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The scattered jigsaw of my redemption laid out before my eyes, each piece as amorphous as the other, each piece in its shape a lie

Uno dei maggiori effetti che la diffusione di internet ha avuto sull’”attività”degli appassionati di pop-culture è la fittizia creazione di una comunità nerd internazionale che non ha alcun riscontro nel mondo reale.
L’idea che sulla rete (ma anche in film e telefilm vari) ci si può fare del bagaglio e dell’immaginario pop-culturale del tardo-teenager/universitario medio è molto lontana dal rappresentare un reale minimo comun denominatore della gioventù del nuovo millennio, e basta poco per rendersi conto di quanto frammentario sia in realtà il panorama sotto questo punto di vista.
La questione è in larga parte un cane (o serpente, a seconda dei gusti) che si morde la coda, in quanto il bombardamento audiovisivo a mezzo web che è al giorno d’oggi il metodo più efficiente di promozione di qualsiasi prodotto commercial-culturale è causa, al contempo, della reperibilità di materiale che sarebbe rimasto prerogativa di nicchie molto più ristrette, ma anche del forsennato ricambio tra i fenomeni “del momento” che si scalzano l’un l’altro ogni due giorni dallo spotlight dell’attenzione del pubblico dei social media.
Il risultato di questo ciclo è che il marasma di sottoculture giovanili che ha profondamente caratterizzato l’orizzonte pop-culturale del secolo scorso si è ormai liquefatto in una sorta di brodo primordiale senza soluzione di continuità, creando una situazione tanto fascinosa e camaleontica quanto ambigua e disorientante.
Gli effetti di questo mutamento sono peraltro in larga parte retroattivi: la terra di nessuno in cui si trovano svariate eredità novecentesche è sconfinata, e a molte di esse viene tirata la giacchetta da talmente tante direzioni diverse che ormai è quasi impossibile risalire all’origine di alcuni collegamenti che pure esistono e sono davanti agli occhi di tutti.
Un esempio particolarmente lampante di questo sincretismo sfrenato è Pitchfork, la popolare webzine musicale di Chicago che ha da tempo rimpiazzato tutte le storiche riviste cartacee come taste-maker a vari livelli.
Pitchfork, come qualsiasi pubblicazione, ha molti difetti e c’è chi, probabilmente non completamente a torto, sostiene che il suo periodo di maggiore influenza sia ormai alle spalle. La sua tendenza un po’ isolazionista, alcuni comportamenti poco limpidi riguardo alla pubblicazione o rimozione di determinati articoli, e l’aleggiante antipatia inevitabilmente attirata da un’entità culturale così evidentemente cosciente dell’influenza che esercita su una larga fascia di lettori sono tutti ottimi motivi per sparlare della webzine americana, ma nel bene o nel male resta emblematica la sua capacità di abbracciare uno spettro che passa con disinvoltura da Drake ai Sunn 0))) transitando su Gas e i Modest Mouse.
In ambito cinematografico la situazione non è molto diversa, con una sempre maggiore difficoltà nell’individuare movimenti omogenei, creativi o d’opinione che siano, e un’analoga tendenza da parte di molti giovani critici a fare dell’eterogeneità una bandiera.
Non ci rendiamo forse ancora bene conto dei cambiamenti che le nuove tecnologie stanno apportando alla nostra maniera di relazionarci all’intrattenimento e alla cultura, ma è certo che l’ampiamento del pubblico potenziale non potrà che aprire nuovi orizzonti e possibilità.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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