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"Enzo Fiore"

Stupire, colpire, emozionare. E’ questo lo scopo che ogni giovane e promettente artista contemporaneo cerca di inseguire attraverso la ricerca di uno stile che lo identifichi. Pochi ci riescono, ma soprattutto pochi artisti, come Enzo Fiore, riescono davvero ad impressionare l’osservatore che rimane rapito dall’intensità delle sue opere. Enzo Fiore, giovane artista si presenta al mondo poco più che trentenne, proponendo un tipo di arte completamente nuovo e originale. Non utilizza, infatti, le classiche tecniche pittoriche, ma le sue figure sono composte da terra, foglie, radici, muschio e perfino insetti secchi, fissati alla tela mediante resine particolari. Le radici con cui compone le forme rappresentate richiamano il sistema venoso, attraverso uno studio attento dell’anatomia umana. Il mondo vegetale si unisce a quello animale in un divenire unico. L’essere umano, per Enzo Fiore, è composto da materiale biologico appartenente all’universo della natura, e come tale deve essere riprodotto. Nelle sue opere la natura non viene rappresentata, viene “utilizzata”, non è più l’oggetto da rappresentare, ma diviene il soggetto, diviene la rappresentazione stessa.
Un ritratto di Enzo Fiore, osservato ad una distanza di qualche metro, ha un aspetto più freddo, i tratti somatici hanno un contorno definito, chiaro, semplice. Ma la vera opera di Fiore, si materializza gradualmente agli occhi dell’osservatore, mentre ci si avvicina lentamente alla tela. Gradualmente l’opera prende vita, acquista una dinamicità crescente e impressionante. La sensazione è quella di essere catturati da radici che si inerpicano e si diramano lungo la chioma o i lineamenti di un personaggio ritratto, insetti che sembrano nascondersi dietro il muschio, frammenti di terra e foglie che sembrano muoversi come agitate dal vento. Il soggetto, da lontano chiaro e nettamente definito, a distanza ravvicinata tende ad azzerare se stesso, perde i suoi contorni, la sua compattezza arrivando ad una sorta di astrattismo in perenne movimento. Afferma l’artista stesso: “Nei miei quadri c’è prima e dopo, l’origine e il punto di arrivo. Cerco di ricostruire la vita, non di riprodurla”.
L’artista afferma inoltre, di essere ossessionato dai due cardini dell’esistenza umana, la vita e la morte. Nella sua opera, Fiore, le unifica e le riassume nella stessa rappresentazione. Le figure dinamiche, vive, persino gli sguardi espressivi, sono rappresentati con materiali come terra, fango, pietre, che esprimono la materia nella viscerale concretezza e fragilità dell’esistenza umana.
In occasione della celebre mostra del 2012 presso il complesso del Vittoriano a Roma, intitolata “I Miti della Storia”, l’artista mostra di aver raggiunto il culmine della sua maturità artistica, esprimendosi con uno stile forte, personale, marcato ed estremamente suggestivo. Ormai celebri sono i ritratti di personaggi che hanno scritto la storia come Renoir, Amedeo Modigliani, Dalì, John Lennon, Maria Callas, Paul Newman, Michael Jackson, Pablo Picasso, Jimi Hendrix, Marilyn Monroe, Gandhi, rappresentati secondo il suo personalissimo stile. Fiore ama proporre anche soggetti già raffigurati da eccellenti artisti di immortale memoria, quali “La Gioconda” di Leonardo o l’ “Infanta Margherita” di Velàzquez. Indipendentemente dal soggetto rappresentato, tutte le opere sono accomunate dallo stile unico e dalla scelta dell’artista di appropiarsi di un’iconografia immortale per sottometterla alla sua visione della realtà e della natura. La sua tecnica artistica parte da un disegno iniziale con cui si definiscono i contorni della figura, per poi divenire istintiva, coinvolgente. Allo stesso tempo concreta per i materiali, e astratta per l’incredibile espressività.
La tecnica utilizzata da Fiore non ammette sbagli né correzioni. Se nel corso dell’opera, l’artista si accorge di aver commesso un errore, distrugge la tela e passa al ritratto successivo. Praticamente una metafora della vita. Gli eventi passano, non si torna indietro, si può solo andare avanti. Enzo Fiore nei suoi ritratti rappresenta la vita, intensa e concreta.
E’ impossibile non stupirsi di come questo incredibile artista riesca a dare un’intensità così forte ed un’espressività così viva, agli sguardi dei suoi ritratti, utilizzando materiali come terra, radici, foglie. Dichiara l’artista in una recente intervista: “Siamo fatti di materia organica e con i miei quadri cerco di avvicinarmi il più possibile alla nostra sostanza, all’origine dell’uomo, ricostruendone cellula su cellula la sua immagine”.
Giovanni Alfonso Chiariello

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