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Il nuovo Martirio dei Cristiani

Si avvicina come ogni anno la Pasqua dei cristiani. Essa nella sua millenaria ritualità riporta alla luce il martirio di Gesù di Nazaret. E’ in questo momento della vita di Gesù di Nazaret e nel suo “martirio” che si concentra e si basa la religione cristiana. Scopo di questa rubrica e di Polinice non è assolutamente parlare di religione; eppure in quest’ultimo anno non si può che notare il continuare nel mondo della strage dei Crisitiani. Sì, perchè se si calcola che negli ultimi mesi sono stati uccisi, per motivazioni religiose e politiche, più di 105.000 aderenti al Cristianesimo, allora ci si renderà facilmente che di fronte a tale martirio ci sono ragioni ben più grandi del semplice odio religioso. Infatti, da sempre le religioni vengono utilizzate da nazioni e potenti per celare moventi politici ed economici di maggior rilievo. Essi utilizzano il fanatismo per i lori fini e le loro strategie.

Un morto ogni cinque minuti dovrebbe far fermare a riflettere l’occidente, tanto laico quanto “Cristiano”, su questo “Olocausto cristiano” a cui nessun pare abbia intenzione di porre fine. Analizzando lo scenario internazionale successivo all’undici settembre 2001 si evince come in ogni attacco della cosiddetta “coalizione nord atlantica” a rimetterci siano sempre stati i cristiani. Esempio ne è l’Iraq post Saddam, ove nella faida Sunnita – Sciita la concentrazione maggiore di attacchi si è verificata a danno dei cristiani e dei loro luoghi di culto, come se essi fossero basi da conquistare nella lotta tra i due schieramenti. L’occidente, e in special maniera l’Unione Europea, sembrano totalmente incapaci di far valere le loro ragioni d’essere, ovvero la difesa di ogni minoranza e la libertà dei popoli in qualsiasi luogo. Questo è il loro scopo dichiarato, eppure troppo spesso le loro azioni sembrano porsi in tutt’altra maniera. In tale scacchiere emerge, oltre a i classici persecutori islamici o appartenenti a regimi totalitari d’ispirazione marxista-leninista, anche la componente Indù.

Le aree a rischio sono i paesi islamici quali Somalia, Iraq, Afghanistan, Mali. Particolare crudeltà e ritualità nell’eccidio è stata dimostrata in Nigeria dalla cellula “Ansaru” di Boko Haram. Tant’è che Ahmad Salkida, l’unico ad avere un contatto diretto con il leader di Boko Haram, ha recentemente dichiarato che Ansaru “Non esiste affatto, è una mistificazione della realtà”. Ciò può far pensare ancor di più che dietro a quegli attacchi definiti esclusivamente religiosi si nascondano “affari” ben più grandi. Ad ogni modo, anche se ogni domenica i cristiani di Nigeria vengono trucidati, il sindaco Alemanno in Campidoglio non porrà mai uno striscione per fermare il loro martirio come con Sakineh. Altro luogo a rischio è l’India, ove il fondamentalismo Indù, in special modo nella regione dell’Oressa, miete ogni anno centinaia di morti innocenti.

Discorso a parte va fatto per paesi come la Corea del Nord e la Cina, ove la paura di organizzazioni religiose non dipendenti da comitati centrali ostacola la presenza del culto cristiano con ogni mezzo.Infine, con le “Primavere Arabe” e con la caduta dei regimi nel mondo nordafricano, la profonda ignoranza dei più e la sterile propaganda dei media occidentali hanno consegnato a cristiani morte e persecuzione. Stesso discorso vale per la Siria, ove il criticato regime controllato da Bashar al-Assad ha da sempre fatto da garante alle venti differenti confessioni religiose presenti sulla terra siriana, di fatto evitando di ripercorrere gli errori siriani e misfatti commessi in Libano. La prova di ciò che affermo è L’Egitto post Mubarak ove i Copti vengono attaccati mensilmente ed un tempo erano protetti dal regime.

Da questa analisi dell'”olocausto cristiano” si evince un mondo ancora incapace di dialogare. Un occidente che gioca la sua partita solo ed esclusivamente per far spazio a multinazionali e non per difendere la libertà di culto. Probabilmente l’errore dell’occidente non risiede nella poca forza d’azione, ma nella convinzione che l’annientamento di ogni differenza e religione sia la chiave di volta. Chiave di volta che ci fa adorare il dio denaro e dimenticare l’uomo e la sua essenza. Ma, come ha detto il vescovo Matteo Zuppi: “Se non ci fossero i martiri non ci sarebbe il Vangelo”.

Antonio Maria Napoli – AltriPoli

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Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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