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Las Malvinas are British

Ogni storia ha un inizio, ma non tutte hanno una fine. E a volte la storia passa anche attraverso il calcio. C’è una partita nella storia del calcio che ha una valenza storica e politica quasi mitica. E’ il 22 giugno 1986 e allo Stadio Azteca di Città del Messico l’Argentina sfida l’Inghilterra. Per chi non conosce il calcio questa potrebbe essere considerata una partita come tante; eppure in essa s’intrecciano mito, guerra e vendetta. Sì, perché quel giorno di un giugno di ventisette anni fa Diego Armando Maradona diventa per tutti la “Mano de Dios”. Il motivo? Segna il primo dei due gol con la mano, vendicando di fatto la sconfitta militare, politica e morale subita quattro anni prima dal suo paese nella guerra delle Isole Falkland/ Malvinas.

Dal marzo al giugno 1982 un conflitto tra Argentina e Regno Unito coinvolse l’area delle Isole Falkland o Isole Malvinas, appartenute alla Regina d’Inghilterra e rivendicate da sempre, per la loro posizione geografica e importanza strategica, dal paese che fu di Evita Peron. Esse erano invece considerate dal Regno Unito patrimonio della Regina. A distanza di ventisette anni, se l’Argentina ha consumato la vendetta sul campo di calcio grazie ai mitici gol di Diego Armando Maradona, la ferita è ancora aperta per quei 1000 morti e per la sconfitta militare. D’altro canto i Britannici, per senso storico e spirito nazionalista, hanno sempre considerato proprio quell’arcipelago. Grazie alla sua fermezza in occasione del conflitto con l’Argentina, il Premier Margaret Thatcher, che fino al conflitto era al 30% di popolarità in Inghilterra, vide un impennata del consenso intorno alla propria figura e leadership.

Lo scorso lunedì nelle Isole Falkland i cittadini sono stati chiamati ad esprimere attraverso un referendum consultivo il loro assenso a mantenere il legame con Londra. Il quesito è stato espresso nel seguente modo: «Volete che le Isole Falkland mantengano il loro attuale status politico di territorio oltremare del Regno Unito?». L’esito delle urne ha visto trionfare il “sì” a favore di Londra con una percentuale che ha toccato il 99,8%: l’ennesimo schiaffo per gli argentini e la conferma che Londra e il Commonwealth sono tuttora garanzie per qualsiasi legato al Regno Unito. Lo scorso gennaio il Primo Ministro inglese David Cameron aveva annunciato alla BBC che l’Inghilterra sarebbe pronta a combattere per le Falkland.

Da dove deriva questo interesse per le Falkland? E’ da lungo tempo che ho imparato che nella vita non esistono stati “buoni” e guerre prive d’interessi. O meglio, spesso i conflitti affondano le proprie radici in ragioni ideali, ma in realtà rivelano ulteriori motivazioni meno nobili. Nel caso delle isole Falkland queste motivazioni sono almeno tre. Primo, una ragione determinante per gli interessi di Argentina e Regno Unito è che i mari circostanti l’arcipelago sono ricchi di giacimenti petroliferi. Come spiegato da questa rubrica nell’articolo sull’Antartide, più si hanno possedimenti vicino ad un territorio e maggiori saranno, secondo le basi del diritto internazionale, le possibilità di ottenere il riconoscimento giuridico del controllo su di esso. Il controllo delle Falkland/Malvinas aiuterebbe quindi a vedere riconosciuto il diritto di sfruttamento delle fondamentali risorse energetiche della zona circostante. La seconda motivazione del contrasto tra Inghilterra e Argentina risiede nella posizione strategica dell’arcipelago conteso, testimoniata anche dalle celeberrime Battaglie delle Falkland nella I Guerra Mondiale. A queste ragioni vanno poi aggiunti l’orgoglio di Buenos Aires ed il nazionalismo britannico.

A voi le considerazioni finali. Celebrando il quarantesimo anniversario di “The Dark Side of the Moon” vi lascio con i versi di un altro album dei Pink Floyd contrari alla Guerra nelle Falkland e alla Thatcher. Come a dire le Falkland/Malvinas non sono isole come altre, ma un concentrato di mito, passione ed orgoglio. E Roger Waters ci insegna che non sempre la ragione segue il cuore.

 

« Brezhnev took Afghanistan.

Begin took Beirut.
Galtieri took the Union Jack.
And Maggie, over lunch one day,
Took a cruiser with all hands.
Apparently, to make him give it back. »
« Brezhnev ha preso l’Afghanistan.

Begin ha preso Beirut.
Galtieri ha preso la bandiera inglese.
E Maggie, un giorno dopo pranzo,
Ha preso un incrociatore con tutti quelli a bordo.
Evidentemente, per costringerlo a farsela restituire. »
(Pink Floyd – Get your filthy hands off my desert)

Antonio Maria Napoli – AltriPoli

 

About Antonio Maria Napoli

Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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