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Educazione Cecena

Giorno dopo giorno il mondo è tempestato da attacchi terroristici di varia natura. La società postmoderna occidentale, paladina dei “Diritti Umani”, da sempre pone le vittime in maniere circostanziale e differente. E’ come se vi fossero delle vittime più giuste ed altre meno. Così mentre nelle guerre finanziate dagli stessi paesi occidentali, spesso sotto la promessa di una maggiore democrazia, avvengono quotidianamente attacchi; dopo l’11 settembre 2001, le bombe di Madrid e alle metropolitane di Londra, l’unico attacco terroristico è parso quello di due settimane fa a Boston (Usa). Attacco terroristico compiuto da due fratelli ceceni. Cecenia perennemente in guerra, da sempre terra islamica guidata nella rivolta da bande legate ad Al qa’ida. Due i peccati, grandi come quelli compiuti in Afghanistan negli anni ottanta, compiuti dall’intelligence statunitense.

A seguito della disgregazione nel 1991 dell’Urss, la regione Cecena dichiarò l’anno successivo la propria indipendenza che fece da preambolo alla Prima Guerra Russo – Cecena del biennio a metà degli anni novanta. Il tutto venne combattuto in una situazione paragonabile ai conflitti balcanici, ove ogni territorio era composto da un meltin-pot di etnie differenti fra di loro. Essa vide il prevalere delle truppe ribelli dei separatisti ceceni ed è qui che risiede il primo peccato degli USA, infatti per indebolire le milizie antirusse vennero finanziate le bande legate agli integralisti islamici. Successivamente la fine di questo conflitto, al di fuori della martoriata capitale Groznyj i ribelli si ridivisero in tribù ove tramite lo spaccio di eroina, il culto per l’Islam radicale cantato dall’artista Timur Mutsurayev e le rovine di un mondo che aveva perso la sua battaglia più grande venivano finanziati e crescevano “Signori della Guerra” come Arbi Barayev. In cui però seppe affermrsi con difficoltà il leader laico indipendentista ceceno ovvero Aslan Maskhadov.

Il 4 settembre 1999 è la data di non ritorno, in tale giorno secondo le autorità russe le milizie cecene uccidono con bombe in differenti città della Federazione Russa un centinaio di persone. Da lì si scatenerà la nuova Guerra di Cecenia, con il Senatore del Congresso Usa John McCain, che affermò che tali attacchi fossero stati in realtà organizzati dai Servizi Segreti russi. In una guerra cruenta e senza pietà composta, da odio religioso ed etnico, la Russia ormai guidata dal nuovo Presidente Vladimir Putin nel maggio del 2000 riconquista la Cecenia. Gli strascichi saranno enormi e vedranno crimini da una parte e l’altra ove con il sangue si costruisce il futuro di alcuni leader in guerra. Passano cinque anni e anche l’occidente si rende conto che i suoi finanziamenti non porteranno più a nulla. Difatti, l’otto marzo 2005 viene a mancare l’ultimo leader “laico” ed indipendentista ceceno Aslan Maskhadov, la cui morte segnerà la definitiva commistione tra nazionalismo e jihad. A questo periodo risiede il secondo errore statunitense che vide l’attacco alla Russia sul piano dei diritti umani, indubbiamente moralmente giusto, ma miope nel vedere solamente una parte o quel che si voleva vedere per interesse. Così a Washington l’imbarazzo fu tanto, quando il mondo in diretta televisiva vede i ribelli ceceni capeggiati Shalim Basayev trucidare 300 persone in una Scuola osseta tra cui più di duecento bambini in quella che verrà ribattezzata “Strage di Beslan”.

Bambini che si legano in un tragico destino con il piccolo Martin Richard di otto anni morto per mano cecena mentre applaudiva il proprio padre tagliare il traguardo della “Maratona di Boston”. E’ questa la debolezza degli USA e dell’alleti europei post Guerra Fredda, ove in un mix di lotte per i diritti umani e guerre, si dimenticano i reali nemici ed obiettivi, sbagliando difatto molti finanziamenti ed appoggi militari. L’ultime “Primavere Arabe” hanno dimostrato la situazione critica in cui è stato esposto Israele dopo l’affermazione dei Fratelli Musulmani in Egitto. In questo modo l’occidente si ritrova in casa un “nemico” con più fede, cresciuto con armi e non con IPad in mano. Un nemico che non conosce perdono, che alle canzoni di Rihanna preferisce Timur Mutsurayev e che come mito ha il leggendario e valente comandante Shalim Baseyev e non Mike “The Situation”. Insomma, un nemico che a dispetto di tutto ha ricevuto un ‘educazione differente. Un’educazione Cecena.

Antonio Maria Napoli – AltriPoli

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Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd bevendo un bicchiere di Nikka.

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