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AAA Sottotitoli cercasi

Come ogni bambino che vuole bene a Gesù sono ormai quasi un paio d’anni che ogni sera prego per la buonanima del multisala Metropolitan, martirizzato sull’altare delle mutande e dei pantaloni come qualsiasi edificio abbia la sfiga di avere un ingresso su Via del Corso. Per chi avesse la memoria corta il Metropolitan era uno dei pochissimi cinema a Roma che aderisse all’ATEP (associazione per il trattamento etico delle pellicole) risparmiando alle povere bobine di celluloide il barbaro trattamento, tristemente diffuso nel bel paese, noto col nome di “doppiaggio”.

E’ davvero complicato per il cinefilo romano nel 2012 riuscire ad assistere a proiezioni non infette dal morbo di cui sopra, ed ho quindi pensato di fare un po’ un punto della situazione vista la notevole liquidità ed imprevedibilità della situazione, cogliendo l’occasione anche per coprire di insulti chi se lo merita.

Partiamo dall’ultima fortezza incontaminata, dalla nostra Zion costantemente assediata dalle sentinelle, ossia il cinema Nuovo Olimpia, unico posto a Roma in cui la programmazione è interamente in lingua originale con sottotitoli. In condizioni meno drammatiche devo dire che non darei due lire ad un cinema sinceramente non all’avanguardia della tecnica, la cui seconda sala mi ha probabilmente prenotato un pacchetto di dolori articolari da ritirare necessariamente tra una trentina d’anni, ma vista la corrente condizione di guerra senza quartiere il Nuovo Olimpia si porta a casa per distacco il titolo di miglior cinema di Roma. Ho già comprato un fucile di precisione per la disgraziata eventualità di una sua chiusura, quindi vi invito a non passeggiare in nessun luogo visibile dal tetto del cinema nel caso la circostanza si dovesse verificare, pro-tip salvavita gratuito in esclusiva per i lettori di Polinice.

Al di là di questo bastione di accecante luce celestiale la situazione è molto frammentaria e imprevedibile visto che la maggior parte degli altri cinema che occasionalmente propongono pellicole non doppiate lo fanno seguendo dei pattern alquanto instabili, al punto che voglio premiare con la coccarda speciale “Amici di Lorenzo Peri” un cinema che di recente ha preso la buona abitudine di proporre ogni giovedì in originale due o tre dei film che ha in programmazione il resto della settimana, ossia il Lux. L’iniziativa è estesa anche al Barberini che la pratica tutti i giorni ma solo di pomeriggio e all’Odeon che segue lo stesso tabellino di marcia del Lux, ma che purtroppo non ho avuto il piacere di visitare visto che mi risulta un attimo fuori mano. L’affidabilità in materia è una caratteristica molto rara a Roma e quindi, per quanto magari dedicare una sala alle versioni originali per l’intera settimana non li ammazzerebbe, lo sforzo del Lux va apprezzato, visto anche che si tratta di un multisala di notevoli dimensioni con un pubblico ampio e tendenzialmente generalista.

Visto che siamo in argomento, e prima di proseguire con altri attestati di stima, penso però che sia importante coprire di ignominia quei cinema che invece, pur essendo frequentati da sinistronzi col foulard ed avendo spesso in programmazione film turchi, kirghizi e samoani, polpettoni impegnati di ogni sorta o -Dio ce ne scampi- film sperimentali, continuano imperterriti nella loro opera di corruzione non degnandosi di proporre nemmeno occasionalmente film non doppiati (ad eccezione forse di qualche rassegna). Parlo del Quattro Fontane, del Mignon, del Tibur che sono solo quelli che conosco (non dubito che ce ne siano altri in luoghi a me non accessibili): a tutti loro va un sentito vaffanculo. Un’occhiata di disprezzo va anche ad un altro paio di cinema che si salvano in corner perchè effettivamente di tanto in tanto qualcosa in originale lo passano, ma che dovrebbero essere comunque travolti dall’ira dei Superni per la loro scarsa dedizione alla causa: Nuovo Sacher, Greenwich, Farnese, ce l’ho con voi.

Tornando alle note più positive c’è anche un certo numero di sale che con cadenza immagino legata ai cicli circadiani o ai gol di Totti (lunga vita ar cappetano nel caso) ci graziano con qualche film in cui i bambini non parlano come Bart Simpson e Kevin McAllister e i vecchi come Silente. Il Fiamma, il Savoy, l’Eden, il dei Piccoli rientrano nella categoria, e se pure i loro sforzi sono apprezzati, una certa imprevedibilità e disorganizzazione rendono un po’ problematico fruire delle occasioni che di tanto in tanto offrono: aumentando frequenza e regolarità di questi spettacoli fareste felici tanti poveracci come il sottoscritto e rendereste un grande servigio alla città nell’apparentemente velleitaria battaglia contro il male trionfante che ci circonda, pensateci.

Un paio di menzioni particolari per due sale che sono più cineclub che cinema veri e propri (entrambi richiedono una tessera) ossia l’Azzurro Scipioni e il PolitecnicoFandango. Il primo propone una programmazione principalmente d’essai di grandi classici che, per quanto apprezzabile in linea di principio, ammonta spesso a non so quanto legali proiezioni di DVD in uno sgabuzzino. Non sono mai stato nell’altra sala in cui vengono proiettati film più recenti (a volte, va detto, doppiati) ma mi dicono che sia più spaziosa e confortevole. Il Politecnico Fandango invece ha una sala sola e una programmazione tendente alla seconda visione, i film stranieri sono quasi sempre sottotitolati per quel che mi ricordo, ma la programmazione non segue (nel bene e nel male) i ritmi di quella dei cinema più convenzionali.

Questa panoramica non ha ovviamente pretese di completezza e si basa solo sulla mia limitata esperienza, per cui se avete segnalazioni da fare, nel bene e nel male, sono più che apprezzate: nel frattempo buona visione a tutti.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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