Home / Architettura / After the Games #1

After the Games #1

Dall’Anfiteatro Flavio a Londra 2012_
G. Stern, Progetto di restauro del complesso dell’Assunta, Ariccia, Palazzo Chigi
Se oggi vi dicessero di pensare l’Anfiteatro Flavio, o Colosseo, con all’interno la chiesa collegiata di Santa Maria Assunta in Cielo di Ariccia pensereste che forse i postumi dell’ultima mangiata a base di porchetta e vino dei Castelli hanno scaturito una confusione fuori dal normale, tanto da chiamare il giorno seguente il “dietologo di punta” della redazione di Polinice, Mr. Dukan, per iniziare immediatamente l’omonima dieta.
In effetti non preoccupatevi, poiché non sarete costretti a suddetta telefonata. Infatti il comasco Benedetto Odescalchi, meglio noto come Papa Innocenzo XI, incaricò dapprima Gian Lorenzo Bernini, poi Carlo Fontana di progettare una Chiesa all’interno del Colosseo. Il primo, sublime artefice della Roma Barocca, dinegò l’invito per una sorta di timore reverenziale che gli proibiva anche solo di immaginare un’opera così straordinaria. Esattamente rispose:”Not only out of devotion to the Holy Martyrs but for the preservation of the edifice wich demonstrated the grandeur of Rome and thus the idea of architecture in general”1. Molto più sciolto, slanciato, smaliziato ed al passo con i tempi (i nostri tempi!), il ticinese Fontana dopo aver già visto il Pantheon, il Tempio di Minerva e quello di Antonino e Faustina passare con la squadra giallo-bianca con le chiavi sul petto, pensò che forse potesse essere davvero lui il prescelto per orchestrare questo cambio di destinazione d’uso.
C.Fontana, Amphiteatre de Flavio, Sir John Soane’s Museum
Carlo Fontana, altrettanto straordinario interprete di una stagione eclettica ricca di sorprese per la città di Roma,  che di Bernini era stato allievo e collega, decise che proprio dall’illustre maestro bisognasse partire per disegnare un edificio degno di cotanta collocazione. Così iniziò a pensare come adattare il modello realizzato da Bernini per la collegiata di Ariccia all’interno dell’arena. 
I disegni documentano (vedete in rosa le preesistenze ed in grigio le aggiunte del Fontana) come lo sviluppo della chiesa segua l’asse longitudinale dell’anfiteatro attraverso un ambulatorio colonnato che circonda la stessa e costeggia l’ellisse tracciata dai resti delle mura, consentendo l’accesso al nuovo edificio tramite la porta libitinaria. La chiesa, a pianta centrale, ha un diametro pari ad un quarto di quello dell’intera arena. Ai lati della cupola erano state disegnate due torri campanarie tanto di moda all’epoca, mentre sulla sommità era previsto un gruppo scultoreo concepito come “Chiesa Trionfante” con il Papa ed i quattro evangelisti. Tutto sembrava volgere per il meglio quando nel 1683 scoppiò la Guerra austro-turca, e come si sa in tempo di guerra “bando alle ciance”, con rotonda, colonnato e campanili relegati alla pubblicazione di Fontana “L’anfiteatro Flavio”, pubblicata postuma e datata 1725.
Sarà soltanto nel 1749 che, pur senza la monumentale chiesa del Fontana, il Colosseo verrà definitivamente consacrato da Papa Benedetto XIV per il martirio dei primi cristiani, e per preservarlo tra l’altro dal saccheggio edilizio. 
 
[Continua]
Jacopo Costanzo
1 Hager, H., 1973, op. cit., p.324

About Jacopo Costanzo

Jacopo Costanzo
Cofondatore di Polinice e del Warehouse of Architecture and Research_ warehousearchitecture.org

Check Also

Una calda estate, o dell’ultima Scuola Romana

Non credo nelle coincidenza. Penso che ci sia qualcosa di straordinario e beffardo al contempo, nel registrare come alla scomparsa di Giorgio Muratore, siano seguite due iniziative riguardanti altri due alfieri della medesima Scuola. Franco Purini e Dario Passi, sono due facce della stessa medaglia. Una medaglia incisa da un tratto geniale e da un pensiero raffinato.