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Colombia e FARC: il ruolo di Cuba e Venezuela nel raggiungimento della pace

Nel mese passato, l’attenzione dei media Sudamericani e stranieri si è concentrata sul Venezuela. La morte di Chávez e la crisi causata dalle recenti elezioni, al seguito delle quali i supporters di Capriles hanno accusato Maduro di frode elettorale, sono stati gli argomenti all’ordine del giorno. In questo contesto, è importante analizzare le ripercussioni della crisi venezuelana sugli altri Paesi Sudamericani. I Paesi vicini al Venezuela subiranno le conseguenze di questo momento di tumulto politico? Continuerà il governo, sotto la guida di Maduro, a perpetuare le politiche estere di Chávez?

Riguardo a una delle più importanti questioni estere, il mantenimento della pace in Colombia, Maduro ha promesso di continuare l’operato del governo chavista, rinnovando il supporto del Venezuela alla Colombia. Chávez, in ottimi rapporti con le FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia), ha sempre sottolineato quanto la sicurezza della Colombia sia interrelata a quella del Venezuela e si è sempre impegnato per evitare l’intromissione statunitense negli affari interni del Paese. Fondamentale nel sancire un rapporto di collaborazione tra i due grandi Paesi sudamericani è stato Santos, attuale presidente della Colombia, che ha ricucito la relazione con Chávez, compromessa durante il precedente governo colombiano di Uribe. A seguito della dipartita del caudillo, Santos ha dichiarato che l’intervento di Chávez è stato indispensabile per concludere importanti accordi a Cuba.

L’Avana è, infatti, il luogo che la Colombia e le FARC hanno scelto come base per le negoziazioni, in quanto Cuba si è sempre rivelata amichevole nei confronti delle guerrillas, che nel Paese dei fratelli Castro hanno acquisito un senso di forza e sicurezza. Tuttavia, al riguardo, Jose Arbesa, esponente del Partito Comunista cubano, ha affermato che Cuba non ha mai finanziato o offerto nuove forze militari ai ribelli colombiani.

L’obiettivo di Santos è creare rapporti pacifici e di collaborazione con Cuba. A tale scopo, il Primo Ministro colombiano ha dichiarato di aver invitato Cuba a prendere parte, come osservatore, al Quinto Summit delle Americhe, che prevedeva l’esclusione dei Caraibi dal vertice. Santos ha inoltre chiesto il supporto di Fidel e Raul Castro nell’organizzare colloqui segreti con le FARC a Cuba, come parte di un’agenda di dieci punti mirata al raggiungimento delle negoziazioni tra il governo colombiano e i rivoluzionari.

Il raggiungimento della pace in Colombia è reso arduo dalla politica messa in atto da Uribe: sotto la sua presidenza, infatti, le guerrillas si sono indebolite, ma l’uccisione di molti leaders rivoluzionari e l’approccio estremamente violento del governo hanno esacerbato ancor di più gli animi delle FARC. Per porre rimedio ai conflitti, coadiuvato dal supporto dei principali leader di sinistra del Sud America, Chávez e Fidel Castro, Santos ha invitato le FARC a terminare i conflitti armati, concedendo loro alcune delle pretese avanzate, come la ridistribuzione delle terre ai più poveri e a coloro i quali sono stati privati delle proprietà dai paramilitari. Santos ha inoltre offerto risarcimenti a queste vittime. Ma la chiave per raggiungere la pace, ancora una volta, è nelle mani del Venezuela, tassello fondamentale per ristabilire l’equilibrio in Colombia. Una guerra politica nel Paese di Chávez priverebbe la Colombia di uno dei suoi più rivelanti alleati.

Giulia Aloisio Rafaiani – AltriPoli

About Giulia Aloisio Rafaiani

Giulia Aloisio Rafaiani
Laureata in International Politics and Sociology a City University London, attualmente frequenta un Masters in Television Journalism presso la medesima università. Ha lavorato come intern a CBS News, presso la sede di Londra, e attualmente scrive per Vice News UK. Appassionata di politica e di conflitti globali, la principale ambizione di Giulia e' diventare una reporter politica.

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