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“Tratti diVini” e cantine d’autore



In un’epoca in cui molti matrimoni riescono malissimo, o non riescono affatto, ce ne è uno che promette veramente bene, quello tra l’architettura ed il vino; una coppia che dallo stare insieme sta guadagnando molto, in tutti i sensi.
Da una decina di anni a questa parte, l’incontro tra architettura, design e arte del bere è sempre più frequente. Sempre più numerosi i produttori vinicoli, blasonati e non, che scelgono per le proprie cantine architetture d’autore. Forme e spazi unici, progettati nel minimo dettaglio, con la stessa cura ed attenzione minuziosa, quasi maniacale, che accompagna ogni processo di vinificazione che si rispetti.
Sono nati cosi luoghi dal volto nuovo, dove la produzione e la degustazione del vino si sono aperte ad un pubblico più ampio, meno settoriale, raccontandosi attraverso l’architettura. Cantine d’autore, wine-center, musei del vino, centri di produzione e degustazione, sono i nuovi luoghi del vino. Riscuotono molto successo sia tra gli esperti che tra gli appassionati ed i profani, dando vita all’enoturismo, che a quanto pare sta facendo sempre più proseliti, grazie alla sua doppia valenza enologica e culturale, alla sua unicità.
Il fenomeno è iniziato dapprima nei paesi con una tradizione vinicola più radicata, come l’Italia, ma si è espanso e si sta espandendo in tutti i maggiori paesi produttori. Cantine che si differenziano per dimensione e produzione annua, dove progettisti esperti, spesso molto conosciuti, esplorano nuovi linguaggi, confrontandosi con un mondo, quello del vino, articolato e complesso. Proprio per questo gli approcci ed i risultati sono molteplici, inevitabilmente legati al luogo, al terreno, alle vigne in cui si trovano, ma sempre all’insegna della creatività e della ricerca, capaci di stupire e perché no, emozionare .

Quinta do Vallado (Guedes+De Campos)

Lo studio Guedes+de Campos ad esempio, nella cantina Quinta do Vallado, (Peso da Régua, Portogallo) ha  fatto della natura del luogo, del bellissimo scenario paesaggistico, il nucleo del proprio progetto.
                                     
Alla cantina già esistente è stato aggiunto un ampliamento, realizzato seguendo attentamente l’andamento del paesaggio, le curve del terreno su cui è costruito. L’effetto è quasi uno spazio intermedio, tra il mondo naturale della vigna e  quello artificiale della cantina preesistente, con forme che ricalcano la natura circostante, esaltandola senza alterarla. Una cantina dalla bellezza dimessa, che permette ai visitatori di ammirare appieno il sito, attraverso la mano sapiente dell’architetto.

Dominus Winery (Herzog & de Meuron)

Architettura che reinterpreta le proprie origini al servizio del vino, è l’esperimento di Herzog & de Meuron, tra i maggiori architetti di fama mondiale, per la Dominus Winery di Cristian Moieux, nella Napa Valley( California). La cantina, che qui si inserisce come un diaframma tra pianura del vitigno e montagne  retrostanti, appare all’esterno come un grande monolite, il cui involucro è un muro di pietra, realizzato dall’incastonatura di pietre in una rete metallica.
Il contenitore, un vero e proprio parallelepipedo, vede la propria materia articolarsi dove con pieni per proteggere spazi interni dedicati alla produzione, dove con vuoti e trasparenze, dove con balconate per ammirare il paesaggio, tutto al servizio del vino. Negli interni emblematica la saletta di degustazione dove la barricaia si apre ai visitatori.

Cantine Icario (Studio Valle)

In Italia c’è solamente l’imbarazzo della scelta qualora si voglia visitare uno di questi templi del vino, e per tutti i gusti. Tra le più audaci la Cantina “Traminer” di Werner Tscholl (Bolzano), e la recentissima Cantina della Tenuta di Castelbuono (Assisi),  realizzata in questo caso da uno scultore, Arnaldo Pomodoro.  Famosa anche la  Rocca di Frassinello di Renzo Piano, da menzionare più per il prestigioso progettista che altro. Tra le pioniere di genere,  le Cantine Icario a Montepulciano, dell’architetto Gino Valle, sono degne di nota.   
In questo caso i visitatori sono affascinati più dall’intrinseco carattere delle forme e delle materiali della cantina (pietra, acqua e vetro), che si inserisce nel paesaggio naturalistico con una propria identità e riconoscibilità. Interessanti anche gli spazi interni dedicati a pinacoteca di opere moderne, di proprietà della società, a sottolineare il  riuscitissimo connubio arte-natura.       
Francesca Galoni

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