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Tube. Simple. Marvellous.

Siamo oggi giunti al quarto appuntamento con la rubrica sulle città ed il loro sviluppo. Oggi voglio fare un po’ di chiarezza sulle metropolitane, sul loro utilizzo e sul loro sviluppo.



Allora. Come di tutti i grandi successi della storia dell’umanità anche l’origine della metropolitana è controversa. Alcuni attribuiscono l’invenzione della metropolitana al sindaco di Londra Charles Pearson che, nel 1863, propose di sviluppare un sistema di trasporto su rotaia all’interno della città per tentare di risolvere il problema del traffico crescente per le vie della Capitale. Questo traffico immaginiamolo diverso da quello che conosciamo oggi: un gran caos di persone, carri, diligenze, primi tentativi di mezzi alimentati a vapore in circolo per delle strade che non avevano certo la capacità di gestire in maniera razionale questo traffico tanto caotico. Inoltre, un’altra grande differenza con il presente risiede nel fatto che questa linea di metropolitana, per la cronaca l’odierna Metropolitan line, era alimentata a vapore e dunque costretta a restare in superficie. Se fosse stata interrata già all’epoca, i morti asfissiati sarebbero stati praticamente tutti i passeggeri! Taluni altri attribuiscono, forse a maggior ragione, la nascita della prima vera metropolitana moderna alla città di Budapest nell’anno 1896, quando venne istituita la linea Foldalatti che fu la prima ad essere alimentata elettricamente tramite cavi aerei. Altri esempi possono essere individuati come i precursori di tale mezzo di trasporto. Tra questi sicuramente la linea Atene-Pireo, di superficie, realizzata nel 1869 e la funicolare che dal 1875 collega due quartieri europei di Istanbul. Le cause dell’incertezza nell’attribuzione del titolo di “Prima Metropolitana al Mondo” risiedono nella sua stessa definizione. Cosa si intende, infatti, esattamente per metropolitana? Secondo l’Associazione Internazionale del Trasporto pubblico e la norma UNI 8379 la metropolitana viene definita come un sistema di trasporto esclusivo per le conurbazioni di grandi dimensioni, che abbia sede propria, cioè che non abbia interferenza alcuna con nessun altro mezzo di trasporto e che abbia caratteristiche prestazionali elevate. Ciò che infatti giustifica l’enorme investimento da sostenere per realizzare una metropolitana è la necessità di trasportare almeno 24.000 persone all’ora per ciascuna direzione:  fidatevi che sono parecchie!

“simbolo” della metropolitana londinese
 Ma perché alcune città hanno tantissime linee di metropolitana ed altre nessuna? Rispondere a questa domanda sarebbe molto facile qualora si attribuisse l’ago della bilancia al solo fattore economico. In realtà, a mio modo di vedere, le cose non sono così semplici. Gli aspetti culturali che influenzano una decisione così importante e che coinvolgono una quantità di fondi così ingente sono assolutamente non trascurabili. Per esempio una città come Roma avrebbe un estremo bisogno di almeno altre 3 linee metropolitane, eventualmente, come è successo a Madrid, anche di tipo leggero, ossia più corte, meno capienti, con stazioni più piccole, ma più frequenti, molto più economiche da realizzare e meno invadenti dal punto di vista delle vibrazioni. Non si sono costruite ed ora ci affanniamo nel recuperare un abisso che si è prodotto tra noi e le altre grandi capitali europee. Non tutto è perduto però. Per pensare comunque in maniera positiva possiamo ricordare che è in costruzione una nuova linea di metro a Roma: la famosa LineaC. No, non è una chimera. È un progetto che sta prendendo piede e che in parte vedremo funzionante nel giro di due anni. In realtà proprio in questi giorni sono cominciati i collaudi della parte già realizzata tra Pantano e Parco di Centocelle, con 15 stazioni completate. La tratta di collegamento con la Linea A (da piazza Lodi a San Giovanni) sarà completata a dicembre 2014 e farà entrare in esercizio l’intera linea. A questo punto diamoci un po’ di orgoglio: sarà la linea automatica più lunga mai costruita una volta ultimata. Automatica vuol dire senza conducente. Eh già. Sfruttando la tecnologia ATC (Automatic Train Control) è possibile far controllare l’intero funzionamento della linea da una centrale e questo, non c’è bisogno che dica, quanti soldi farà risparmiare. Si ho detto la linea automatica più lunga al mondo perché una volta completata, ossia quando arriverà a Roma Nord avrà una lunghezza complessiva di 39 km. Non male!


