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Mimmo Rotella. Quando la pubblicità si trasforma in emozionante artistica euforia

Molti artisti hanno sviluppato una particolare forma artistica, molti altri hanno modificato, e alcuni migliorato, uno stile artistico già esistente. Pochi hanno davvero creato dal nulla un nuovo tipo di arte. Mimmo Rotella è tra questi.
Si potrebbero riempire chilometri di pagine descrivendo passo per passo il percorso artistico che ha portato Mimmo Rotella a lasciare la sua città, Catanzaro, e a girare il mondo fino ad esporre le sue opere al Guggenheim Museum di New York nel 1994, e in altre prestigiose cornici in tutto il mondo. Tralasciamo però la biografia e  tutte le tappe della sua sfavillante carriera. Concentriamoci su un periodo particolare che ha cambiato drasticamente la sua visione del mondo.
Nel 1952, dopo essere tornato a Roma, città amata follemente da questo grande artista, dopo un periodo di studi letterari e artistici a New York, Mimmo Rotella è colto da una profonda crisi interiore. Come egli stesso afferma, era giunto alla conclusione che tutto era già stato inventato. Gli stili rivoluzionari di Picasso, di Matisse, di Klee, di Mirò o di Pollock, avevano scritto la storia dell’arte, e, dal punto di vista di Rotella, non c’era più niente da dire, non c’era più nulla di nuovo da regalare al mondo. Rotella aveva perso la sua ispirazione fino a sprofondare in un periodo di vera e propria depressione, sfiorando persino l’idea di interrompere la sua carriera artistica. Un giorno però, a Roma, uscendo dal suo studio, si intrattiene a contemplare i muri del suo quartiere tappezzati da manifesti pubblicitari strappati, che avevano una forza e un’intensità enorme, con colori meraviglliosi di una vivacità senza pari. Mimmo Rotella a quel punto capisce che era questo il messaggio che voleva dare. Si trovava circondato da espressioni artistiche che lo colpivano e di cui si sentiva parte senza essersene mai accorto prima. Era questo il messaggio che voleva dare. Tutto il vigore artistico che era certo di aver perduto si impossessa nuovamente di lui con una nuova forza travolgente che lo porta a uscire di casa nel cuore della notte, strappare i manifesti pubblicitari, portarli nel suo studio e creare delle opere meravigliose.
La sua tecnica è il “décollage”: partendo dal collage, invece di aggiungere nuove ulteriori immagini al soggetto artistico,ne vengono staccate delle parti. Le lacerazioni appaiono come ferite attraverso cui si possono intravedere altre immagini sottostanti anch’esse lacerate, che lasciano a loro volta intravedere ulteriori immagini. E’ un viaggio introspettivo in cui l’occhio si perde in infiniti collegamenti, infinite sfaccettature, ma che riconducono infine ad una visione globale. Nelle opere di Rotella, il materialismo consumistico della pubblicità si trasforma in emozione. I colori e la dinamica frenesia delle immagini strappate, sovrapposte e ancora strappate suscitano sensazioni forti, ogni volta diverse ma sempre intense, in una tempesta di immagini rabbiosamente lacerate,  in vorticose e complesse storie raccontate dai suoi manifesti. Un’opera di Rotella sembra non avere una base. Ogni immagine ne nasconde altre in profondità. Osservando all’interno di una lacerazione, si ha la sensazione di sporgersi da un precipizio, di trovarsi improvvisamente in un labirinto di sguardi e di colori.
Quando il Professor Emilio Villa (grande esperto e punto di riferimento nell’arte contemporanea) pretende di vedere le prime opere di Rotella, ne rimane sbalordito. Il suo stupore risiede nel fatto che Rotella ha inventato un nuovo tipo di espressione, di linguaggio comunicativo. C’erano stati i tagli di Fontana, i sacchi di Burri, e, da quel momento, esistevano anche i manifesti di Rotella.
Mimmo Rotella è il vero artista moderno. L’arte è ovunque, attorno a noi, la si sperimenta ogni giorno vivendo la città in ogni momento della giornata.
Grande appassionato di cinema, Mimmo Rotella sceglie come soggetto diverse attrici, ma una in particolare è particolarmente amata dall’artista: Marilyn Monroe, immortale mito di bellezza, eleganza e capacità artistiche.
Rotella impressiona, sorprende, stupisce, cattura. La sua opera dimostra che l’arte, soprattutto contemporanea, non è solo tecnica, ma anche o soprattutto capacità di inventare, emozionare.
Giovanni Alfonso Chiariello

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