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L’indipendenza scozzese passa da un referendum

Nel mentre Sky e Rai vi bombardano con spot sulle prossime Olimpiadi Estive di Londra 2012 a scuotere i pensieri da mesi del Primo Ministro David Cameron è la Scozia. Infatti, era dai tempi della Battaglia di Bannockburn che Londra non temeva di perdere Edimburgo per sempre. Questa volta non sarà una battaglia sul campo militare, stile Guerre d’indipendenza Scozzese tanto amate dagli storici, bensì un referendum.

A sostenere fin dal Gennaio 2012 quando presentò davanti al Parlamento di Scozia il documento denominato “Your Scotland Your Referendum” con le linee guida della consultazione che si terrà molto probabilmente nell’autunno del 2014 è stato l’attuale Primo Ministro scozzese e leader dello Scottish National Party (SNP) Alex Salmond. Chi crede che tale corsa referendaria sia sostenuta esclusivamente dai nazionalisti scozzesi si sbaglia, perché attorno a tale proposta si sono aggregati anche ecologisti, socialisti e liberali di Scozia. Testimonial di eccellenza per la Campagna per il Sì all’Indipendenza scozzese è l’ex agente di Sua Maestà Sean Connery, il quale da sempre filo.indipendentista, ha affermato che “la campagna per il sì ha scelto una visione positiva della Scozia, fatta di accoglienza e uguaglianza e di quei valori democratici che garantiscono agli scozzesi di essere i guardiani migliori per il loro futuro”.

La sfida tra il sì ed il no si gioca sui tempi. In primo luogo il documento programmatico “Referendum Bill” ha una tabella di marcia molto chiara e prevede nel 2013 in seguito alla presentazione nel Parlamento scozzese un voto di conferma alla Consultazione da parte di quest’organo, successivamente all’avvallo della Regina Elisabetta II, e il raccoglimento di un milione di firme con in calce una motivazione da parte del corpo elettorale scozzese.

Se giuridicamente e ufficialmente i tempi da rispettare sono quelli sopraindicati, quelli ufficiosi del “quando” indire la consultazione tiene banco fra Indipendentisti e non. Il Primo Ministro Inglese David Cameron, forte dei sondaggi che attualmente vedono in svantaggio di oltre il 7% le mire indipendentiste, vorrebbe anticipare la data della Consultazione a fine 2013 in modo da non far decollare del tutto la Campagna elettorale favorevole all’indipendenza scozzese.

La proposta referendaria prevede due quesiti. Il primo quesito prevede in caso di responso favorevole la devo max ovvero un “indipendenza leggera” da Londra che permetterebbe ad Edimburgo la piena autonomia fiscale all’interno del Regno Unito e la piena libertà di legificazione da parte del Parlamento di Scozia ad eccezione della difesa e della politica estera. Tale quesito raccoglie il favore della maggioranza degli scozzesi. Il secondo quesito si basa sulla possibilità di far scegliere al corpo elettorale scozzese la piena indipendenza dalla Gran Bretagna, al momento secondo i sondaggi del The Guardian sostenuta da poco più del 23%.

Ora penserete che dietro questa battaglia per l’Indipendenza Scozzese vi sia solo esclusivamente lo spirito identitario e nazionalista di un popolo unito da oltre trecento anni con altre due nazioni da sempre in competizione. Invece, come sempre vi è l’economia. La Scozia sebbene travolta dalla forte crisi finanziaria che ha coinvolto la Royal Bank of Scotland è il fulcro delle risorse energetiche di Gran Bretagna ed Irlanda.

L’Istituto di Ricerca Wood Mackenzie ha previsto una crescita del settore energetico scozzese fino al 2014 e calcolato investimenti su di esso pari annualmente a 7,5 miliardi di sterline. Aggiungeteci che una moneta indipendentista non è contemplata da nessun ente economico attualmente ed in caso di una vittoria del sì all’Indipendenza totale da Londra in molti prevedono un adesione al malconcio Euro.

Come da settecento e più anni gli scozzesi pretendono e ogni tanto riescono a vincere la loro guerra d’indipendenza, ma alla fine gli Inglesi tornano e in un modo o l’altro vincono sempre e questo lo sanno sia Salmond che Cameron.

About Antonio Maria Napoli

Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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