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C’è grossa crisi (repubbllica.it)


Repubblica.it ci regala nuovamente perle, e certo noi non possiamo far finta di niente, sarebbe ingiusto nei confronti dell’immensa profondità della versione web di uno dei maggiori quotidiani italiani. Questa volta il capolavoro è a firma di Carlo Moretti e il titolo, risibile almeno quanto l’articolo, è ‘Quei musicisti costretti ad andare in tour, “Si vende troppo poco, addio alle pause”.  Già dal titolo si intende l’imbarazzante topic dell’articolo, i poveri musicisti che sono costretti a girare il mondo e fare tour senza mai fermarsi perché, poverini, non vendono vagonate di dischi. Però il caro Moretti ha ragione, è pieno di gruppi che fanno enormi sacrifici andando in giro per l’Europa in condizioni penose, che si girano tutti i piccoli locali e non hanno tempo di prendere un po’ di respiro che già sono nel furgone per la prossima città. Aspettiamo, magari l’articolo parla di loro. Però no, Repubblica è troppo sul pezzo, e decide di pubblicare un articolo che nessuno aveva mai fatto prima (eeeh già), chiamando in causa giustamente chi è più investito dalla crisi del mercato, cioè le band multimilionarie, Metallica, Noel Gallagher e Coldplay. 

James Hetfield, leader dei Metallica, ricorda che prima con le royalties gli arrivava un assegno a casa ogni 3 mesi, senza che lui avesse mosso un dito, ora però purtroppo non gli arriva nulla sui dischi fatti in altre epoche (ma pensa che brutta storia!), e quindi è costretto a non prendersi pause da due anni. Certo riconosco che ai Metallica servirebbe una pausa, possibilmente eterna, ma insomma loro decidono di fare i soldi in giro per il mondo pur suonando di merda, chi può negarglielo. Ricordiamo che Hetfield e soci, vista la loro vibrante ispirazione, quest’anno hanno portato in tour il loro ultimo album decente, quello chiamato volgarmente ‘Black Album’, uscito nel 1991, 21 anni fa (per capirci, nell’epoca in cui se portavi una camicia di flanella eri un fan di Nirvana, Mudhoney e Dinosaur Jr., non dei Two Door Cinema Club).

Poi Moretti, anzi Carlo, posso darti del tu? -Sì? -Bene.  Il buon Carlo decide di registrare l’opinione di un altro proletario della pop music, Mr.Noel Gallagher, ex leader di quegli Oasis che hanno venduto circa 70 milioni di copie (fino al 2009), che tuttavia, invece di lamentarsi troppo, registra saggiamente l’inevitabilità dell’accadimento. Menzione tutta speciale per i Coldplay che, a quanto pare, regalando i braccialetti che vanno a tempo ai fan -“parte cruciale dello show”- rischiano di mandare in rosso i ricavi del tour  (inutile dire che non ci credo neanche un po’ e, anche se fosse, dopo Para-para-paradise se lo strameritano). A chiudere questa fiera della banalità e dell’inutilità ci pensano i Subsonica, unici a rimarcare quanto l’esperienza live sia centrale per una band, e che la vendita dell’album, tutto sommato, è una cosa accessoria.

Inutile rimarcare che ci sono band che non possono permettersi di vendere biglietti a 50-60 euro, che non hanno mai venduto milioni di copie, che non hanno major alle spalle, che non possono regalare stupidi braccialetti ai concerti; senza considerare quelli che non hanno il privilegio di vivere solo di musica, pur facendo dischi riconosciuti dalla critica a livello internazionale ma che magari hanno un minore bacino d’utenza. Ma è ovvio, fa più specie se Lars Urlich (batterista dei Metallica), vecchio, spossato e fuori forma, è costretto a offrire uno spettacolo scandente a fior di quattrini; fa più impressione che Sony, Warner e compagnia cantante/stonante non riescano più a fare i soldoni come prima. Che tristezza.

Luigi Costanzo

About Luigi Costanzo

Luigi Costanzo
Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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