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Roma Rocks #2: Black Rainbows

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Come promesso, anche questa settimana rimaniamo all’interno del G.R.A.per parlare dei bei gruppi della nostra bella città. E, come la scorsa settimana con gli Electric SuperFuzz, rimaniamo in ambito rock n’roll, anche se questa volta parleremo di scenari decisamente più legati alla psichedelia hard.
I Black Rainbows sono un power-trio stoner-heavy psych nato nel 2005. La line-up, cambiata diverse volte, ruota attorno alla figura del chitarrista, il cantante Gabriele Fiori (ex Void Generator, altra storica formazione dell’heavy psych romano).
Il primo disco della band, Twilight in The Desert, uscito nel 2007 per la francesce Longfellow Deed Records – appena ristampato in vinile dalla HeavyPsychSound Records – è un LP che, benché immaturo e evidentemente derivativo, mostra alcuni di quegli elementi che saranno sviluppati in maniera più organica nel full lenght successivo.
La consacrazione dei Black Rainbows arriva con il secondo disco Carmina Diabolo, uscito nel 2010, e con la band che suona live pressoché ovunque, aprendo concerti di band più blasonate e riscuotendo ottimi riscontrigrazie ai loro live infuocati. Carmina Diabolo è un disco estremamente granitico che, a differenza del primo album, mostra un ensamble più rodato e una produzione ben più adeguata al sound della band. In questo album sicuramente sono esaltati il riffing e la voce di Gabriele Fiori, che lo configurano come uno dei musicisti più talentuosi dell’hard rock lisergicoitaliano. Difficile trovare dischi stoner italiani con una simile solidità; il disco è caratterizzato da un heavy-psych che oltre a rifarsi ai mostri sacri degli anni ’90, conosce benissimo le sue origini di anni ’60 e ’70; tra tutte le band citabili si sente l’impronta di gruppi meravigliosi e spesso non abbastanza lodati come Blue Cheer e Hawkwind.
E’ proprio sul solco delle band succitate, alle quali dobbiamo anche aggiungere gli indimenticati MC5, che nasce l’idea per il terzo e ultimo album della band, l’ottimo Supermothafuzzalicious!! L’album non è altro che un disco rock che trasuda amore per il rock stesso.Riff dannatamente efficaci, sezione ritmica quadrata, ritornelli appiccicosi: questo è in breve ciò che ci offrono i Black Rainbows con questo ultimo album, non dimenticando tuttavia i territori stoner a loro cari, che tornano frequentemente sia nella potenza sonora espressa dagli ampsdella band che nella chitarra di Fiori. Un disco che se fosse uscito negli Stati Uniti (probabilmente) passerebbe alla radio.
Insomma, i Black Rainbows sono una band in salute che non può che offrire ancora tanto al nostro contraddittorio panorama musicale.

Luigi Costanzo

About Luigi Costanzo

Luigi Costanzo
Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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