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Mondiali 2014: ulteriore sviluppo economico per il Brasile o fonte di nuovi problemi?

Nell’ultimo decennio, il mondo intero ha vissuto grandi momenti di cambiamento. Transizioni dovute a un’ingente crisi economica, tecnologie sempre più avanzate e importanti cambi di governo hanno avuto luogo in molti Paesi del mondo.

In questo panorama di trasformazioni, una particolare attenzione merita di essere data al Sud America. Il Venezuela, in seguito alla morte di Chávez, si avvia verso una nuova fase politica che promette di ristabilire gli equilibri del Paese, mentre la Colombia ha intrapreso un nuovo percorso a favore di pace e sicurezza. Ma il più strabiliante dei risultati ottenuti dai Paesi latinoamericani è di certo quello del Brasile. Non soltanto vi è in atto una rivoluzione culturale, che prevede un più economico accesso a musei, teatri e biblioteche per favorire la crescita dell’istruzione; il Brasile è inoltre stato scelto come Paese ospitante i Mondiali di Calcio del 2014. Un evento sportivo di tale portata non potrebbe che giovare all’economia brasiliana, già in grande crescita grazie a un florido turismo, al punto da superare la Gran Bretagna in fatto di PIL, diventando la sesta potenza mondiale.

Tuttavia, vi sono aspetti negativi che meritano di essere considerati. I Mondiali di calcio sono per il Brasile un’opportunità di confermare il proprio rilievo sul piano internazionale, ma pongono anche il Paese sotto a un costante riflettore, non sempre benevolo. Le prime critiche sono state mosse riguardo alla lentezza con la quale i lavori di preparazione all’evento sembrano essere svolti. Duri giudizi arrivano proprio da Jerome Valcke, segretario generale della FIFA.

Sorge dunque il dubbio che, se il ritmo dei lavori non sarà accelerato, la sede dei mondiali possa essere spostata. Gli stessi media brasiliani hanno posto l’accento sul diritto della FIFA di scegliere un nuovo Paese ospitante entro giugno, senza penale alcuna. A essere al centro delle polemiche non sono solamente gli stadi, bensì anche le extra strutture necessarie per la sicurezza degli spettatori e dei turisti. Un preoccupante segnale per il Brasile del Mondiale è stato il licenziamento di Ricardo Teixeira, storico Presidente della CBF (Confederação Brasileira de Futebol), recentemente accusato di corruzione.

Sarà il colosso sudamericano in grado di gestire un così grande impegno e portare a termine i necessari lavori, pensando alla prospettiva di guadagno e fama che potrebbe trarne, o non riuscirà a far fronte all’enorme responsabilità? Alla luce dei fatti, si dovrà aspettare qualche mese per sapere quali saranno le sorti del Brasile come Paese ospitante una dei più rilevanti eventi sportivi del mondo.

Giulia Aloisio Rafaiani – AltriPoli

About Giulia Aloisio Rafaiani

Laureata in International Politics and Sociology a City University London, attualmente frequenta un Masters in Television Journalism presso la medesima università. Ha lavorato come intern a CBS News, presso la sede di Londra, e attualmente scrive per Vice News UK. Appassionata di politica e di conflitti globali, la principale ambizione di Giulia e' diventare una reporter politica.

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