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Droga e prostituzione in Grecia: l’altra faccia della crisi economica

Il 2013 è il quinto anno di crisi economica per la Grecia, Paese che non sembra in alcun modo in procinto di risollevarsi dalla grande depressione che l’ha afflitto. La disoccupazione giovanile è ora superiore al 60%. Sono sempre di più gli uomini e le donne che per guadagnarsi da vivere ricorrono alla prostituzione, vendendosi per pochi spiccioli.

Secondo le statistiche del National Centre for Social Research, il numero di individui coinvolti nel commercio sessuale è aumentato del 150% soltanto negli ultimi due anni. Molte prostitute greche sono minorenni. I prezzi per i quali queste giovani donne si offrono non superano i quindici euro, affinché i clienti, anch’essi segnati dalla profonda crisi, possano permettersi i loro servizi. Il sesso non protetto ha un valore aggiunto, il che porta a un notevole aumento di malattie veneree. Inutile dire che, in un panorama di tale degrado, si è verificata una crescita di stupri e violenze nelle strade di Atene. Ed ecco, allora, che per dare un temporaneo, fittizio sollievo alle proprie anime in pena, i greci ricorrono alla droga. Un preoccupante fenomeno è la diffusione della “shisha”, un particolare tipo di metanfetamina, conosciuta come la cocaina dei poveri e composta da un letale mix di barbiturici, alcool e acidi.

La maggior parte delle volte, la shisha, il cui costo varia dai tre ai quattro euro, è assunta tramite iniezioni: ne consegue un aumento del 50% di casi di H.I.V. in Grecia, solamente nel giro di un anno. Ad aggravare la già tragica situazione, il governo greco non può permettersi di finanziare programmi sanitari o di assistenza sociale, a causa del regime di austerità attuato per ripagare centinaia di bilioni di euro di debiti. Il problema di droga e prostituzione è dunque di competenza della polizia locale. Arrestare le prostitute è sì una maniera per tenerle momentaneamente lontane dalle droghe di cui abusano, ma è anche un modo per isolarle mondo esterno, in cui, se fortunate, potrebbero trovare aiuti e assistenza. L’esempio della Grecia mostra le implicazioni di una crisi economica dalla quale non c’è via d’uscita. Il debito con la Banca Centrale Europea sta sfasciando non soltanto l’economia del Paese, ma anche la sua dimensione sociale e morale. Come spesso accade, la crisi economica è fonte di un’ancor più ingente crisi di valori.

Quale soluzione, dunque, per la Grecia? Per limitare i danni di questo sfacelo, la Grecia dovrebbe forse uscire dall’Euro. Lo sviluppo di nuove droghe e la diffusione della prostituzione spaventano gli Europei. La paura maggiore è che il “modello” greco sia precursore di una simile crisi in altri Paesi affetti da enormi debiti, come la Spagna. Più dell’aiuto economico, la Grecia necessita ora di un supporto umanitario, che affianchi la popolazione più giovane e la spinga a cercare conforto in metodi alternativi alla droga e ad avere più rispetto per se stessa.

Giulia Aloisio Rafaiani – AltriPoli

About Giulia Aloisio Rafaiani

Giulia Aloisio Rafaiani
Laureata in International Politics and Sociology a City University London, attualmente frequenta un Masters in Television Journalism presso la medesima università. Ha lavorato come intern a CBS News, presso la sede di Londra, e attualmente scrive per Vice News UK. Appassionata di politica e di conflitti globali, la principale ambizione di Giulia e' diventare una reporter politica.

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