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Google ci prova con Motorola

Prima di leggere questo articolo dimenticatevi per un attimo della diatriba o meglio la “causa del secolo” Apple/Samsung, non che non c’entri nulla, ma passo dopo passo ricostruire il mosaico composto dai big della tecnologia mondiale.

Ero bambino quando telefoni mobili della Motorola occupavano metà delle borse in pelle di avvocati e commercialisti o erano sfoggiati goffamente sulle spiagge adriatiche come un attuale iphone. Crescendo la casa leader della telefonia iniziò a soffrire la finlandese Nokia, ma grazie alla linea Razr dal 2004 in poi la Motorola Mobility ebbe di nuovo il suo periodo di gloria che non fu un preludio di ritorno al vertice del mercato della telefonia, bensì l’ultima leggendaria epopea del design dalla “M” in bela vista. Di seguito con l’avvento dei servizi web offerti sulla telefonia mobile e con l’imposizione dell’Apple e della sudcoreana Samsung il fascino e le quote mercato della Motorola andarono via diminuendo fino a divenire prodotti di seconda o terza fascia.

Poi come solo incredibilmente accade negli Stati Uniti le geograficamente lontanissime società della west coast di Chicago e Mountain View si sono unite, con la seconda che ha scommesso sulla vecchia grande Motorola. Per intenderci si parla del gigante Google che è divenuto proprietario del vecchio elefante dell’Illinois. Non è un parallelismo forzato poiché oltre ad avere in essere stabilimenti e dipendenti in tutto il mondo, la Motorola ha un portfolio composto da più di diciassettemila brevetti tecnologici avanzati. Il campo dei disegni industriali e dei brevetti seppur poco conosciuto rappresenta, vista anche la sua vastità, uno dei più validi mercati alternativi ove fondi d’investimento ed affaristi possono trovare soluzioni nella differenziazione degli investimenti. A ciò va aggiunto che la forza per il lancio di nuovi prodotti e brand da utilizzare nel mercato aperto risiedono nel disegno industriale e la cosiddetta “causa del secolo” ne è la dimostrazione.

Eppure, la strada per Google non è spianata. Anzi; i molteplici concorrenti nel mercato della telefonia con a capo il duopolio Samsung – Apple, la nuova corazzata Nokia – Microsoft concentrata sui paesi emergenti e su smartphone e tablet a basso prezzo e la fidelizzazione costruita dalle aziende sopracitate rendono questa sfida molto ardua quanto affascinante. La scelta di acquisire la Motorola Mobile fu dello stesso Ceo di Mountain View Larry Page che a sorpresa ha spostato la concentrazione del colosso informatico anche sulla produzione di prodotti con l’acquisizione per 12 mld di dollari della casa di Chicago, in un settore dove il 90% dei profitti sono saldamente in mano al solito duo sudcoreano/californiano.

A dar man forte a questa scelta potrebbe essere il sistema operativo Android che nel solo primo semestre del corrente anno è stato scelto dal 70% dei consumatori e reso con il tandem “Google play & Market” lo store più utilizzato, essendo progettati e gestiti in casa Google entrambi, il gap con I-Os di Apple non dovrebbe essere troppo lungo. Il leitmotiv del nuovo gruppo è contenuto nelle parole del Ceo Larry Page – Meno prodotti, ma migliori -. Non tutte le nuove società portano necessariamente prosperità alla collettività e dopo i tagli del 2008 in Europa a essere colpiti nel mese di agosto sono stati gli stabilimenti asiatici della Motorola, per un quota pari al 40% della forza lavoro e del management. Per le grandi sfide, nonostante il ridimensionamento del capitale forza lavoro, sono stati chiamati veterani del settore, che poi altro non sono che i cosiddetti “squali” del mercato globale. E allora Grey e Page hanno potuto chiamare al timone, solo ed esclusivamente la donna che ha messo sotto il settore Alte Tecnologie del Pentagono ovvero Regina Dugan.

Insomma la sfida è iniziata, è partita con lacrime e sangue alla Churchill e l’incarico di dirigere le manovre è stato affidato ad una tigre del mercato e della ricerca tecnologica. Quindi gli ingredienti per un successo ci sono tutti, mancano solo smartphone e tablet.

About Antonio Maria Napoli

Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd bevendo un bicchiere di Nikka.

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