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Newcastle "Anema&core"

Se la domanda è: come rendere una città assolutamente mediocre memorabile? La risposta non può che essere: con l’intelligenza. 
Nella fattispecie di Newcastle-upon-Tyne, una poco ridente cittadina del nord-est dell’Inghilterra, però, la risposta si approfondisce in: ponti. Una notevole serie adorna l’immenso alveo del fiume Tyne di un fascino industriale, con un tocco di genialità e modernità. Il più spettacolare di questi, il Millennium Bridge (nome tanto inflazionato quanto amato nel Regno Unito) è stato realizzato tra il 2000 e il 2001: il ponte che fa l’occhiolino. È una struttura molto particolare disegnata dalla società WilkinsonEyre, con sede a Londra, e calcolata dal centro di eccellenza di calcolo strutturale Gifford, sempre londinese. La struttura consta di un maestoso arco cui sono collegati un gran numero di stralli che sorprendentemente regalano all’intera opera una enorme spazialità e una feroce proiezione verso il cielo, quasi sempre grigio, che sovrasta la anonima cittadina.
Per celebrare alcune ricorrenze e festività nazionali, per consentire il transito delle imbarcazioni, per essere un’attrazione turistica (e qui torniamo all’intelligenza di cui si parlava), l’intera struttura – arco, campata, stralli – ruota di oltre 40° più volte al giorno. Risulta, effettivamente, uno spettacolo molto strano e allo stesso tempo suggestivo. È, dunque, questo un esempio di come un’opera, costata sì 22milioni di sterline, regali ad una cittadina una visibilità che al visitatore lascerà qualcosa, gli farà dire: sono stato a Newcastle, e a parte la pioggia battente, mi ricordo che c’era un ponte bellissimo che ruotava e di notte era illuminato con diversi colori.
A dire il vero Newcastle non è nuova a questo genere di opere. Come sempre, i primi ad iniziare la costruzione di ponti nel Tyneside, furono i Romani che nel secondo secolo costruirono il Pons Aelius. Successivamente, nel 1270, fu costruito un ponte di pietra che venne distrutto dall’alluvione del 1771. Dieci anni più tardi venne realizzata una nuova struttura in pietra che diede un grande impulso allo sviluppo della città e del commercio marittimo. Infine nel 1860 fu realizzato lo Swing Bridge, un ponte di piccole dimensioni che ha la particolarità di consentire il transito di imbarcazioni ruotando su se stesso con perno nella mezzeria della campata. Probabilmente l’innovativa dinamicità di questo ponte ha ispirato “l’occhiolino” del Millennium Bridge.
Tuttavia, il ponte che più di ogni altro, ancora oggi, caratterizza lo scenario del Tyneside è il Tyne Bridge. Questo è un ponte enorme. Realizzato nel 1928 da un noto studio di ingegneria, Motte Hay & Anderson, e inaugurato dal re Giorgio V in persona, domina il panorama cittadino con i suoi 59 metri di altezza dal livello alto del fiume con il suo immenso arco metallico. Il ponte incarna perfettamente la realtà industriale britannica. I 777.124 rivetti che realizzano le unioni bullonate del ponte sembrano essere la sfida lanciata dall’industria siderurgica britannica al resto del mondo. Si staglia maestoso al centro della scena cittadina costituendo ancora una delle più alte strutture ivi presenti e regala alla città un posto al sole nel panorama, da questo punto di vista abbastanza depressa, ingegneristico-architettonico di quell’area dell’Inghilterra.
Questo brevissimo articolo, meramente didascalico, vuole dare qualche spunto di riflessione. In primo luogo rende manifesta la voglia e la determinazione degli Inglesi di donare qualcosa al visitatore, al turista e soprattutto al cittadino-suddito. Effettivamente la città di Newcastle non possiede alcun particolare pregio artistico o architettonico, risulta anonima e poco coinvolgente fintantoché non si giunge al Riverside che improvvisamente la trasforma, almeno in apparenza, in una grande città portuale proiettata sul Mare del Nord, una città che nulla ha da invidiare alle più grandi metropoli marittime. Bene, credo che questa dissonanza, alle volte stridente, ma decisamente vitale per la città, sia da ammirare, da imitare e da studiare. I ponti realizzati sulla foce del fiume Tyne sono molti, collegano il piccolo e vitale centro alla sonnolenta e grigia periferia del Gateshead, ma fanno molto di più in realtà: regalano a tutti coloro che quotidianamente passano su di essi una piccola emozione, un piccolo momento di piacere e soddisfazione prima di cominciare la giornata o prima di tornare alla monotonia della vita familiare, in una delle molte, alienanti ed inquietantemente identiche villette a schiera che circondano qualunque città britannica.
Federico Giubilei

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