Home / Cinema / Diamond life, lover boy, we move in space with minimum waste and maximum joy

Diamond life, lover boy, we move in space with minimum waste and maximum joy

Sono già passati sei anni dall’uscita di Casino Royale, primo film del nuovo corso di Bond che aveva destato una certa sensazione per la sua scarsa ortodossia al canone zerozerosettiano. Ad un nuovo protagonista dai tratti somatici decisamente più duri corrispondeva un agente forse meno elegante, ma sicuramente in grado di conquistare una buona parte del pubblico proprio per un insospettato temperamento sanguigno che aveva dato nuova linfa ad un personaggio che probabilmente cominciava ad avvertire il peso degli anni.
Casino Royale ovviamente aveva diverse altre frecce al suo arco, e in generale era un ottimo film che sembrava poter rappresentare uno spartiacque per la serie di cui era ormai il ventunesimo episodio.
Due film più tardi non sono molto convinto che le “promesse” siano state mantenute nonostante Skyfall abbia ricevuto un’accoglienza alquanto calorosa da parte di pubblico e critica (Quantum of Solace non è piaciuto a nessuno e per ottime ragioni).
Si è molto parlato di come Sam Mendes, l’ottimo regista di pellicole come American Beauty o Revolutionary Road, avesse intenzione di fare un film che pur tenendo i piedi ben piantati nella tradizione di intrattenimento ed evasione più sfrenati che hanno sempre contraddistinto i film di Bond, potesse anche aver qualcosa da dire sul mondo in cui viviamo e le trasformazioni che sta subendo.
Ovviamente le storie di spionaggio e tensioni internazionali tipicamente bondiane si presterebbero discretamente all’operazione, che però in questo caso si risolve banalmente in un tono elegiaco/nostalgico riguardo un mondo, quello dei servizi segreti, che non trasuda certo tutto questo romanticismo.
Il personaggio di Judi Dench, M, è un po’ il catalizzatore di questo umore, e se c’è un momento del film che si candida a rimanere nella memoria collettiva è quello in cui l’attrice sciorina con magniloquenza dei versi di Tennyson poco prima di essere aggredita da Javier Bardem.
L’attore spagnolo, che come ho letto non so dove, si conferma in grado di incutere un supremo terrore grazie solo alla sua acconciatura, rappresenta sicuramente l’aspetto migliore del film. Il suo personaggio è un cattivo tremendamente fascinoso, e la sua a tratti sublime interpretazione rende veramente difficile parteggiare per il servizio segreto di sua maestà. L’ingloriosa e anticlimatica fine riservatagli è un torto che il film fa a sé stesso e agli spettatori, e fa il paio con la sbrigativa liquidazione della bond girl di turno.
Tra sparatorie, scazzottate, e qualche bella inquadratura, le dueoremmezza del film trascorrono senza sussulti particolari, tanto più che la vena umoristica degli sceneggiatori non risulta molto ispirata, e la realizzazione delle scene più movimentate non supera un’aurea mediocritas, difetto questo che Skyfall eredita da molti dei suoi predecessori.
In conclusione se non potete fare a meno del nuovo film di James Bond probabilmente non rimarrete delusi da questo nuovo episodio, ma se non subite già il fascino dell’agente segreto più famoso al mondo Skyfall non è il film adatto a farvi cambiare idea.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

Check Also

album

L’album, una specie in via d’estinzione?

Una delle differenze più ovvie tra gli appassionati di musica casual e i nerd più ...