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ATTRAZIONE-SEN : Il premio Nobel per l’Economia a Lucca per il dialogo: “Citizenship and Higher Education: an Alliance for Social Progress”

(È risaputo il fatto che quando la nostra attenzione si concentra costantemente ed emotivamente su di un oggetto, ogni tanto questo possa manifestarsi a noi in qualche strana forma, coscientemente o inconsciamente. A volte l’oggetto si manifesta durante il sonno, nascosto e confuso nella successione di immagini; ogni tanto appare anche durante la veglia, sfumato in un dé jà vu o collegato dalla fantasia a qualche segno nel contesto circostante. Una volta, addirittura mi è capitato di materializzare un oggetto vero e proprio: cercando un’idea per l’inaugurazione di una galleria d’arte provavo a convincere gli altri a riempirla di palline di polistirolo colorate; mezz’ora dopo un mio amico trovò che nella cantina della galleria c’erano dieci sacchi alti due metri pieni di palline di polistirolo che servivano per le spedizioni dei cesti pasquali per una campagna elettorale romana. Forse follia, eppure accade anche questo. Poi, molto raramente, può succedere che si manifesti anche una persona in carne ed ossa: è molto difficile, eppure ogni tanto si riesce anche in questo.
La mia ossessione degli ultimi anni (sulla quale ora sto ossessionandomi ogni giorno di più causa tesi di laurea) si chiama Amartya Sen, è un omino di ottant’anni originario del Bengala Occidentale, dotato dell’ingegno di un lupo e della forza vitale di un drago; è stato premio Nobel per l’Economia nel 1998, ha insegnato a Oxford, a Cambridge, alla London School of Economics e insegna tutt’oggi a Harvard. Ed è a tutti gli effetti uno degli economisti-filosofi più influenti del nostro tempo. (Poche settimane fa una sua foto in bianco e nero introduceva l’articolo “Valori Asiatici”).

Una volta, poco più di un anno fa, avevo già sperimentato un tentativo di concentrazione/attrazione su Sen, il quale aveva per un pelo tristemente fallito: arrivata a Santiniketan, suo villaggio natale a pochi chilometri da Calcutta, mi dissero di averlo visto poco prima girare in bicicletta tra i vicoli dell’Università (quella fondata dal poeta Tagore); ma, il tempo di metabolizzare la notizia e salire su una vespetta scassata per andare a cercarlo che già era nuovamente in volo per New York. Questa volta, ieri, stava arrivando a Lucca. Ieri ho preso il treno e sono venuta da lui.)

21/5/2013
 Amartya Sen e il filosofo politico ed epistemologo Salvatore Veca, si sono confrontati durante la conferenza “Citizenship and Higher Education: an Alliance for Social Progress”, organizzata dalla Fondazione Campus (Università di management e turismo tra le colline lucchesi) e dal Comune di Lucca nel Conservatorio di msusica Boccherini. Apparentemente formale, l’incontro si è trasformato in un dialogo informale, durante il quale, con l’interazione di giornalisti e pubblico, si sono discusse urgenze e priorità sia degli Stati dell’Unione Europea che di quelli in forte crescita, come la stessa India di Sen. Da un lato trovando nell’educazione scolastica e nell’alta formazione universitaria una soluzione per migliorare gli esiti delle specializzazioni lavorative, dall’altro mostrando la necessità sempre più impellente di impegnarsi affinché un’educazione “globale” aiuti ogni individuo ad avvicinarsi al “senso politico”, ovvero a percepire di essere un cittadino munito di diritti umani e civili da pretendere e preservare, in qualunque parte del mondo esso sia.

Amartya Sen

Sen, come dimostrerà più avanti, sostiene di non credere a chi ritenga che le democrazie siano effettivamente svuotate o danneggiate dalla mancanza di educazione o di alfabetizzazione; crede invece che esse      siano state private, per questa mancanza, di un’enorme libertà, che potrebbe invece essere la molla per migliorare i paradigmi mondiali della globalizzazione.

