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Anche Paternò non è male


“La ville…la chose humaine par excellence”. 

Quando qualche settimana fa il mio amico Federico eleggeva Londra e New York come città da lui predilette, per quanto mi potessi dissociare dal giudizio, non rimasi di certo sgomento. Voglio dire, chi non lo farebbe? 
La società di consulenza A.T. Kearney ha stilato, insieme al Chicago Council of Global Affairs ed alla rivista Foreign Policy, una classifica delle sessantacinque città che “possono fregiarsi già oggi dello status di globale”[1]. Ovvi i primi posti: New York, Londra, Tokyo, Parigi, Hong Kong. Certo seguono anche realtà come Singapore, Seul, Pechino, Shanghai, Buenos Aires, Mosca, Dubai etc. Ma lo scettro è ancora in mano alle “capitali storiche del mondo ricco”[2].

E’ sempre la A.T. Kearney che ci comunica come queste realtà siano abitate da una vera e propria Urban Elite -che personalmente vedo sempre più atea e bigotta al contempo– : “Sono affollate da coloro che stanno creando il futuro, rumorose per lo scontro di affari e di idee, frenetiche nella gara per stare avanti. Hanno soldi e potere. Sanno dove il mondo sta andando perché loro sono già lì. Essere una città globale è, in questo senso, una cosa splendida”[3].

Come poter non immaginare la felicità di un neolaureato in ingegneria dei trasporti che camminando per le vie di Londra si lascia ammaliare da questo roboante benessere?

Dopo questa idilliaca visione, credo sia doveroso completare l’abaco dei dati riguardanti le città nel mondo con l’annuale rapporto di Demographia, pubblicato da pochi giorni anche da Internazionale, il quale ha individuato le dieci Fastest Growing Megacities in the World.

Come potrete notare il bilancio è tutt’altro che scontato. Sfido a trovare qualcuno che avesse saputo individuare le undici città sull’atlante, senza fatica, prima di aver letto la tabella. Per diverse ragioni ho messo il naso in alcune di queste città non molto tempo fa e penso sinceramente che, sebbene nel nostro immaginario ancora stentino a farsi strada se non come scenari esotici per escursioni alternative, l’elenco sopra citato custodisca senza dubbio il palcoscenico del prossimo futuro, e non solo per quanto riguarda i dati da capogiro sopra riportati.

Ma ecco che mi sorge un dubbio finale. Cosa cerchiamo quando parliamo di città? Perché Federico cerca Londra? Perché l’architetto palermitano interpretato da Luigi Lo Cascio, nel suo film di esordio come regista La città ideale, è ossessionato dalla perfezione di Siena? E soprattutto perché il carabiniere, suo conterraneo, rimane perplesso durante il loro dialogo, peraltro efficacissimo all’interno del film, replicando: “Anche Paternò non è male”? Ed ancora, perché la madre del protagonista continua a chiedersi dopo venti lunghi anni perché il figlio abbia mai lasciato Palermo?

Una risposta ovviamente non la trovo. O almeno non una definitiva.

Penso che ognuno di noi sia in cerca di un’idea di città. E che questa idea debba fare i conti con l’idea che abbiamo di noi stessi e della nostra vita, passata, presente e futura.

E penso che quando la si trovi, come nelle storie d’amore più importanti, si faccia fatica a non accorgersene, a non trepidare, a non restarne ammaliati. Proprio come nel caso del nostro Federico per Londra o di Lo Cascio per Siena.

“Agglomerato di esseri che racchiudono la loro storia biologica entro i suoi limiti e la modellano con tutte le loro intenzioni di creature pensanti, la città, per la sua genesi e per la sua forma, risulta contemporaneamente dalla procreazione biologica, dall’evoluzione organica e dalla creazione estetica. Essa è allo stesso tempo, oggetto di natura e soggetto di cultura; individuo e gruppo; vissuta e sognata; cosa umana per eccellenza”[4].

Jacopo Costanzo



[1] Danilo Taino, La geografia delle nuove città-Stato, “la Lettura”, 14 Aprile 2013.

[2] Ivi.

[3] Ivi.

[4] C. Lévi-Strauss, Tristes Tropiques, Parigi 1955, ed. it. Tristi Tropici, Milano, 1960, p.119
 

About Jacopo Costanzo

Jacopo Costanzo
Cofondatore di Polinice e del Warehouse of Architecture and Research_ warehousearchitecture.org

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