Home / Musica / Roma Rocks #4: Testaintasca

Roma Rocks #4: Testaintasca



La nuova uscita targata 42 Records – etichetta romana retta da Emiliano Colasanti – si chiama Testaintasca. I Testaintasca, anche loro di Roma, arrivano alla loro prima uscita discografica con cinque brani che in un modo o in un altro già circolavano da circa due anni. Sì, perché il loro primo EP risale al 2011, e solo adesso è stato pubblicato, probabilmente come terreno di base per un prossimo lavoro.

La band già gode di una solida fan-base, come dimostra il pienone del 26 Aprile alle Mura a San Lorenzo, dove qualcuno è anche rimasto fuori vista l’eccessiva calca all’interno del locale.

Punta di diamante della produzione della band formata da Fabio, Valerio, Giorgio e Pietro è indubbiamente il video-singolo de La Musica (mi piace tanto), pezzo che racchiude in sé un incredibile potere bubble-gum pop. Un pezzo semplice, incredibilmente orecchiabile e che non lascia più il tuo cervello… alla The Monkees per capirci. Perché dico The Monkees? Proprio perché è proprio dal beat che i Testaintesca creano la loro cifra stilistica.

L’apertura dell’EP, Collaborare, non fa altro che mantenere le ottime impressioni de La Musica con un testo che potrebbe essere preso ora come modello, ora come sberleffo della moderna sinistra. Un testo che nonostante l’umore musicale ‘ottimista’, nasconde una certa rabbia inespressa; forse il pezzo più vicino ad un possibile futuro garage rock.

Purtroppo però il terzetto finale dell’EP – che conferma le evidentissime influenze beat, un po’ Merseybeat, un po’ Los Angeles – non è all’altezza con le premesse dei primi due brani. Non v’è dubbio che Fabio Conte in questi ultimi brani si confronti in modo molto più diretto con il cantautorato italiano, riuscendo spesso a fare un’ottima figura e ad essere semplice ed acuto, senza sembrare mai pretenzioso o pontificatore. Una buona novità rispetto alla media dei gruppi romani impegnati nel duro compito di scrivere in italiano. Non basta questo, tuttavia, a risollevare l’ingenuità musicale di Blù, o il songwriting acerbo di Settembre, pezzi sì buoni ma non all’altezza della solidità dei primi due brani.

Riassumendo, un EP che fa presagire un possibile futuro brillante, ma anche un futuro ben più generico e non necessariamente esaltante. Ciò non toglie la gioia di tornare ad avere in Italia un gruppo beat valido, dopo la prolificatradizione degli anni ’60. Speriamo bene!


Luigi Costanzo


About Luigi Costanzo

Luigi Costanzo
Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

Check Also

Beck – Sea Change (2002)

Beck negli anni Novanta fu uno degli idoli assoluti della Generation X, l’autore paradigma di ...