Sen ha sottolineato anche la necessità di concepire la cittadinanza come “connessione” tra individui di tutto il mondo, scavalcando i confini territoriali ed etnici imposti dalla politica statale, facendo forza costantemente sulla tradizione di pensiero europea legata alle teorie filosofiche ed economiche di D. Hume, A. Smith e del Marchese di Condorcet.
Il rischio di non riuscire a risolvere i problemi legati all’ineguaglianza anche in paesi ufficialmente democratici ed il rischio di trasformarci di conseguenza in una comunità illusoria, hanno vie di uscita? “Sono le politiche di austerità la soluzione ai nostri problemi?” ha domandato Salvatore Veca a Sen, il quale ha fortemente criticato l’efficacia delle politiche d’austerità adottate dalle nazioni europee, giudicando quello dell’Austherityun metodo fortemente limitante per l’agire politico nazionale, ed individuando invece l’urgenza di riforme istituzionali ad hoc che si ricolleghino agli esperimenti “ben riusciti” del passato di paesi come l’Italia stessa.
 Per la cittadinanza come per l’educazione l’essenziale è un’azione comunitaria e trans-statale che superi i confini geografici e che cooperi per colmare i vuoti dell’analfabetismo, dell’ignoranza e della disinformazione, i punti deboli dello sviluppo dei paesi emergenti e degli stati in lotta con la Crisi e con il PIL.

   La realizzazione dei principi di apertura della Cittadinanzafarebbe inoltre crescere il potenziale d’azione dell’educazione su basi internazionali, rendendo l’insegnamento non solo “una porta aperta da cui poter evadere” ma anche “a way for minorities to get stronger, also around social issues”.

  A questo proposito il fulcro del discorso si snoda nella stretta connessione tra il concetto di Cittadinanza e quello di educazione, riguardo ai quali Sen delinea “Otto punti” (che ho allegato in video a fine pagina) con l’invito “di comprenderne almeno tre, perché basterebbe la comprensione di questi per apportare veri miglioramenti nel metodo educativo”.

   “The way to learn what to do is to kiss the microphone, but not actually kiss it…so this is the difficult job that I have to do!” Così ha introdotto scherzando il suo discorso, di fronte ad un pubblico di managers incravattati e dirigenti d’azienda, giornalisti, professori e qualche studente, tutti accumunati da una profonda stima per il personaggio e dalla sorpresa di poter ascoltare di persona un suo dialogo, perché, va ricordato, Amartya Sen, oltre ad essere uno dei 100 intellettuali più influenti del mondo (secondo i dati del Financial Times) è l’incarnazione del dialogo per eccellenza: nei suoi libri e durante conferenze e lezioni ha sempre voluto sottolineare prima di ogni altra cosa la fondamentale necessità di costruire un dialogo ricco di prospettive, multiculturale e democratico, ricordando il peso e l’effetto delle parole sulla società, nei suoi diversi aspetti, e sulla politica globale e locale.

Salvatore Veca e Giorgio Napolitano (giovani!)
L’importanza della discussione pubblica ha il fine di rafforzare l’alleanza “a sostegno di un certo modello di progresso sociale differente da quello attuale”, la quale è indirizzata verso il raggiungimento di libertà sociali alle quali la forza comunitaria dell’educazione può portare.

La democrazia ha bisogno di umanità e di libertà nel mondo globalizzato, e perché ciò possa attuarsi l’educazione veste un ruolo decisivo: l’educazione e la Cittadinanza sono necessarie l’un l’altra per formare cittadini globali non solo umani ma anche educati alla responsabilità.

Università di Santiniketan


“GLI OTTO PUNTI”/ Intervento di Amartya Sen: http://www.youtube.com/watch?v=VtEgExGVs-s

Costanza Fino

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Costanza Fino
Vive su una nuvola di zucchero filato roteando su una bicicletta fatta di bambù. Laureata in filosofia politica, specializzata sull’India e sulle sue minoranze sociali, pensa a viaggiare, ascoltare, disegnare, fotografare, suonare e pedalare.

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