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Luxottica a difesa dell’Italia

Tempo fa, sempre da questo blog, raccontai la meravigliosa storia di un imprenditore che partendo da un istituto per bambini orfani riuscì in soli tre decenni ad essere il simbolo del “miracolo italiano”. Nella trattazione della sua storia e nell’analisi della società Luxottica, evidenziai come ci fosse qualcuno che nell’epoca della globalizzazione, era riuscito con successo a rimarcare l’italianità nel produrre. Quell’italianità che si nota nella maniacale cura del particolare, nella straordinaria forza lavoro e in quel lavorare con passione che nel Veneto è divenuto uno dei valori cardini della società civile. Il lavoro non è solo il fondamento della fonte gerarchica per eccellenza, ovvero la Costituzione, ma in esso è possibile evincere la grandezza del nostro artigianato e l’eccellenza delle conoscenze tecnologiche industriali di quel che un tempo costituiva il “bel paese”.

A distanza di pochi mesi dall’articolo a cui rimandavo nelle precedenti righe, trovo conferma di quel che affermavo nell’operazione che per l’ennesima volta ha visto Leonardo Del Vecchio e Luxottica a difesa dell’Italia. E’ di martedì il comunicato di Salmoiraghi & Viganò che annuncia il signing con il quale Luxottica, a fronte di un investimento esclusivo di 45 milioni di euro per l’aumento di capitale, acquisterà il 36% della società. Il tutto in un’alleanza di fatto con la Famiglia Tabacchi sotto forma di patto parasociale. All’interno del patto parasociale siglato dalla Famiglia Tabacchi ed il gruppo di Agordo è presente una call che tra quattro anni potrà far acquistare, ad entrambi i soci vincolati dal patto parasociale, l’intero pacchetto della catena di occhialeria.

La Salmoiraghi & Viganò è il maggior gruppo per la vendita di occhiali al pubblico, con una quota che si avvicina al 10% dell’intero mercato nazionale. Negli ultimi anni però l’acutizzarsi della crisi del settore ha portato in rosso i bilanci del gruppo. In special modo i report finanziari dell’ultimo biennio hanno evidenziato ricavi inferiori ai 300 milioni di euro, molto al di sotto della quota mercato base per mantenere in salute la catena di occhialeria.

Da qui è nata l’esigenza di trovare nuovi soci per la Famiglia Tabacchi, con il pericolo che la catena di cinquecento negozi potesse passare a gruppi stranieri. Infatti, nell’italica penisola, negli ultimi due decenni (dal dopo Tangentopoli) si sta sempre più consolidando la prassi di vendere allo straniero pur di non vedere la crescita di qualche competitor nazionale. Ne sono esempi lampanti: la multinazionale Parmalat, il gruppo energetico Edison e la Banca Nazionale del Lavoro.

Salmoiraghi & Viganò fino ad inizio autunno sembrava destinata allo stesso percorso delle sopracitate società vendute all’estero. Eppure, tra smentite del patron Leonardo Del Vecchio ed ammissioni dello chief executive officer Andrea Guerra, Luxottica è riuscita nell’acquisizione della quota capace di mantenere il gruppo di occhialeria italiano. Per Luxottica l’acquisizione di un occhialeria in Europa segna un cambio di passo e di strategia nel vecchio continente, sinora il gruppo di Leonardo Del Vecchio aveva effettuato acquisizioni in questo campo, esclusivamente nel mercato statunitense (LensCrafters e Pearl Vision) e nell’America Latina con Gmo. Sarà che in quella zona del Veneto si è combattuta la I Guerra Mondiale, ma il motto sembra esser rimasto – Non passa lo straniero! -. Sì, ora verrà da chiedersi perché i media nostrani parlano sempre del gruppo Fiat, che dopo decenni di aiuti statali minaccia perennemente di andarsene dall’Italia, ma la forza di Luxottica è da sempre nell’essere la più internazionale delle aziende italiane e la più italiana delle aziende che operano sul mercato internazionale. Le parole dell’Amministratore Delegato di Luxottica Andrea Guerra ne sono la conferma “Salvaguardare un’azienda che ha una storia tutta italiana e fermare l’espansione degli stranieri: è una responsabilità che sentiamo di avere nei confronti del nostro paese ”.

Quindi sebbene oggi a Roma il cielo sia plumbeo indossate i vostri Ray-Ban che sicuramente avrete nel cassetto e che da tredici anni Luxottica produce ed ha reso italiani. Perché come dice lo spot di una birra italiana ormai in mano sudafricana “A essere italiani c’è più gusto”. Andrea Guerra e Leonardo Del Vecchio questo lo sanno e lo dimostrano giorno dopo giorno, occhiale dopo occhiale.

Antonio Maria Napoli – AltriPoli

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Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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