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Profumo di donna

Freja-Beha-Erichsen-for-Valentino-ValentinaLe grandi quantità mi mettono in soggezione. Quando entro in quei centri commerciali alla Macy’s dove all’entrata ti danno una piantina che è una mappa del tesoro, o in quei negozi a sei piani divisi per settori “Donna di giorno”, “Donna a mezza mattina”, “Donna Casual” mi trovo inevitabilmente smarrita. Lo so che quello che cerco c’è di sicuro li da qualche parte, ma quell’ammasso minaccioso di vestiti stipati e stampelle intrecciate mi fa desistere, ed esco puntualmente a mani vuote.

Lo stesso accade con i profumi. È molto raro che una donna cambi profumo, spesso più per la difficoltà di trovarne uno nuovo che per reale attaccamento al proprio. In teoria il problema non sussiste perchè si dice che il profumo di una donna debba sceglierlo un uomo.

Non so però se sia una di quei miti tipo che il parrucchiere che ti taglia i capelli debba essere uomo oppure se sia uno strategiamma inventato da qualche donna scaltra che aveva anche lei il trauma di cambiare il suo. Entrare in una profumeria è come entrare da Macy’s, solo che invece che essere sommersa dai vestiti, sei sommersa dai profumi, o meglio da quell’odore pesante che nasce da mille profumi mischiati nell’aria. In etrambi i casi esci a mani vuote e nauseata.

Premesso che i tester dei profumi sono in assoluto i campioncini che odio di più, qual’è quindi il modo giusto per scegliere il chanel5 jadore-2010proprio profumo? Lo stesso che si usa per scegliere il proprio stile: o si ha già un idea precisa, o ci si fa consigliare o si segue qualche icona..e i questo caso i profumi hanno un’importante alleato: i testimonial. Per i cosmetici questa verità vale ancora di più che per gli abiti. Non so se l’avete mai notato ma per quanto riguarda l’alta moda, gli spot televisivi delle grandi maison sono quasi esclusivamente per i profumi. Pensate alla “Valentina” di Valentino, a Charlize Theron che cammina in una vasca di oro nello spot del profumo Dior j’adore; a quello che riconosce Nicole Kidman nella pubbicità di Chanel n5.

ChanelBradÈ presto detto che tra le migliaia di fragranze sugli scaffali, la scelta si restringa a quella ventina di “volti noti”. A metà tra un Carosello moderno e un cortometraggio di Hollywood, questi spot hanno grandi registi e interpreti d’eccezione. L’ ‘Homme Dior’ ha l’aria da seduttore e un’eleganza vestita da un impeccabile completo giacca e cravatta. Lui è Jude Law, testimonial scelto per la terza volta dalla maison, protagonista di un ‘Rendez Vous’ diretto da Guy Ritchie.Sorridente e spettinato è invece l’‘Orange Man’ di Hugo Boss, che ha scelto come testimonial Orlando Bloom, il suo alter ego, nella versione femminile, è Sienna Miller, davanti all’obiettivo del videomaker Jonas Akerlund. Dopo libri e libri in cui si decantava l’irresistibile profumo di Bella Swan, Balenciaga ha scelto Kristen Stewart come volto del nuovo profumo. Ma i sovrani dell’impero dei profumi sono loro: Brad Pitt e Blake Lively. Brad è il primo testimonial maschile per un profumo decisamente femminile, lo storico ‘Chanel N°5’. Aria intellettuale, capelli lunghi, camicia sgualcita e… 7 milioni di dollari in tasca in 30 secondi di spot diretti da Joe Wright.

L’al tempo Serena Vanderwoodsen è stata scelta da Frida Giannini per incararnare Première la nuova fragranza femminile di Gucci. L’attrice ha girato la campagna pubblicitaria con i famosi fotografi di moda Mert & Marcus, mentre lo spot è stato diretto da Nicolas Winding Refn e come ogni colossal che si rispetti è stato presentato niente di meno che al Festival del cinema di Venezia..Se qualcuna fosse riuscita a farsi scegliere il profumo dal fidanzato, qualcosa mi dice che dopo questo spot molti torneranno con un pacchetto di Gucci…

 

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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