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The Place Beyond the Pines

C’erano tutti i presupposti perchè The Place Beyond the Pines (Come un Tuono in Italia) fosse un flop enorme. Il classico secondo film troppo ambizioso di un regista emergente molto acclamato all’esordio, lungo, articolato abbastanza da essere contorto, e senza timore di prendersi numerose licenze dal punto di vista narrativo. Lo stile di Derek Cianfrance, peraltro, è decisamente influenzato dall’estetica imposta su molti registi “indipendenti” d’oltre oceano dal Sundance Film Festival, ed è per questo che entrando in sala non mi aspettavo molto più che una versione inutilmente complicata di Blue Valentine, il film precedente di Cianfrance. Sono quindi stato piacevolmente sorpreso da un film che non ha paura di andare contro le aspettative del pubblico, a volte contro le regole del buon senso, forzando la mano su una sceneggiatura che resta sempre in sottofondo e al servizio dello stile visuale e dell’atmosfera, che sono i veri protagonisti della pellicola, anche più dei due pubblicizzatissimi leading men.
Ritroviamo infatti Ryan Gosling nel suo ruolo canonico del silenzioso bellone problematico, molto simile al personaggio che interpretava in Drive, a maggior ragione visto che anche in questo film sono frequenti (e meglio realizzate) le sequenze di inseguimenti in strada, ed è proprio nella prima parte del film, incentrata sul personaggio di Gosling, che il film fa presa sullo spettatore con un ritmo nervoso che pur rallentando successivamente mantiene una qualità sconfortevole che è il fil rouge dell’esperienza.
La macchina a mano e le messe a fuoco allegre non mancano, in pieno stile Sundance, ma nel complesso la regia di Cianfrance è molto più eterogenea e fantasiosa di quella del canonico dramma indipendente a cui siamo stati abituati negli ultimi anni, ed è proprio nel contesto di un’atmosfera inquieta e imprevedibile che le libertà che il regista si prende finiscono col rientrare alla perfezione nella cornice del film, e si fa così meno a fatica a perdonare alcuni snodi narrativi che potremmo eufemisticamente definire arditi.

Come Winter’s Bone, altro recente film indie che si separava dal mucchio, The Place Beyond the Pines racconta di un’America che non è nè quella dei centri commerciali, nè quella degli uffici, nè quella delle high schools suburbane, ma quella delle discariche, dei capannoni abbandonati e degli abusi di potere, un’America che ha particolarmente bisogno di essere raccontata in un momento storico come il nostro, e che Cianfrance tratteggia senza rinunciare ad un approccio comunque cinematografico e classicamente drammatico, forte anche di un paio di interpretazioni comprimarie assolutamente fantastiche come quelle di Eva Mendes e Ben Mendelsohn.

Un film dunque che supera sotto ogni punto di vista il precedente lavoro del regista, e lascia decisamente ben sperare per il futuro della sua carriera, sperando che goda sempre dello stesso livello di libertà che gli ha permesso di girare un film così personale e ambizioso.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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