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Ufomammut ORO:Opus Alter


Fra tutti i concerti che ho avuto modo di vedere lo scorso anno custodisco un ricordo speciale degli Ufomammut nella bellissima cornice del Desert Fest di Berlino. Vedere un gruppo italiano riempire la sala che ospitava il main-stage di uno dei festival estremi europei più prestigiosi oltre ad avermi riempito di (ingiustificato) orgoglio, ha messo in luce ancora una volta i limiti che ha l’Italia nel valorizzare i propri talenti, soprattutto se non radiofriendly.Inutile quindi rimarcare quanto il pubblico italiano, proprio per questa mancanza strutturale, sia ancora molto impreparato ad apprezzare le proposte musicali meno ‘orecchiabili’.

Il 17 Settembre, esattamente cinque mesi dopo l’uscita dell’eccellente ‘ORO: Opus Primum’, il trio di Tortona (AL) ha pubblicato l’altra metà della mela, l’atteso ‘ORO: Opus Alter’. Questa sesta prova del gruppo conferma le sue ambizioni e, come suggerisce Nick Hagan di ‘Drowned in Sound’, può finalmente dire di aver terminato la virtuale rincorsa verso i suoi padri putativi, ergendosi a punto di riferimento della scena heavy-psych mondiale, entrando quindi di diritto nel firmamento del variegato (non)genere.

Già il primo capitolo sprigionava una potenza debordante e questo ‘Opus Alter’ non può che confermare quella violenza primordiale. Rispetto al precedente episodio la band riesce ad essere ancora più compatta ed heavy, pur recuperando una musicalità che sembrava totalmente rasa al suolo  nella prima parte di ‘ORO’. Nonostante le sostanziali differenze fra i due episodi è innegabile trovare una logica, una coerenza, nella pesante musicalità lisergica del terzetto italiano. Due dischi da ascoltare come fosse un unico brano con vari movimenti, almeno così suggerisce la band. Ogni episodio, che sia un’ipnotica cavalcata psichedelica/space rock o una mazzata doom/post metal, trova una sua coerenza all’interno del doppio lavoro. E’ giusto rimarcare come l’opera risenta molto -come anche il precedente ‘Eve’- della produzione del bravo Lorenzo Stecconi dei grandiosi Lento (eccellente band romana), in particolare per la presenza massiccia di synth. Questo sodalizio ha dato un’interessante continuità negli ultimi tre lavori della band piemontese.

Insomma, ‘ORO’ è un lavoro ambizioso che conferma l’immenso talento degli Ufomammut, che fa capire perché la Neurot Records, che nel suo roster vanta band come Current 93, Isis, Neurosis, Red Sparowes, abbia posato gli occhi sui nostri connazionali. Peccato che anche nella musica gli italiani di talento siano costretti a cercare fortune all’estero.

Luigi Costanzo

About Luigi Costanzo

Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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