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Caso Cipro: una crisi economica ed etica che minaccia l’Europa

2013. Un anno iniziato con numerose incertezze, per l’Italia come per molti altri Paesi del mondo. La crisi economica continua a mietere vittime, talvolta innocenti e ignare. E’ il caso di Cipro, Paese sino ad ora marginale dell’Eurozona, che per fronteggiare l’ingente debito pubblico ha scelto di adottare alquanto drastiche misure. Al fine di ottenere il supporto economico dell’UE, il governo cipriota ha proposto d’imporre una tassa sui conti dei privati cittadini, con un’aliquota variante dal 6,75% al 9,9%. In cambio, ai risparmiatori danneggiati sarebbe assegnato un esiguo pacchetto azionario delle banche.

Nei giorni scorsi, la notizia ha gettato scompiglio nel panorama finanziario dell’Europa, creando notevoli ribassi nelle Borse. Un rilevante accento è stato posto sulla decisione di tassare anche i patrimoni inferiori ai centomila euro. I risparmiatori più poveri si troverebbero costretti a pagare un’aliquota (6,75%) proporzionalmente maggiore a quella erogata dei più ricchi (9,9%). Si aggiunga a tale fatto che il ceto medio-basso tende a conservare la maggior parte del proprio patrimonio all’interno della banca, mentre i più abbienti hanno la possibilità di investire altrove i propri risparmi: ergo, gli averi di questi ultimi verrebbero assai inferiormente danneggiati. Una spiegazione a questa scelta del governo di Nicosia potrebbe risiedere nel fatto che Cipro sia ben nota come paradiso fiscale dei magnati russi e non voglia intaccare questo suo stato attuale.

Gli analisti delle più importanti banche del mondo, come Morgan Stanley e Goldman Sachs, hanno espresso grandi perplessità sulle conseguenze che la tassa forzata imposta da Cipro potrebbe avere sul resto dell’Eurozona. La fede che gli europei ripongono nel sistema finanziario è già stata messa a dura prova negli scorsi anni di crisi e il caso di Cipro potrebbe creare un pericoloso precedente, minando i fondamentali diritti di proprietà, come riportato da Lars Seier Christensen, CEO di Saxo Bank. Inoltre, si rischia un “effetto-contagio”, che porterebbe in un futuro prossimo Paesi come la Spagna ad affrontare la medesima situazione.

Di parere differente sono gli esperti di Chevreaux e il capo economista di Unicredit, Erik Nielsen, che sostengono che la crisi di Cipro sia destinata a rimanere un caso isolato. Nielsen afferma che ciò sia dovuto all’unicità del sistema bancario di Cipro, in cui quasi la metà dei depositi appartiene a stranieri ed è giunta nell’isola grazie a deboli leggi anti-riciclaggio e scarse regole fiscali. In seguito a tali tumulti e alla reazione negativa dei mercati, ma soprattutto a causa dello scontento interno, il Parlamento di Nicosia ha bocciato il piano di salvataggio cipriota, il 19 Marzo.

Iniziano ora nuove negoziazioni tra Cipro e l’Eurogruppo, per sancire i termini di un nuovo piano di aiuto all’isola. La mancanza di struttura dei provvedimenti proposti per far fronte alla crisi di Cipro potrebbe causare sviluppi negativi per il resto dell’Eurozona. Non si parla più soltanto di sfiducia da parte dei cittadini, bensì dello scetticismo che i mercati internazionali potrebbero manifestare nei confronti dell’UE qualora si scateni un futuro crollo economico.

L’UE rischia dunque di essere afflitta da una crisi che si spinga oltre la sfera economica e finanziaria e che ponga in primo piano una leadership instabile. Il caso di Cipro è, infatti, emblema di una carenza di attenzione, organizzazione nel gestire uno stato di emergenza e solidarietà infra-statale e internazionale.

Giulia Aloisio Rafaiani – AltriPoli

About Giulia Aloisio Rafaiani

Giulia Aloisio Rafaiani
Laureata in International Politics and Sociology a City University London, attualmente frequenta un Masters in Television Journalism presso la medesima università. Ha lavorato come intern a CBS News, presso la sede di Londra, e attualmente scrive per Vice News UK. Appassionata di politica e di conflitti globali, la principale ambizione di Giulia e' diventare una reporter politica.

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