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Se Google ti redige anche il testamento

La nostra permanenza sulla terra, costellata da migliaia di differenze, ha un unico denominatore comune: la morte. Sembra funesta, ma essa rappresentata in vari modi da popoli, culture e ideologie, fin da sempre ha intrinseco in sè il problema della memoria e della rappresentanza del singolo post-mortem. Nell’era della digitalizzazione globale si pone un nuovo aspetto da risolvere della memoria di chi abbandona la vita. Esso è il lascito di dati personali online.

Si può tranquillamente affermare che se per la generazione dei nostri padri, quella che ha distrutto tutto mandandoci in una crisi valoriale ed economica senza precedenti, i cambiamenti erano scanditi dalla radiotelevisione ad oggi essi sono frutti della rete. Rete che ha un unico vero padrone incontrastato: Google. Quindi chi, se non i progettisti di Mountain View, a gestire il traffico dei nostri dati personali online dopo la morte? Da un biennio esiste un progetto di Google, denominato “Inactive Account Manager”, il cui scopo è di gestire le pratiche inattive degli utenti defunti o presunti tali.

E’ fin dai tempi dei Romani che la successione viene regolamentata da atti aventi valore effettivo. Il più classico e conosciuto è il “testamento”. L’articolo 587, comma 1 recita che – il testamento è un atto revocabile con il quale qualcuno dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutte le proprie sostanze o parte di esse. E’ qui che Google vuole inserirsi, nel mantenimento dei dati e volontà cibernetiche degli utenti, divenendo di fatto un moderno notaio elettronico. Non è una mossa costituita da un senso di onnipotenza di Mountain View, questo studio e la creazione di un software capace di gestire i dati online deriva da una precisa esigenza legale. Difatti, sono state centinaia le richieste ed i casi di studio posti alle Corti statunitensi da numerosi studi legali.

In principio furono Twitter e Facebook a colmare il vuoto legislativo riguardo gli utenti non più attivi. In passato furono molte le impossibilità da parte di molti familiari a poter accedere a dati, ricordi ed immagini di vita dei cari defunti. A tal proposito il programma “Inactive Account Manager” in un primo momento avrà il compito di far recuperare e allertare dei dati riguardanti i profili degli accounts della piattaforma di BigG ovvero Gmail, Blogger, Google Drive, Google+, Picasa Web Album, Google Voice e YouTube.

In un secondo momento il piano, che spaventa alcuni, sarà quello di istituire un vero e proprio Testamento online dal pieno valore legale. Insomma, dai dati online si passerà a delle vere e proprie disposizioni legali post-mortem. Legacy Locker e SecureSafe già da lungo tempo offrono la possibilità di sottoscrivere disposizioni nel “testamento online”. Tutto ciò nell’attesa che il vuoto legislativo venga colmato. “Inactive Account Manager” è l’ennesimo frutto della politica di Mountain View orientata a far divenire ogni qualsiasi elemento della quotidianità come atto da compiere attraverso i gratuiti account di Google. Che cerchiate una via, che vogliate ascoltare una canzone oppure scrivere ad un amico o amante lontano c’è sempre Big G a controllare ed offrirvi il servizio. Anche Polinice nel bene o nel male, suo malgrado, campa del servizio offerto da uno dei vari servizi targati Google ovvero Blogger.

La vostra vita è in mano ai programmatori di Mountain View. Fantascienza? No. Basta che controlliate il vostro IPhone 5 o Galaxy 3 per capire che nel portafogli non ha più senso portare le carte di credito. Ciò significa che ogni vostra transazione o disposizione è già nella rete e che la carta avrà sempre meno valore. Tutto questo nell’attesa di chiamare a far testamento il Notaio Big G.

Antonio Maria Napoli – AltriPoli

About Antonio Maria Napoli

Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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