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Bentornati Stone Roses

Sono cambiate tantissime cose dal 1989, anno d’uscita di uno degli album più importanti della storia della musica inglese. The Stone Roses, leader indiscussi di quella magica scena musicale ricordata con il termine ‘Madchester’, sono vent’anni più vecchi, non suonano (suonavano) insieme da più di quindici anni, e il loro omonimo ‘masterpiece’ è di diritto fra i classici indiscussi del pop-rock britannico. L’inaspettata reunion, che vedrà la band di scena anche a Milano martedì prossimo, è l’ennesimo colpo di scena della turbolenta carriera della band cominciata con i magnifici singoli ‘So Young’, ‘Sally Cinnamon’ e ‘Elephant Stone’.

Erronamente da quanto viene talvolta indicato da recensioni entusiastiche e monografie di fan della prima ora, gli Stone Roses non sono stati i primi attori della scena di Manchester, ma piuttosto sono stati il ‘ponte’ fra la scena rock che si cibava dell’esperienza dance e ‘rave’, e il brit-pop che di lì in poi sarebbe esploso come una miccia (Suede, Oasis, Blur, Pulp ecc.). Gli Stone Roses sono l’insieme della carismatica figura del non-talentuoso Ian Brown, del geniale chitarrista John Squire, ma soprattutto dell’incredibile sezione ritimica dell’eccellente Alan ‘Reni’ Wren (batteria), e di Gary ‘Mani’ Mounfield (basso), capaci di dare con le loro cadenze ritmiche un particolare fascino alle semplici melodie sixties. L’unione di melodie orecchiabili, psichedelia, ritmiche quasi da ballo e l’ostentato jingle-jungle fanno dell’omonimo capolavoro dell’89 una delle gemme insuperate degli anni ’80, colmo di classici insuperabili della musica albionica e internazionale. Fra le altre: ‘I Wanna Be Adored’, ‘She Bangs The Drums’, ‘Waterfall’, ‘Made of Stone’, ‘This is The One’, ‘I’m the Resurrection’.

Non paghi di ciò che avevano ottenuto, probabilmente guidati dalle droghe, gli Stone Roses raggiunsero l’apice del loro successo commerciale con il singolo ‘Fool’s Gold’, un pezzo che  partiva dall’ormai leggendario loop di batteria di ‘Hot Pants, I’m Coming, I’m Coming, I’m Coming’, pezzo scritto da James Brown. Sul loop dance, dai forti accenni tribali, John Squire riesce in una prova chitarristica superlativa, avvalendosi di diversi wah-wah; Ian Brown con una parte vocale ossessiva e sussurrata compie il resto del lavoro. Visto il successo impressionante del singolo, la FM Revolver decise di ripubblicare ‘Sally Cinnamon’ con video relativo. La band, contraria alla pubblicazione del singolo, considerato ormai molto lontano dal suono della band, entrò negli studios dell’etichetta, imbrattando di vernice Paul Birch, capo dell’etichetta, la sua ragazza e due macchine all’uscita. La rottura fu inevitabile. Il gruppo fu anche processato e costretto a pagare una multa. Da qui in poi il gruppo subì un inevitabile declino. Il singolo ‘One Love’ è l’ultimo acuto della band, che arriverà a pubblicare l’atteso secondo album solo nel 1994 a causa di diverse dispute con la Silvertone, la nuova etichetta della band. Ormai il mondo musicale era dominato dalle nuove star del pop inglese e non c’era più interesse per un gruppo che si era fatto attendere troppo. L’uscita di Reni dal gruppo, nel 1995, sancì la fine della band, che lentissimamente si spense. 

A distanza di 15 anni, dopo diverse indiscrezioni, forti smentite, e presunti riavvicinamenti, la band ha deciso di dare al pubblico l’agognata reunion. La scelta, benché accolta molto bene dal sottoscritto, pone i soliti interrogativi sulla bontà del progetto. Una reunion senza dubbio rischiosa che potrebbe intaccare lo status di band di culto che la band si è conquistata durante gli anni di inattività.


Luigi Costanzo

About Luigi Costanzo

Luigi Costanzo
Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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