufficiale del report trimestrale i risultati del bilancio. Il titolo azionario Nokia presente su tre listini differenti (Helsinki – New York – Milano) è crollato e non le sono bastate a nulla le dichiarazioni a mezzo stampa che annunciavano tagli di diecimila dipendenti entro la fine del 2012 nelle filiali tedesche, canadesi e finlandesi.

Di fatto Nokia si aspetta nel secondo trimestre del corrente anno perdite maggiori di quanto previsto, il che non fa che aumentare le voci che vogliono un passaggio di proprietà o quantomeno l’innesto di nuovi capitali all’interno della società scandinava. L’alleanza con Microsoft, alla luce anche della presentazione due giorni fa del nuovo Windows 8, si sta rivelando vincente almeno sotto l’ottica qualitativa dei prodotti. Sono molti gli analisti finanziari e gli esperti di settore che vedono nella Microsoft un possibile acquirente della Nokia. Lo stesso Ceo di Nokia Stephen Elop, sempre nell’ottica di tagli ed ottimizzazione produttiva, ha dichiarato l’interruzione del progetto Miltemi, che prevedeva lo sviluppo di una piattaforma basata su Linux e destinata ai dispositivi di fascia bassa, per aderire su tutta la gamma al nuovo Windows 8. Questa decisione è dovuta, oltre che per interessi finanziari, anche per contrastare il sistema Android di Google da parte di Microsoft.

Sempre dal Ceo Elop è stato affermato che Google ha lanciato sfide molto interessanti diffondendo il suo sistema operativo sui telefoni mobili più economici. Nel prossimo biennio Nokia dovrebbe concentrarsi su una programmazione particolarmente incentrata sui device lowcost (esempio ne è l’attuale prezzo del Lumia). Se da una parte con Windows Phone si sta cerando di arginare Android di Google e lo sviluppo del mercato di Samsung, da un’altra una piccola rivincita è stata presa sulla nemica Apple. Piccola perché da quando la società di Cupertino ha proposto l’Iphone sui mercati, il titolo Nokia è sceso del 90% rispetto il valore dell’epoca.

Lo scorso anno la californiana Apple è stata costretta a cedere sul campo che apparentemente al grande pubblico sembra appartenergli di più: la realizzazione di brevetti. In particolare la casa di Cupertino citata presso la Giustizia Statunitense per via dell’uso indebito di alcuni brevetti Nokia ha deciso di risolvere la controversia giudiziaria accordandosi per il pagamento di royalty su alcune tecnologie della compagnia finlandese. E’ proprio sul nodo brevetti si gioca gran parte del prossimo futuro di Nokia. Infatti, la società che per logo non ha un immagine bensì un suono il Nokia Tone, genera profitti ogni anno dalle proprietà intellettuali a lei appartenute per una cifra che si attesta intorno ai 500 milioni di dollari.

La necessità di monetizzare nuovo capitale in seguito ai deludenti risultati del secondo trimestre attraverso la vendita di alcuni brevetti pone il gruppo finlandese di fronte un bivio che porta o alla rinascita o al fallimento. In questo quadro s’inseriscono le parole del Cfo Timo Ihamuotila, secondo cui Nokia non svenderà i propri brevetti, ma li tratterà ad un giusto prezzo. In questo caso il malus risiede che Nokia è limpidamente in difficoltà agli occhi di tutti, mentre il bonus sono i trentamila brevetti facenti capo alla società di telecomunicazioni finlandesi. Se con Facebook annunciai i miei dubbi circa il prezzo dell’Ipo e su Apple consigliai di acquisirne titoli piuttosto che prodotti, stavolta vi invito a scommettere più su Nokia che su Italia – Inghilterra, almeno qui vincereste qualcosa in più in caso di rinascita finlandese. Tanto l‘adolescenza non torna più, ma almeno sognare di pagarsi le vacanze con i titoli della società che produceva quel mitico telefonino che non hai mai posseduto: si può.

About Antonio Maria Napoli

Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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