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Girls gone Wild

Da che mondo è mondo i maggiori scoop e i maggiori pettegolezzi si fanno in bagno o dalla manicure, e quella che sto per raccontarvi è una storia vera origliata aspettando che si asciugasse lo smalto. Non che io sia un’impicciona o che volessi farmi i fatti altrui, ma stai lì spalla a spalla, in una stanzina piccola, e se ti copri le orecchie butti via 15 euro di mani.

Sedute accanto a me c’erano due ragazze, tutte e due si stanno facendo il gel, tutte e due metteranno lo smalto nero. Nome impossibile da decifrare perché tra loro si chiamano solo “Amore”, età stimata tra i 16 e i 17, i loro amici hanno appena preso la macchina ma per nostalgia della macchinetta vanno ancora a piazza euclide con gli sportelli aperti e la radio a palla.

Sono i vestiti a darmi la certezza sull’età, leggings, biker, giubotto di pelle, borsa di balenciaga, capelli ancora caldi di piastra. Look standard insomma, che al calare del sole viene sostituito da miniabito a canottiera nero, calze strappate o lavorate e sempre i soliti biker. Ti può capitare di vederne quattro o cinque tutte perfettamente uguali, sedute tutte allo stesso modo sullo stesso divano a fumare. Comprano le sigarette al Bambu’s, vanno a cena al Caminetto e poi al Gotha, ti danno del lei anche se hai 20 anni perché tra loro si riconoscono e tu, ovviamente, non sei una di loro. Tu ti devi mettere i tacchi per slanciarti perché non hai quelle micro gambine, tu quella sorta di coda alta gonfia in alto te la fai giusto la mattina con il mollettone quando ti devi lavare la faccia, tu al Goa ci sei andata a sedici anni, loro a dodici. Sei indietro, quindi ti becchi un “scusi signora”.

Il dramma in questione è l'”anniversario” : sono due mesi che lei sta con lui… dramma regalo. Per i loro primi trenta giorni insieme lui le ha regalato un viaggio a Parigi (pagato con la carta di credito della mamma dal momento che per ora ha solo la prepagata), lei le ha comprato un costume di Ralph Lauren, ma questa volta vuole qualcosa in più… e allora qui interviene l’amica: «Guarda fai come ho fatto io, fagli una vostra gigantografia, conosco un posto dove te la fanno a pochissimo». Genere Step e Babi con foto nell’armadio, ma guai a chiamarla generazione Moccia, loro quelle storie d’amore da pischelle le disprezzano. Al massimo vedevano Gossip Girl. Oppure una di quelle serie dove ci sono un gruppo di ragazze, un gruppo di ragazzi, e si aggiunge un nuovo personaggio, generalmente una cugina sfigata che poi diventa popolarissima, solo dopo che tutti si sono accoppiati con tutti.

Meno tacchi e più sneakers, meno look tutto curve e reggiseni push up più capelli curati e grandi occhioni, è quello che si chiama stile Tomboy. Rilanciato da super top come Cara Delevingne, richiestissima dalle passerelle e anche attrice in Anna Karenina, tomboy non vuol dire look da maschiaccio o vestirsi come un’aspirante stella dello sport. Ci vuole molta arte, una strategia che comunichi «non m’importa nulla della moda, mi interessa solo comodità», ma abbia allo stesso tempo stile, un buon taglio e un bel colore; in modo che anche le fashioniste attente e perspicaci riescano a intravedere l’impegno dedicato per creare questo stile, apparentemente così nonchalant.

Può sorprendere, ma le tenute da maschiaccio che veramente trionfano devono il loro successo a un buon lavoro di sartoria. Bando quindi ai pantaloni sformati, alle tute da ginnastica troppo grandi e alle grosse scarpe da basket. Avanti invece con le t-shirt bianche aderenti, i pantaloni stretti in fondo, i jeans con il risvolto arrotolato e le scarpe basse e graziose oppure le Converse. Ma non è a tutti, ed è innegabile che a una certa età si sia più portati per alcuni look piuttosto che altri, una diciassettenne primeggerà sempre in jeans e felpa, ma quando c’è da tirare fuori l’armamentario delle grandi occasioni, lì la partita è tutta da giocare…

 

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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