Home / Moda / 2.55 diffidare dalle imitazioni

2.55 diffidare dalle imitazioni

Chissà cosa direbbe Mademoiselle Gabrielle, detta “Coco”, se vedesse indosso la sua 2.55 a tutte queste donne del fashion system. E non solo.

Lei, icona della sottrazione e dell’essenzialità, ne sarebbe ben fiera, perché avrebbe dimostrato una volta per tutte che la sua moda, nata per le donne e non fine a se stessa, ha raggiunto ogni angolo della terra: da chi appartiene al panorama della moda, fashioniste,blogger e la stessa Anna Wintour, a chi spera che un giorno potrà indossare questo accessorio così perfetto nella sua forma e linea. Un vero sogno.

 

Il concept della 2.55 nasce dal principio che sottolineò tutte le creazioni di Gabrielle, la funzionalità sposata alla bellezza.

Da qui, l’idea di una borsa che lasciasse libere le mani e fosse portata a tracolla, concepita per una donna d’avanguardia, ma che, allo stesso tempo, non vuole rinunciare all’ eleganza che contraddistingue ancora oggi le creazioni Chanel. La borsa è emblema del passato vissuto da Gabrielle, che crea la sua tracolla ispirandosi ai portachiavi dei custodi dell’orfanotrofio dove crebbe, e decide di colorare l’interno della sua borsa di bordeaux come le divise degli orfani.

 

 

Sicuramente la sua ascesa non è una tendenza dell’ultimo minuto, perché covata da quando il Kaiser Karl (Lagerfeld), in occasione del cinquantesimo compleanno della 2.55, realizzò il modello “reissue”, una ri-edizione più glam della tanto amata borsa Chanel. Da qui abbiamo assistito a una vera resurrezione.
Contemporanea perché tradotta attraverso i nuovi stilemi di stagione in stagione, classica in matellassé nero con catena lunga e chiusura agirello o originaria vintage, il modello 2.55 Chanel ha conquistato proprio tutte le donne grazie alla sua versatilità: la si può portare a tracolla, come suggeriva la stessa Coco, a spalla come delle signorine bon ton o in mano, come se fosse un piccolo gioiello da custodire preziosamente.

 

 

Tanti modi diversi per interpretare un solo e stesso modello, così plastica nella sua iconicità che nessun’altra it-bag è riuscita mai a suscitare. Ora però o da Chanel c’è stata una svendita senza precendenti o qualcosa non quadra. Guardatevi intorno…quante donne hanno una borsa in matelassè (“con i rombi” per dirla volgarmente), la catena lunga e la tipica chiusura? troppe. Entriamo nello sconfinato mondo dei falsi…Gucci e Burberry sono i primi cittadini del paese Copy-Copy, in assoluto i più imitati. Prada ne è la matrona, le bancarelle pullulano di copie più o meno fedeli (celebre il portafogli con scritto “prado”)…le copie di Chanel sono il frutto di anni e anni di allenamento nell’arte del duplicato.

 

Ma ricordatevi che sempre, per quanto simili, se il trucco c’è, si vede ( le borse finte di Vuitton hanno solitamente cerniere non funzionanti ad esempio). Come riconoscere dunque la vera 2.55?

Ecco qualche consiglio:

La prima borsa trapuntata di Chanel fu disegnata da lei stessa Gabrielle, e creata a mano nel febbraio 1955 in pelle d’agnello o jersey. Ancora oggi è prodotta con gli stessi materiali(i pellami utilizzati,in verità,sono due, l’agnello liscio e il vitello martellato) e con le stesse procedure.

Le cuciture sono sempre allineate e i lembi combaciano perfettamente
La sovrapposizione delle “due C” del logo avviene sempre allo stesso modo: nell’intersezione superiore è la C di destra a passare sopra la sinistra, sarà il contrario nell’intersezione inferiore
I tag e le carte di autenticità fornite con ogni borsa sono oggi come lo erano 25 anni fa,per cui non fidatevi di venditori che vi dicono il contrario.

 

 

 

Chanel,inoltre,offre un servizio di autenticazione solo verbale,mai scritto, quindi tutti gli attestati di autenticità che vi offrono saranno sicuramente falsi. Ecco come si presenta la card di autenticità:il numero di serie deve corrispondere a quello all’interno della borsa. I tag e le carte di autenticità fornite con ogni borsa sono oggi come lo erano 25 anni fa,per cui non fidatevi di venditori che vi dicono il contrario. Chanel,inoltre,offre un servizio di autenticazione solo verbale,mai scritto, quindi tutti gli attestati di autenticità che vi offrono saranno sicuramente falsi.
La 2.55 autentica si riconosce innanzitutto dal suo lato posteriore: i “quadratini matelassè” interi devono sempre essere in numero dispari.
Le cuciture dei rombi devono corrispondere perfettamente,anche con quelli della taschina.
La tasca posteriore è proporzionata, i modelli fake presentano sempre tasche troppo piccole o troppo grandi.

 

La tracolla si presenta in due modi diversi: nella 2.55 classica è solo una catena,mentre nella timeless è intrecciata con la pelle.
L’interno della borsa è sempre bordeaux o nero (solo in alcune vintage). Le borse vintage presentano,inoltre,un’altro segno distintivo: la cerniera interna,il cui gancetto deve avere le tre C.
Se la borsa della vostra vicina che state adocchiando ha tutte queste caratteristiche, non c’è niente da fare, è autentica, nel caso contrario un sorrisetto apparirà sulla vostra faccia, la falsaria se ne accorgerà e abbasserà lo sguardo..sarà il vostro piccolo segreto..

 

 

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

Check Also

La rivincita degli ex. Brad Pitt chiede scusa a Jennifer Aniston

“Ritornano sempre”. È una di quelle cose che le mamme dicono alle loro figlie alla ...