Una stazione metro russa.
Tuttavia ora arrivano i tasti dolenti. Purtroppo si sa che a Roma come ci si avvicina al centro città cominciano i guai. Viviamo nella città più bella del mondo che, ahinoi, è anche una delle più fragili. Risalendo da San Giovanni verso centro storico si passa per il parco archeologico più grande del mondo: i fori. Diversi sono stati i progetti volti ad aggirare il problema, ma l’estensione della zona archeologica non lascia scampo…vanno attraversati in qualche modo. Mi ha interessato molto un progetto di cui per ora non si è più sentito parlare. Da indagini fatte sui progetti per la realizzazione di via dei Fori Imperiali, ad opera del governo fascista negli anni tra il 1924 e il 1932, è emerso che oltre a radere al suolo un intero quartiere, è stata spianata una piccola collina nei pressi del Colosseo, sotto la quale, certamente, non ci sono reperti di epoca romana. Il progetto prevedeva di realizzare la stazione della metro C esattamente nell’area precedentemente occupata da questo colle. Un’idea ingegnosa. Bene. Facciamolo! E invece no. Si preferisce continuare ad aprire cantieri per le cosiddette “indagini archeologiche”, dai quali emergono vestigia di un tempo glorioso che il più delle volte vengono interrate nuovamente, come è successo alla fonderia medioevale rinvenuta al centro di piazza Venezia (sì, esattamente dove ora c’è quella bella aiuola con prato all’inglese) ed hanno come unico scopo quello di far deviare il tracciato della metropolitana, accumulando ritardi e penali. Sicuramente saranno discorsi, questi, che tutti avrete già sentito, in gran parte retorici. Tuttavia resta fuori di ogni dubbio che le attuali tecniche di progettazione e realizzazione degli scavi consentirebbero di realizzare opere ben più ardite di quelle necessarie per la nostra Città, andando più in profondità. Un esempio di queste tecniche è la cosiddetta Talpa. In realtà il vero nome di questa formidabile macchina è TBM (Tunnel Boring Machine). Vi risparmi i dettagli tecnici, ma non rinuncio a fare un elogio di questa tecnologia straordinaria che consente di realizzare tunnel anche in area urbana in tutta sicurezza e senza che al di sopra si noti alcunché. La Talpa, così chiamata per ovvi motivi, è stata impiegata negli scavi di tantissime metropolitane nel mondo, ed anche a Roma è in uso nei cantieri per la metro C già in fase avanzata. Una curiosità: le talpe in uso per la realizzazione della metro C sono quattro e si chiamano rispettivamente Shira, Filippa, Diana e Roberta! Il funzionamento è semplice, a parole: una fresatrice scava quasi qualunque tipo di terreno, un nastro trasportatore elimina i materiali scavati portandoli verso l’esterno. Man mano che la macchina procede, anche di diversi metri al giorno, istalla dei pannelli di cemento armato prefabbricati che costituiscono il tunnel vero e proprio. Et voilà il gioco è fatto: il tunnel è pronto per le rifiniture, come l’istallazione di impianti elettrici e di telecomunicazioni.

Anche oggi però voglio lasciarvi senza l’amaro in bocca. La realizzazione di sistemi di metropolitana è senza dubbio un compito difficile. L’utilizzo della metropolitana, tuttavia, resta una delle cose che maggiormente differenzia il vivere in piccoli centri dalla vita in una metropoli cosmopolita, attiva ed efficiente. Non solo questo però. La metropolitana è, spesso, un’opera d’arte, un omaggio alla tecnica architettonica, ingegneristica e pianificatoria. Facciamola diventare anche un omaggio alla “tecnica politica”.


Federico Giubilei

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