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L’arte giovane: intervista a Giampiero Celani Piendlbach

 Proponiamo un’intervista ad un giovane artista emergente e disegnatore del noto marchio di occhiali LGRGiampiero Celani Piendlbach.

 

D: Perché e quando è iniziato il tuo interesse per il disegno? Raccontaci la tua storia.

R: Disegno da quando ho memoria, fin da bambino ho avuto una predisposizione come tutta la mia famiglia da parte di linea maschile. I miei quaderni scolastici erano già pieni di schizzi e disegni.

 

D: Hai seguito dei corsi di disegno o sei autodidatta?

R: Autodidatta ma ovviamente sono e sono stato influenzato da altri artisti. Osservo e osservavo molto. I miei primi, goffi disegni, credo di averli tracciati osservando i numerosi animali impagliati e trofei di caccia da sempre presenti in casa mia. Un grande contributo, o meglio una piccola rivoluzione, l’ebbi grazie ad un bidello delle elementari, Tulio, che m’insegnò la prospettiva e il “punto di fuga”. Più recentemente, l’incontro con il maestro Giovanni Antoci, ha contribuito ad una maggiore consapevolezza dell’uso dei colori ad olio nella pittura, nonché ad approdare ad una maggiore sintesi delle linee e liberarmi di certi schemi per approdare (ma al momento solo in pittura…) ad uno stile più astratto.

 

D: Parlaci delle tue esperienze passate.

R: Sono in continua evoluzione, sempre alla ricerca di un miglioramento. Del passato, parlo poco, i disegni tracciati già solo un anno fà, mi fanno orrore… se li trovo, generalmente, li distruggo! Alchemicamente, potrei dire che sto lavorando sulla pietra grezza nel tentativo di trasformarla in Oro, tentativo (vano?) di migliorare la mia Opera.

 

D: Su cosa stai lavorando?

R: In questo periodo mi sto concentrando nel ritratto, di volti, di nudi. Le donne rimarranno sempre un inesauribile oggetto d’ispirazione e riflessione, non ha un senso estetico l’artista che non sente il bisogno d’immortalarle. Ogni singola ragazza ha in sé una parte dell’intera ricchezza indivisibile dell’infinito e nei miei ritratti tento di cogliere queste “particelle d’infinito”, però la strada è ancora lunga e non basterà tutta una vita forse.

LGR Celani Piendbalch

 

D: Dove preferisci disegnare?

R: Adoro starmene da solo nei caffè o nei parchi. Spesso mi si può incontrare seduto con il mio album di disegni e la penna davanti ad una tazza di tè in un bar o su di una panca in qualche parco. Per esser ispirato, ho bisogno di quell’atmosfera dei racconti di Hermann Hesse o di Proust che ho sempre amato.

 

D: Da dove prendi l’ispirazione? Cosa ti aiuta a sviluppare la creatività?

R: Come ho appena detto, l’atmosfera e l’odore dei Bar/Caffe, un libro, una passeggiata un lungo viaggio, anche perché non parto mai senza un album dei disegni. Sopratutto però, vengo ispirato dalla natura, la solitudine di una foresta o di un tramonto marino mi fa conoscere sensazioni ignorate da molti “cittadini”, sentimenti che la bellezza e la semplicità della natura sanno offrire a chi è disposto ad ammirarle con compiacimento. Nessun’altra cosa mi dà più creatività e gioia di un vagabondaggio attraverso una campagna o un bosco di abeti della Stiria (Regione nel cuore dell’Austria), quelle foreste nordiche che Oswald Spengler paragonava alle forme architettoniche delle grandi cattedrali gotiche. Mi piace sentirmi parte di quella natura: neve, bosco, silenzio, animali.

Nudo di donna, 2013, G. C. Piendlbach

 

D: Quali sono gli artisti che ti hanno maggiormente ispirato? Qual è la tua tecnica e che strumenti utilizzi?

R: Sicuramente ho tratto ispirazione da tanti artisti di area fiammingo-mitteleuropea: Bruegel, Dürer, i nudi di Leonardo, Alfons Mucha e il più contemporaneo (si fa per dire) Georg von Sluyterman. Uno stile ed una tecnica tutta mia, ancora, come già detto, non è maturata, potrei definire quello che sta emergendo, come una sintesi d’incisioni del 500, un po’ di schizzi di Leonardo, un pizzico di Romanticismo nordico, Jugend Stil ed anche un po’ di fumetto. La maggioranza dei miei disegni sono realizzati con una praticissima penna Bic, ma utilizzo per le parti più scure, anche dei pennini o inchiostro. Ultimamente arrivo a realizzare il tutto combinando varie tecniche.

 

Quercia, 2011, G. C. Piendlbach

D: Progetti futuri? Mostre?

R: Devo vincere la mia pigrizia, timidezza e riluttanza ad espormi…perché non ho ancora realizzato o espresso ciò che vorrei nel disegno. Ho, comunque, ricevuto varie proposte da parte di locali, caffè e discoteche d’esporre i miei disegni/tele ma ancora non ho accontentato nessuno ma credo che tra breve mi darò da fare e qualcuno sentirà parlare di me…sto preparando delle grandi “Opere urbane” che esporrò, diciamo, a suffragio della collettività cittadina (ride, nda). Inoltre con la mia amica e sempre solare Jenny Bleakly, stiamo realizzando, dei foulard e scialli in seta pregiatissima cuciti a mano, recanti dei miei disegni ispirati alla campagna ed ai suoi animali, associati al suo eccezionale intuito e gusto maturato in anni di lavoro ed esperienza nel campo della moda parigina.

 

D: Un consiglio per i disegnatori di oggi?

R: Quando sarò in grado di consigliare qualche disegnatore, vorrà dire o che son diventato un vecchio savio, o un artista realizzato e al momento, non sono nessuna delle due cose.

 

Planimetria tratta dall’alto, dal punto di vista di Dio, 2011, G. C. Piendlbach

Di Noemi Russo

A cura di Assia Federica Orneli e Antonio Maria Napoli

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