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Goldman Sachs entra in carcere

Da molti è accreditata come fautrice dell’attuale crisi economica, altri la considerano una semplice banca d’investimento finanziaria e in un ultimo una larga parte del mondo li definisce “il male”. Non stiamo parlando di un regime politico, ma della più famosa Banca d’investimento finanziario al mondo ovvero la Goldman Sachs e questo scritto non annuncia la carcerazione di nessuno, tantopiù che chi scrive neanche al suo peggior nemico augurerebbe mai il carcere. Premetto che in questo articolo non si analizzeranno gli investimenti e le azioni della Goldman Sachs ne’ la forte ed influente posizione di tale ente finanziario nello scacchiere mondiale, bensì di un nuovo tipo di bond. E’ vero, ormai da due anni a questa parte ci bombardano con parole quali: “bond”, “titoli” e il temutissimo “spread”. Ora non vi sarebbe nulla d’interessate nel leggere qualcosa riguardo ad un nuovo titolo azionario o semplicemente bond, che altro non è se non un’obbligazione.
Eppure su iniziativa della Goldman Sachs (ribadisco che lo scritto non riporta una visione etica dell’istituto finanziario) sono stati immessi negli Stati Uniti d’America i “social impact bond”.
Queste obbligazioni di carattere sociale sono state legate al reinserimento di giovani detenuti del Penitenziario dell’isola di “Rikers” di New York City.
L’investimento pari a 10 milioni di dollari mira al reinserimento sociale di giovani svantaggiati che stanno affrontando percorsi formativi all’interno del carcere e al loro successo è legato il tasso di percentuale di guadagno da parte degli investitori. Dal punto di vista pubblico iniziative future costruite su questo stampo potrebbero far risparmiare alle Contee ed ai singoli Stati dell’Unione Americana molto denaro. Per Social Impact Bond  si intendono delle obbligazioni a favore di creditori privati immessi da altri soggetti pubblici o privati che mirino al finanziamento di iniziative sociali al cui tasso di successo sono legati i tassi percentuali legati a tali obbligazioni.
La scelta di immettere tali obbligazioni da parte della Goldman Sachs ha, come è immaginabile, diviso l’opinione pubblica. Da un lato vi è il Sindaco di New York City Michael Bloomberg, ormai dopo una contestatissima riforma al terzo mandato consecutivo, il quale ha apprezzato l’iniziativa e ha rilasciato la seguente dichiarazione al New York Times “Sono ansioso di sperimentare un modello che può trasformare il modo in cui i governi finanziano programmi sociali”.
Esperti del diritto come il Professore Jeffrey Liebman di Harvard affermano che tale contratto governativo attrarrà l’intero dibattito giurisprudenziale annuale e molto probabilmente è il contratto dal maggior impatto del duemiladodici.
Quel che reca dubbi e sospetti è che il guadagno è legato al tasso di recidiva da parte dei giovani detenuti ove in primo luogo non si bada più socialmente al pieno recupero della persona, bensì ci si focalizza solo e esclusivamente sulla percentuale di recidività e non alla formazione in toto della persona.
Altro aspetto che deve far riflettere è l’arretramento delle istituzioni pubbliche nel sociale a favore della finanza, un po’ come se per incoraggiare investimenti si passasse ai privati il reinserimento e la formazione del cittadino, condannato o meno che sia.
Questi dubbi sono stati espressi e messi in evidenza da docenti statunitensi e non, da buona parte del foro internazionale e dalla quasi totalità delle organizzazioni no profit e filantropiche.
Ciò che trovo comunque positivo è che i privati (in questo caso anche Goldman Sachs) si interessino e investano nel recupero sociale, anche se personalmente auspicherei una maggiore partecipazione dei singoli cittadini e lo auspico in forma differente anche nella vecchia terra italica. Ma in un paese come l’Italia ove i processi prima si svolgono su La Repubblica mi va benissimo che singoli volontari cerchino passo dopo passo di cambiare lo stato delle cose.

Antonio Maria Napoli

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Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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