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I like pleasure spiked with pain

Dopo quasi quindici anni dei melodrammi estremamente carichi che lo hanno consacrato come uno degli autori più apprezzati del cinema contemporaneo, Pedro Almodòvar torna in sala con un film decisamente più spensierato ma comunque inconfondibilmente caratterizzato dal tocco del regista spagnolo. Gli amanti passeggeri segue una serie di disavventure a bordo di un volo transoceanico dove un guasto tecnico dà il via ad un cortocircuito di sessualità che finirà col coinvolgere equipaggio e viaggiatori in una spirale di situazioni classicamente almodovariane, questa volta a lieto fine sia per i personaggi che per gli spettatori.

Come chiunque abbia mai visto cinque minuti di un film del buon Pedro saprà, le tinte con cui il regista dipinge la vita sentimentale e sessuale dei suoi personaggi sono estremamente vivaci, e la sfrontatezza delle situazioni può a volte lasciare interdetti. Da grande ammiratore sono convinto che in fin dei conti questo approccio sfrontato e privo di mezze misure sia uno dei grandi pregi del cinema di Almodòvar, sia per la grande intensità che conferisce ai suoi drammi, sia per la maniera in cui costringe lo spettatore a calarsi nell’atmosfera e riconoscere i propri pregiudizi, ma paradossalmente l’ambito comico toglie efficacia a queste armi.
La rappresentazione a tratti macchiettistica dei personaggi in un ambito che non può fare affidamento su di un contraltare tragico si spinge a volte in territori che probabilmente mi avrebbero infastidito se non fossi stato consapevole della buona fede dell’autore, e se questo “effetto placebo” può forse dire qualcosa sui miei pregiudizi, sicuramente dice anche qualcosa su come la convivenza di estremi contrastanti sia un elemento insostituibile nel bilancio della poetica almodòvariana.

Con questo non voglio dire che il film non abbia successo negli scopi “ricreativi” che così esplicitamente si propone, ma -e forse qui sono vittima di un altro pregiudizio, stavolta nei confronti della commedia- rientra perfettamente nella definizione di opera minore, ossia un’opera che non riesce a restituire appieno la complessità e profondità che molti altri film dello stesso autore ci hanno saputo regalare.
Non aiuta nemmeno il fatto che le varie sottotrame legate ai singoli passeggeri diano spesso la sensazione di non essere state pienamente sviluppate, rendendo lo scorrere del film un po’ scattoso nonostante il nucleo della vicenda sia estremamente unitario e narrato pressochè in tempo reale.
Basta con le critiche però, Gli amanti passeggeri è un film che vale sicuramente il prezzo del biglietto per gli almodòvariani più o meno incalliti e non, e pur non raggiungendo vette assolute sarà sicuramente in grado di intrattenervi per quei novanta minuti che dura.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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