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Collezioni autunno-inverno: Il teatro dell’ assurdo

Prima gli anni 80 poi i 50, occhiali tondi poi da gatto poi aviator, scarpe a punta poi stondate, poi a punta di nuovo. Pensavate di avere ormai tutto, pensavate che per il ciclo “ a volte ritornano” ripescando dagli armadi di nonne mamme o dai vostri acquisti degli ultimi 10 anni la moda non potesse più cogliervi impreparate. Invece no.  Si sa, c’è crisi, bisogna farla girare quest’economia..c’era bisogno di qualcosa di nuovo, qualcosa che non potevamo aver conservato sotto naftalina…
Ed ecco spuntare sulle passerelle Autunno-inverno la donna del futuro, che non è la donna futurista di Marinetti ma è molto più avanti..di un futuro remoto, una donna che andrà in vacanza su marte e che non prenderà la macchina perché si sposterà con dei propulsori nascosti nelle maniche dei suoi enormi cappotti. Stampe inedite, volumi XXL , pelle specchiata a bombata, inserti in pelle e pelliccia, fili metallici e infine paillettes a specchio regalano agli outfit un sapore high tech. Gattaca, Blade Runner, la visione di un millennio futuro vista con gli occhi degli anni 80, una capsula del tempo sospesa nello spazio. Tutto questo viene alla mente vedendo una sfilate che e’ quasi una performance.  
Ma non è per noi lo spettacolo, nessuna donna andrebbe min giro vestita come un Avatar, è per loro. È per gli stilisti che hanno bisogno di dimostrare che la moda è arte, che “hanno qualcosa da dire”, da qui la gara a chi la dice più grossa. E se le sopracciglia gioiello proposte da Chanel  possono essere una forma di estro, l’ ostentazione della creatività diventa insostenibile quando vediamo sfilare modelle vestite da orca assassina. 
Dopo aver dato sfogo a genio e sregolatezza si abbassa il sipario e torna la moda, quella vera, fatta di tendenze. Ecco allora l’imporsi assoluto del nero, misterioso e seducente, per il giorno e per la sera e quello originale dell’argento (e, più in generale, di tutte le nuance metalliche). Spopolano anche il blu in tutte le sue sfumature e il verde.  

Per quanto riguarda i volumi la fanno da padrona quelli oversize, XXXL, per cappotti morbidi e avvolgenti, ma non solo. Focus, però, anche sul punto vita: gli abiti si arricchiscono di baschine & Co., “ali” svolazzanti che formano ruote o semiruote vezzose come microgonne sovrappooste. I materiali più “giusti” saranno certamente il velluto e – per chi non ha qualche remora etica – la pelliccia di astrakan, o comunque tutte le pellicce a pelo corto. Immancabili le stampe: quelle più nuove si ispirano alle astrazioni seriali e ai contrasti cromatici dei tessuti ottomani. Un certo bisogno di ricchezza si avverte nella sovrabbondanza di décor – oro, perle, stucchi simulati – che ricorda i felici secoli del Barocco e del Rococò. Ma anche nel rispolverare i ” dettagli gioiello” tanto cari agli anni ’80: bottoni preziosi, colletti come collier, spille abnormi. Il gioiello – vero o fake che sia – diventa parte integrante dell’abito, conferendogli carattere. D’altra parte, non può mancare il richiamo al rigore e alla tanto evocata sobrietà: torna il look militare.

Morale della favola: non si butta via niente. Che sia il cappotto della nonna o il costume di halloween prima o poi potrebbe esservi utile!

MtS

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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